L’Associazione parlamentare di amicizia Italia Cina scrive al sindaco
Pisapia
Shanghai pronta a collaborare per riconversione dell’area
a fine evento
MILANO
- Shanghai è pronta a collaborare con Milano sullo studio della riconversione
dell’area Expo a fine evento. Mettendo a disposizione le esperienze maturate in
Cina, dove la riqualificazione punta a sviluppare funzioni pubbliche strettamente
legate al tema dell’esposizione. E’ questo il contenuto di una lettera inviata
nei giorni scorsi al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, all’assessore all’Expo
Stefano Boeri e all’amministratore delegato della società di gestione Giuseppe
Sala, da una delegazione della “Associazione parlamentare di amicizia Italia-Cina”
di ritorno da Shanghai.
La
delegazione bipartisan ha incontrato la società Expo 2010 Shanghai, recentemente
trasformata da ente organizzatore dell’evento “Better cities, better life” a gestore
di sviluppo dell’area, e ha potuto visionare il masterplan di riconversione del
sito (oltre a una quota di residenziale sorgeranno incubatori d’impresa d’innovazione,
musei, fiere, gallerie commerciali, centri congressi, uffici pubblici del settore
sviluppo e un palazzetto multifunzionale per eventi sportivi e concerti). Il padiglione
italiano sarà una vetrina delle eccellenze del Belpaese con esposizioni permanenti
di arte, moda e design, ospiterà il museo della Ferrari, ristoranti come il Cipriani,
corsi di design dell’Istituto milanese Marangoni, e ogni anno vi si terrà un forum
di interscambio Italo-Cina.
“Riteniamo
che il lavoro in corso a Shanghai sul dopo Expo costituisca indubbiamente un esempio
di ‘best practice’ sulla valorizzazione delle aree successiva all'evento, un esempio
a cui Milano può guardare con interesse”, scrivono i parlamentari nella lettera.
“Finora il dibattito sulla riconversione del post 2015 si è ovviamente concentrato
sull’indice di edificabilità – chiosa Vinicio Peluffo, l’esponente Pd in commissione
Attività produttive della delegazione –, ma seppur importante questa variabile
non è di per sé garanzia automatica di salvaguardia dell’interesse pubblico. Proviamo
invece a pensare a cosa realizzare su quelle aree, e immaginiamo un’importante
funzione pubblica per tutta la città. In Cina la scelta vincente è stata sviluppare
le destinazioni successive partendo dalla valorizzazione del presente coerentemente
al tema scelto per l’Expo. Padiglioni tematici, sulle energie rinnovabili e sulle
applicazioni di tecnologie energeticamente sostenibili nelle politiche di sviluppo
urbano, sono stati trasformati in incubatori d’impresa per aziende del settore.
Le strutture permanenti , come l’Arena e l’Exhibition center, sono diventate il
cuore di un modernissimo distretto destinato a ospitare eventi, dove avranno collocazione
naturale uffici decentrati degli enti pubblici e del governo centrale per la promozione
e lo sviluppo”.(