Frattini,
a Istanbul proposta italiana per negoziati
ROMA –“Il
‘giorno dopo Gheddafi’ sarà al centro dei lavori del Gruppo di contatto” sulla
Libia che si terrà venerdì a Istanbul. Lo ha reso noto il ministro Franco Frattini
riferendo alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera sulle missioni
internazionali dell’Italia.
E' importante,
secondo il ministro, una “attività di stabilizzazione” e “non solo interventi
umanitari, ma attività di assistenza tecnica per puntellare l'ossatura della nuova
Libia”. Ricordando che c'è un impegno preciso da parte del Cnt a rispettare gli
impegni contrattuali e le relazioni economiche precedentemente presi con l'Italia,
Frattini ha precisato che “l'Italia vuole giocare un ruolo decisivo nella Libia
di domani”.
E proprio
l’Italia si presenterà a Istanbul con alcune proposte chiave, ha riferito Frattini,
tra cui “un piano politico” con una “offerta di negoziato” alle due parti. Il
ministro ha poi parlato di come “intensificare la pressione sul regime” di Gheddafi,
ma anche di “come rafforzare il ruolo dell'inviato speciale del segretario generale
dell'Onu” e di “come rafforzare lo status del Cnt”. L'Italia, ha sottolineato,
è in costante contatto con “gli amici del Cnt di Bengasi” con i quali ha un rapporto
privilegiato.
Per questo
motivo “l’Italia - ha spiegato alla stampa estera il portavoce della Farnesina
Maurizio Massari - non ha mai avuto e non avrà mai contatti diretti con Tripoli”.
“L'unico interlocutore dell'Italia è il Cnt. Con Tripoli ci sono contatti indiretti
attraversi altri partner, come l'Unione africana. Le idee circolano anche senza
contatti diretti”, ha aggiunto, ribadendo che “i contatti con Tripoli devono essere
tenuti il più possibile dall'inviato speciale dell'Onu”.
Quanto
ai negoziati per uscire dalla crisi, Massari ha affermato che l’Italia considera
un “passo in avanti” e una proposta “positiva” la posizione espressa dall'Unione
africana nel suo ultimo vertice di Malabo che prevede un'apertura dei negoziati
fra le parti senza la partecipazione di Gheddafi. “L'Italia – ha spiegato Massari
- ha sempre ritenuto importante coinvolgere l'Unione africana nella ricerca di
una soluzione politica per la crisi libica anche quando non eravamo sulla stessa
lunghezza d'onda. Oggi, dopo il vertice di Malabo in cui l'Unione africana ha
proposto una soluzione senza Gheddafi, la sua presenza è ancora più importante”.(