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Berlusconi rompe il silenzio: “Momento difficile, serve
coesione”
Sprint per approvare subito la manovra, il Cavaliere
apre: «Le nostre banche sono solide» Pd e Idv: «Il sì entro domenica poi il governo
deve dimettersi»
ROMA
- Il Parlamento vuole fare la sua parte per difendere i titoli del debito pubblico
dagli attacchi speculativi: Camera e Senato infatti si apprestano ad approvare
definitivamente la manovra entro domenica, in modo che lunedì, i mercati alla
loro riapertura abbiano un segnale dal sistema Paese. Un percorso sprint per un
decreto di aggiustamento dei conti come non si era mai visto. L’input per una
accelerazione dell’approvazione del provvedimento è arrivato ieri pomeriggio dai
capigruppo delle opposizioni in Senato, Anna Finocchiaro, Gianpiero D’Alia e Felice
Belisario. Richiesta subito colta al balzo dal presidente del Senato Renato Schifani
che, grazie all’appoggio dei gruppi di maggioranza, ha convocato per oggi alle
13 la conferenza dei capigruppo, con l’intento di riscrivere i tempi dell’iter
della manovra. Infatti era previsto l’esame della commissione Bilancio per tutta
la settimana e l’approdo in aula da martedì a giovedì della successiva. E infatti
oggi la forbice si è allargata vistosamente. Entro giovedì in tarda mattina il
decreto sarà licenziato dal Senato, per approdare il giorno stesso alla Camera,
alla commissione Bilancio. «L’importante - ha detto Finocchiaro - è che lunedì
i mercati finanziari aprano con la manovra già approvata». E lo stesso segnale
arriva da Montecitorio dove il presidente Gianfranco Fini ha convocato per domani
alle 12,30
Fermo
restando il cammino a tappe forzate, non è ancora chiaro se la manovra verrà o
meno modificata come chiedono tanto la maggioranza che le opposizioni. Nel pomeriggio
il ministro Giulio Tremonti incontrerà prima i gruppi del centrodestra e poi quelli
dell’opposizione. Sia gli uni che gli altri propongono emendamenti, seppur a saldi
invariati. D’altra parte il premier Silvio Berlusconi ha sottolineato che «la
crisi ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a
rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti
a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014». Il che lascerebbe intendere o
un «inasprimento» della stessa manovra o un anticipo delle misure contenute nella
delega su fisco e assistenza, da cui dovrebbero arrivare i 15 miliardi che mancano
per arrivare al pareggio di bilancio entro il 2014. (