INFORM - N. 135 - 14 luglio 2011


ITALIA-CROAZIA

Il presidente della Repubblica in visita a Zagabria

Napolitano: Presto in Istria con il presidente Josipovič 

Minoranze italiana e croata: “Ponte e ricchezza nelle nostre relazioni”. Esuli: “Certo che troveranno piena applicazione nei loro confronti i principi europei. Rispetto per le loro dolorose esperienze”

 

ROMA – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si recherà “presto in Istria”. Lo ha annunciato il capo dello Stato intervenendo oggi davanti al Parlamento croato, a Zagabria.

Napolitano andrà in Istria insieme al presidente croato Ivo Josipovič “per rendere omaggio alle vittime di un atroce passato, inchinarci dinanzi agli innocenti, impegnarci a riavvicinare chi ha subito torti. Ma soprattutto – ha aggiunto Napolitano - per riaffermare che questa tragica pagina della storia appartiene al passato: non al presente, non al futuro. E col passato della violenza e della guerra fascista, l'Italia ha chiuso i conti con la lotta di Liberazione, con il 25 aprile 1945, e dando vita alla Repubblica e alla Costituzione”

Per il presidente Napolitano “la presenza di una minoranza autoctona italiana in Istria e nelle altre zone di insediamento storico, Fiume e Dalmazia, così come l'esistenza di una storica minoranza croata in Italia rappresentano un ponte e una ricchezza nelle nostre relazioni”. “La minoranza italiana in Istria, Fiume e Dalmazia gode del pieno rispetto dei diritti fondamentali, del sostegno anche finanziario del Governo croato ed ora del cosiddetto ‘doppio voto’, della possibilità cioè di esprimersi per il proprio candidato e allo stesso tempo per le liste politiche generali. Sono conquiste significative. I risultati raggiunti nel bilinguismo sono considerevoli”.

Napolitano ha anche ricordato di aver incontrato più volte e incontrerà presto anche a Pola gli esuli italiani “i rappresentanti di coloro che sono stati protagonisti loro malgrado dell'esodo dalle terre natali dell'Istria, Fiume e Dalmazia. Sono certo che potranno trovare piena applicazione anche nei loro confronti i principi europei che abbiamo seguito finora: rispetto dei Trattati, non discriminazione e parità di trattamento. E rispetto per le loro dolorose esperienze”.

“La comune appartenenza all’Unione Europea - - ai suoi valori, ai suoi principi rappresenta - ha concluso il capo dello Stato - il modo migliore per superare definitivamente ogni ferita e ogni contrapposizione, per farsi cittadini di una polis più ampia, comune e condivisa”.

Nei giorni scorsi i rappresentanti dell’Unione Italiana avevano annunciato che l’incontro con la comunità italiana a Pola, inizialmente previsto per il 15 luglio è stato rinviato probabilmente al 3 settembre, “per impegni del presidente della Repubblica italiana riconducibili alla nuova manovra finanziaria in Italia e alla complessiva situazione che ne deriva. Sarebbe stato, come previsto, il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ad accompagnare a Pola il presidente Napolitano. (Inform)  

 


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