INFORM - N. 133 - 12 luglio 2011

 


EXPO MILANO

L’Associazione parlamentare di amicizia Italia Cina scrive al sindaco Pisapia

Shanghai pronta a collaborare per riconversione dell’area a fine evento

 

MILANO - Shanghai è pronta a collaborare con Milano sullo studio della riconversione dell’area Expo a fine evento. Mettendo a disposizione le esperienze maturate in Cina, dove la riqualificazione punta a sviluppare funzioni pubbliche strettamente legate al tema dell’esposizione. E’ questo il contenuto di una lettera inviata nei giorni scorsi al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, all’assessore all’Expo Stefano Boeri e all’amministratore delegato della società di gestione Giuseppe Sala, da una delegazione della “Associazione parlamentare di amicizia Italia-Cina” di ritorno da Shanghai.

La delegazione bipartisan ha incontrato la società Expo 2010 Shanghai, recentemente trasformata da ente organizzatore dell’evento “Better cities, better life” a gestore di sviluppo dell’area, e ha potuto visionare il masterplan di riconversione del sito (oltre a una quota di residenziale sorgeranno incubatori d’impresa d’innovazione, musei, fiere, gallerie commerciali, centri congressi, uffici pubblici del settore sviluppo e un palazzetto multifunzionale per eventi sportivi e concerti). Il padiglione italiano sarà una vetrina delle eccellenze del Belpaese con esposizioni permanenti di arte, moda e design, ospiterà il museo della Ferrari, ristoranti come il Cipriani, corsi di design dell’Istituto milanese Marangoni, e ogni anno vi si terrà un forum di interscambio Italo-Cina.

“Riteniamo che il lavoro in corso a Shanghai sul dopo Expo costituisca indubbiamente un esempio di ‘best practice’ sulla valorizzazione delle aree successiva all'evento, un esempio a cui Milano può guardare con interesse”, scrivono i parlamentari nella lettera. “Finora il dibattito sulla riconversione del post 2015 si è ovviamente concentrato sull’indice di edificabilità – chiosa Vinicio Peluffo, l’esponente Pd in commissione Attività produttive della delegazione –, ma seppur importante questa variabile non è di per sé garanzia automatica di salvaguardia dell’interesse pubblico. Proviamo invece a pensare a cosa realizzare su quelle aree, e immaginiamo un’importante funzione pubblica per tutta la città. In Cina la scelta vincente è stata sviluppare le destinazioni successive partendo dalla valorizzazione del presente coerentemente al tema scelto per l’Expo. Padiglioni tematici, sulle energie rinnovabili e sulle applicazioni di tecnologie energeticamente sostenibili nelle politiche di sviluppo urbano, sono stati trasformati in incubatori d’impresa per aziende del settore. Le strutture permanenti , come l’Arena e l’Exhibition center, sono diventate il cuore di un modernissimo distretto destinato a ospitare eventi, dove avranno collocazione naturale uffici decentrati degli enti pubblici e del governo centrale per la promozione e lo sviluppo”.(Inform)

 

 


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