INFORM - N. 136 - 15 luglio 2011


MANOVRA FINANZIARIA

Le osservazioni della Commissione Esteri della Camera dei Deputati

Soddisfazione per la soppressione dell’ICE e il trasferimento delle competenze alle sedi diplomatico-consolari. Dubbi sulla funzionalità della doppia titolarità del Mae e del ministero dello Sviluppo Economico

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera ha espresso parere favorevole sulle disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria approvate con alcune modifiche ieri dal Senato e oggi attese per il voto alla Camera dei Deputati.

Nel parere approvato viene rimarcato in particolare l’apprezzamento per le norme che dispongono la soppressione dell’Istituto Nazionale per il Commercio estero (ICE), con trasferimento delle relative funzioni a Mae e ministero dello Sviluppo economico, e per l’istituzione di sezioni per la promozione degli scambi nell’ambito della rappresentanze diplomatiche e consolari. A queste ultime “sarà assegnato il personale in servizio presso gli uffici dell’ICE all’estero – precisa il parere – sottoponendole inoltre agli indirizzi di una ‘cabina di regia’ a composizione mista pubblico-privato”.

Pur valutando positivamente nel suo complesso “il passo avanti così compiuto verso il pieno coordinamento delle strutture di sostegno dell’imprenditoria italiana all’estero”, la Commissione Esteri evidenzia come non risponda a “criteri di funzionalità ed unitarietà gestionale il mantenimento della doppia titolarità del Mae e del ministero dello Sviluppo economico”.

Il parere segnala inoltre la necessità di “bilanciare la rappresentanza, all’interno della citata ‘cabina di regia’, della grande industria e delle piccole e medie imprese attraverso la valorizzazione della rete di Assocamerestero”.

Mentre esprime soddisfazione “per lo stanziamento di 200 milioni di euro per l’anno 2011, per la partecipazione italiana a banche e fondi di sviluppo internazionali”, la Commissione Esteri solleva però “forti perplessità in merito all’introduzione di una “procedura autorizzativa in materia di accordi internazionali, che appare di dubbia costituzionalità, nonché lesiva delle stesse prerogative del Mae”.

Il parere parla anche di un “taglio, discutibile e forse incompatibile a livello internazionale, dei benefici fiscali riconosciuti ai diplomatici degli Stati esteri accreditati in Italia” incluso nella ‘clausola di salvaguardia’, e auspica “lo stanziamento di fondi congrui a garantire la ratifica dei trattati internazionali siglati dall’Italia”. (Inform)


Vai a: