INFORM - N. 134 - 13 luglio 2011


CORSI DI LINGUA E CULTURA ITALIANA

Una nota dei docenti di italiano assunti dagli Enti gestori in Svizzera

Il richiamo al Mae affinché non sottovaluti l’importanza del contributo e dell’impegno di una categoria contraddistinta da una crescente precarietà

 

ZURIGO – Rosanna Chirichella e Rosa Frasci, docenti rappresentanti degli insegnanti assunti in loco dei corsi di lingua e cultura italiana svolti in Svizzera segnalano in una nota la “crescente precarietà” degli insegnati assunti dagli Enti gestori, che “lede il diritto del lavoro e punisce il forte impegno che essi hanno sempre profuso per il successo dei corsi”.

“A fronte della grave crisi economica che ha comportato pesanti tagli ai bilanci degli Enti gestori, si continua a favorire l’arrivo dall’Italia di docenti di ruolo e non di ruolo, anche aumentando il contingente del Mae. Ciò comporta per lo Stato un notevole aggravio di spesa – si legge nella nota diffusa in proposito, - visto che le differenze salariali tra insegnanti del Mae e insegnanti degli Enti gestori è più che consistente”.

“Mentre gli insegnanti assunti in loco hanno tutto l’interesse a favorire la partecipazione degli alunni ai corsi, non sempre e non per tutti i docenti e supplenti inviati dal Mae vi è un pari impegno – fanno notare Rosanna Chirichella e Rosa Frasci, - se non altro perché gli stessi, in caso di perdita di alunni e chiusura dei corsi, hanno pur sempre la garanzia di avvalersi di altre possibilità, per esempio i corsi che vengono tolti ai docenti degli Enti gestori”.

La nota segnala inoltre come “in molti casi i supplenti ministeriali inviati dall’Italia non siano in possesso neppure del requisito della conoscenza della lingua locale, requisito richiesto come obbligatorio in tutta la Svizzera” e come gli insegnati non di ruolo abbiano contribuito sin dal 1993 “alla salvaguardia di lingua e cultura italiana, nonostante le marcate sperequazioni di trattamento”.

La nota definisce “grave e incomprensibile” la mancanza di attenzione del Mae nei confronti di questa categoria di insegnanti, considerando il fatto che “gli assunti in loco garantiscono con i fatti la continuità didattica e hanno un’ottima conoscenza del territorio e della lingua locale”. (Inform)

 


Vai a: