INFORM - N. 133 - 12 luglio 2011

 


RASSEGNA STAMPA

Su “la Repubblica” di oggi intervista al ministro degli Affari Esteri

Frattini: “Fiducia se ci sarà ostruzionismo, il centrosinistra collabori alle modifiche”

 

ROMA - «Ai mercati dobbiamo rispondere approvando la manovra in tempi record e tenendo conto dei contributi dell'opposizione. Ma in fretta, perché il tempo gioca contro di noi». Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, apre all'opposizione. Ammette che in questo momento nella Finanziaria chiamata a metterci al riparo dagli speculatori non c'è spazio per un'altra salva-Fininvest, ma dice che la decisione di porre la fiducia dipenderà dall'atteggiamento dell'opposizione. E ringrazia il capo dello Stato: «Ancora una volta gli sono grato per avere ricordato a tutti che l'interesse nazionale deve portare alla coesione».

Ministro, come si esce dall'attacco ai nostri titoli di Stato?

«Primo, è un attacco puramente speculativo perché le nostre banche stanno meglio di quelle di altri paesi, la bolla immobiliare spagnola o quella finanziaria irlandese non l'abbiamo avuta così come non abbiamo i conti della Grecia. Secondo, la ricetta è quella di approvare la manovra in fretta, entro il 31 luglio, tralasciando l'idea folle di tenerla aperta fino a settembre come chiedeva Bersani».

Dopo l'appello di Napolitano l'opposizione propone pochi emendamenti in tempi rapidi.

«Questi sono propositi seri che non possiamo escludere. Se davvero ci fossero pochi emendamenti a saldi invariati la discussione di merito sarebbe necessaria. Se invece ne arrivassero 500 daremmo un segnale devastante ai mercati».

Per dialogare l'opposizione vi chiede di non inserire una nuova salva-Fininvest. Vi sta bene?

«Di questa norma non sapevo nulla prima e non so nulla adesso. Comunque una volta pronunciata la sentenza sul Lodo Mondadori, che ritengo sbagliata ma correggibile in Cassazione, non credo che si possa inserire un emendamento del genere».

Vi chiedono anche di rinunciare alla fiducia.

«La fiducia può servire vista la rapidità con la quale dobbiamo rispondere ai mercati, ma l'importante è che in Senato ci sia una considerazione e un accordo sugli emendamenti dell'opposizione. Se poi ci dovesse essere ostruzionismo allora potrebbe servire ad accorciare i tempi. Ad ogni modo se usarla lo valuteranno Tremonti e Berlusconi con una decisione non scontata ma legata alla tempistica».

Intanto Berlusconi rimane in silenzio perché dopo la sentenza sul Lodo non vuole dare segnali sbagliati ai mercati. Si ripropone l'impossibilità del Cavaliere ad assolvere alle funzioni di premier pervia delle sue vicende personali?

«La telefonata tra Berlusconi e la cancelliera Merkel ha dato invece l'impressione di un governo che vuole lavorare senza allungare i tempi o alzare i toni. Il che fa giustizia a queste domande».

Però a parlare è stata solo la Merkel, dando l'impressione che l'Europa abbia dovuto aprire un ombrello politico sull'Italia come ha già fatto con altri Paesi in difficoltà. Un brutto presagio.

«No perché l'Europa dà sempre importanza al monitoraggio sui conti dei singoli stati. Non si tratta di aprire ombrelli, ma di stimolare i partner. Che poi Trichet dica che la manovra va bene, che lo ripetano tedeschi e olandesi sono segnali che accogliamo con piacere, non disappunto».

Parte dell'opposizione si dice pronta a collaborare in cambio delle dimissioni del governo dopo la manovra.

«E’ una richiesta irricevibile che svilisce il senso della coesione nazionale: sforziamoci di essere uniti almeno una volta quando le locuste della speculazione ci stanno addosso».

Non teme che Tremonti sia indebolito agli occhi dei mercati dalle critiche ricevute dai colleghi nei giorni scorsi e ora dalle indagini su Milanese?

«Credo sia nostro dovere dimostrargli solidarietà e considerazione. Ce lo chiedono i mercati, glielo dobbiamo per rispetto umano in un momento nel quale è sotto attacco senza responsabilità personali e perché il sistema ha tenuto anche grazie al suo lavoro».  (Alberto D'Argenio- la Repubblica del 12 luglio 2011)

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