ITALIA-CROAZIA
Il presidente della Repubblica in visita a Zagabria
Napolitano: Presto in Istria con il presidente Josipovič
Minoranze italiana e croata: “Ponte e ricchezza nelle
nostre relazioni”. Esuli: “Certo che troveranno piena applicazione nei loro
confronti i principi europei. Rispetto per le loro dolorose esperienze”
ROMA – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
si recherà “presto in Istria”. Lo ha annunciato il capo dello Stato intervenendo
oggi davanti al Parlamento croato, a Zagabria.
Napolitano andrà in Istria insieme al presidente croato
Ivo Josipovič “per rendere omaggio alle vittime
di un atroce passato, inchinarci dinanzi agli innocenti, impegnarci a riavvicinare
chi ha subito torti. Ma soprattutto – ha aggiunto Napolitano - per riaffermare
che questa tragica pagina della storia appartiene al passato: non al presente,
non al futuro. E col passato della violenza e della guerra fascista, l'Italia
ha chiuso i conti con la lotta di Liberazione, con il 25 aprile 1945, e dando
vita alla Repubblica e alla Costituzione”
Per il presidente Napolitano “la presenza di una minoranza
autoctona italiana in Istria e nelle altre zone di insediamento storico, Fiume
e Dalmazia, così come l'esistenza di una storica minoranza croata in Italia
rappresentano un ponte e una ricchezza nelle nostre relazioni”. “La minoranza
italiana in Istria, Fiume e Dalmazia gode del pieno rispetto dei diritti fondamentali,
del sostegno anche finanziario del Governo croato ed ora del cosiddetto ‘doppio
voto’, della possibilità cioè di esprimersi per
il proprio candidato e allo stesso tempo per le liste politiche generali.
Sono conquiste significative. I risultati raggiunti nel bilinguismo sono considerevoli”.
Napolitano ha anche ricordato di aver incontrato più
volte e incontrerà presto anche a Pola gli esuli
italiani “i rappresentanti di coloro che sono stati protagonisti loro malgrado
dell'esodo dalle terre natali dell'Istria, Fiume e Dalmazia. Sono certo che
potranno trovare piena applicazione anche nei loro confronti i principi europei
che abbiamo seguito finora: rispetto dei Trattati, non discriminazione e parità
di trattamento. E rispetto per le loro dolorose esperienze”.
“La comune appartenenza all’Unione Europea - - ai suoi
valori, ai suoi principi rappresenta - ha concluso il capo dello Stato - il
modo migliore per superare definitivamente ogni ferita e ogni contrapposizione,
per farsi cittadini di una polis più ampia, comune e condivisa”.
Nei giorni scorsi i rappresentanti dell’Unione Italiana
avevano annunciato che l’incontro con la comunità italiana a Pola, inizialmente previsto per il 15 luglio è stato rinviato
probabilmente al 3 settembre, “per impegni del presidente della Repubblica
italiana riconducibili alla nuova manovra finanziaria in Italia e alla complessiva
situazione che ne deriva. Sarebbe stato, come previsto, il sottosegretario
agli Esteri Alfredo Mantica ad accompagnare a Pola il presidente Napolitano. (