STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su “Tribuna Italiana”
di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti
Idee chiare sulla diffusione della cultura
italiana
BUENOS AIRES - Il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, si è presentato mercoledì scorso davanti alle commissioni riunite di Affari Esteri e Cultura della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla promozione della lingua e cultura italiana all’estero.
Interessanti e variati i punti stabiliti dal titolare della Farnesina sull’argomento per quanto di specifica responsabilità del MAE.
Il ministro Frattini ha ricordato, tra l’altro, che l’Italia è una superpotenza culturale, consapevole di avere un grande patrimonio tra le mani, ma anche di dover cambiare strategia per farlo fruttare. E che la cultura deve diventare anche uno strumento della sua politica estera.
Una premessa valida, che è pienamente condivisibile quella con cui il ministro ha iniziato il suo intervento davanti ai deputati. Il ministro Frattini quindi, ha elencato i tasselli della nuova "strategia organica" nella promozione della cultura italiana all'estero che il suo dicastero ha presentato alla commissione.
Una strategia che, naturalmente, riguarda tutto il mondo e non solo, certo, l’Argentina.
Una strategia che deve fare i conti con la realtà degli ultimi anni che ha costretto il Paese a stringere la cinghia per affrontare un risanamento dei conti pubblici che i mercati internazionali reclamano, a volte come in questi giorni, a viva voce, attaccando proprio i buoni del tesoro con cui si finanzia lo Stato.
Ragion per cui è difficile parlare di aumento di risorse per la nostra o per altre comunità.
Il ministro, giustamente, ha parlato di ottimizzare l’uso delle risorse, di evitare le duplicazioni, di fare sistema con il mondo privato.
Il ministro Frattini non ha parlato specificamente per quanto riguarda l’Argentina, ma lo ha fatto, in un’altra riunione alla Camera, il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica. Così mentre il titolare della Farnesina ha ricordato che nel mondo studiano l’italiano ben 280mila persone, il sen. Mantica ha detto che in Argentina il numero degli studenti di italiano ammonta a 82.000. Inoltre, quando ha parlato delle scuole italiane, l’on. Frattini ha ricordato i casi di scuole all’estero come quelle di Madrid, Barcellona, Parigi, Zurigo, Addis Abeba, completamente (o quasi) sostenute dallo Stato italiano, spiegando che “le Scuole devono trasformarsi in modello bilingue: accanto all’italiano si studia nella lingua madre del paese”, aggiungendo inoltre: “Inoltre, puntiamo a inserire l’italiano e altre materie curriculari nei programmi scolastici delle scuole straniere”. Alcuni dati sulla realtà dell’insegnamento dell’italiano in Argentina sono stati snocciolati dal sottosegretario Mantica.
La realtà dell’Argentina,
che il ministro non ha elencato, è fatta di una scuola quale
Ci sono poi l’Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires e oltre un centinaio di comitati della Dante in tutta l’Argentina, per diffondere l’italiano e la cultura italiana. Solo alla Dante di Buenos Aires studiano oltre seimila alunni nelle sue quattro sedi. Una Dante alla quale è stata affidata la gestione dell’accordo del Comune di Buenos Aires con il Consolato generale d’Italia a Buenos Aires, che ha consentito l’insegnamento dell’italiano in una settantina di scuole della capitale argentina, a migliaia di bambini e giovani. E come ente gestore paga del suo bilancio il personale che si occupa della gestione del citato accordo.
D’altra parte
i fondi che
Un esempio di
partecipazione privata alla promozione e alla diffusione della cultura italiana
che certamente non viene riconosciuto. Ma non è che
Quanto costa la costruzione delle aule? Quanto costeranno gli insegnanti che, se verranno dall’Italia, avranno stipendi italiani, superiori a quelli argentini?
Si dirà che l’IIC ha, tra le sue missioni, proprio l’insegnamento dell’italiano e che i corsi costituiranno una fonte di ingressi per sostenere le attività dell’Istituto. La domanda da rispondere è, se nel quadro della collaborazione tra pubblico e privato, nella tanto proclamata ricerca delle sinergie, qualcuno ha cercato di ottenere - o almeno se ci ha pensato su - l’interazione tra le due realtà, quella pubblica italiana costituita dall’IIC e quella privata, figlia della nostra comunità, costituita dall'Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires. Da quel che sappiamo, nessuno lo ha fatto.
I corsi di italiano
all’IIC, che si prevede comincino nei prossimi mesi, non metteranno in crisi
Idee chiare sulla
diffusione della cultura italiana all’estero. Almeno per quel che riguarda l’Argentina,
sembra che è proprio quello che manca. (Marco Basti-Tribuna Italiana/