CORSI DI LINGUA
E CULTURA ITALIANA
Una nota dei docenti di italiano assunti dagli Enti gestori
in Svizzera
Il richiamo al Mae affinché non sottovaluti l’importanza
del contributo e dell’impegno di una categoria contraddistinta da una crescente
precarietà
ZURIGO
– Rosanna Chirichella e Rosa Frasci, docenti rappresentanti degli insegnanti
assunti in loco dei corsi di lingua e cultura italiana svolti in Svizzera segnalano
in una nota la “crescente precarietà” degli insegnati assunti dagli Enti gestori,
che “lede il diritto del lavoro e punisce il forte impegno che essi hanno sempre
profuso per il successo dei corsi”.
“A
fronte della grave crisi economica che ha comportato pesanti tagli ai bilanci
degli Enti gestori, si continua a favorire l’arrivo dall’Italia di docenti di
ruolo e non di ruolo, anche aumentando il contingente del Mae. Ciò comporta
per lo Stato un notevole aggravio di spesa – si legge nella nota diffusa in
proposito, - visto che le differenze salariali tra insegnanti del Mae e insegnanti
degli Enti gestori è più che consistente”.
“Mentre
gli insegnanti assunti in loco hanno tutto l’interesse a favorire la partecipazione
degli alunni ai corsi, non sempre e non per tutti i docenti e supplenti inviati
dal Mae vi è un pari impegno – fanno notare Rosanna Chirichella e Rosa Frasci,
- se non altro perché gli stessi, in caso di perdita di alunni e chiusura dei
corsi, hanno pur sempre la garanzia di avvalersi di altre possibilità, per esempio
i corsi che vengono tolti ai docenti degli Enti gestori”.
La
nota segnala inoltre come “in molti casi i supplenti ministeriali inviati dall’Italia
non siano in possesso neppure del requisito della conoscenza della lingua locale,
requisito richiesto come obbligatorio in tutta
La
nota definisce “grave e incomprensibile” la mancanza di attenzione del Mae nei
confronti di questa categoria di insegnanti, considerando il fatto che “gli
assunti in loco garantiscono con i fatti la continuità didattica e hanno un’ottima
conoscenza del territorio e della lingua locale”. (