INFORM - N. 135 - 14 luglio 2011


ITALIA-CROAZIA

Visita del capo dello Stato a Zagabria

Napolitano al Parlamento croato: Da italiano, da europeo, saluto con gioia l’arrivo di Zagabria in Ue

“Crediamo nella Croazia europea e nei Balcani europei”

 

ROMA –“Da italiano, da europeo, saluto con gioia pari solo alla vostra il prossimo arrivo di Zagabria nella famiglia dell'Unione Europea. Il vostro ingresso a pieno titolo quale 28° Paese membro, il 1° luglio 2013, è un traguardo storico. Lo avete perseguito con tenacia e perseveranza, durante sei anni di difficili e complessi negoziati”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo a Zagabria al Parlamento della Repubblica di Croazia.

“Potete essere orgogliosi del cammino percorso - ha aggiunto il Presidente Napolitano - che, nell'arco di quattro anni, avrà portato prima nell'Alleanza Atlantica, poi nell'Unione Europea. Il nuovo Adriatico "euro-atlantico" torna così ad unire regioni e popoli che tanto hanno in comune. Questa è la grande eredità che lasciamo ai più giovani”. “Crediamo nella Croazia europea, e nei Balcani europei. Questo il motivo per cui l'Italia ha sostenuto fin dall'inizio la vostra aspirazione, la vostra domanda di adesione all'Unione Europea”.

“Insieme Italia e Croazia - ha aggiunto il Capo dello Stato - possono sostenere la prospettiva euro-atlantica di tutta l'area balcanica e adriatica, rafforzando sicurezza, stabilità e prosperità della regione, su basi solide e durature. La prospettiva europea e atlantica dei Balcani è una priorità, costante e strategica, della politica estera italiana. Una priorità che abbiamo coltivato senza edulcorare la difficoltà delle prove che si richiedevano per divenire Stati membri dell'Unione, partecipi di un sistema di integrazione sovranazionale. Ma, una volta rispettato in pieno l'acquis e completato il percorso negoziale, diciamo con forza: nessun Paese dei Balcani va considerato in maniera diversa dagli altri Stati che sono entrati a far parte dell'UE : tutti, grandi e piccoli, sono chiamati a cooperare con pari dignità”.

Il presidente Napolitano ha quindi aggiunto che “l'Unione Europea in cui Zagabria si appresta ad entrare deve ora far fronte a due grandi prove: il governo della moneta unica e il Mediterraneo. L'urgenza e la gravità del dilemma sono davanti agli occhi di tutti”.

Per il capo dello Stato “la crisi della moneta unica significherebbe la crisi del progetto comune europeo. Dopo un passo avanti di tale portata non si torna indietro indenni - nessuno. Mi sembra che, dopo mesi convulsi, questo sia stato finalmente capito, da tutti. Ma se il mercato unico non avrebbe potuto reggere senza la moneta unica, è venuto ora il momento di assicurare la stabilità dell'euro attraverso una rafforzata governance dell'economia europea, le cui basi sono state gettate dagli ultimi Consigli Europei, e in definitiva attraverso un deciso avanzamento in senso politico dell'Unità europea”.

Per quanto riguarda il Mediterraneo, il presidente Napolitano ha sottolineato che “esso lambisce le nostre sponde adriatiche, quello che avviene su altre sponde ci tocca direttamente. Ciò vale per la Croazia e per l'Italia, ma vale per l'intera Europa. L'Unione è pertanto chiamata a fornire il suo contributo alla democratizzazione del Nord Africa e del Vicino Oriente. Per diverse che siano le situazioni dei singoli Paesi un'azione forte dell'Unione è indispensabile al fine di accompagnare il difficile processo di transizione e gettare le basi di un equilibrato processo di sviluppo politico, economico e sociale. L'Europa non può fallire sul mare dove ritrova tanto della sua storia e della sua identità”.

“Si tratti di difendere e consolidare l'Euro, o di fare la nostra parte nell'intera area mediterranea, - ha rilevato il capo dello Stato - la posta in giuoco è il ruolo dell'Europa in un mondo che conosce un cambiamento incessante”. (Inform)


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