INFORM - N. 132 - 11 luglio 2011


STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

Dal Messaggero di sant’Antonio, luglio-agosto 2011

GMG con Francesco

Testimoni di stile…francescano

Dal 16 al 21 agosto si svolgerà a Madrid la Giornata mondiale della gioventù. La comunità francescana internazionale ha organizzato un proprio raduno per vivere unita l’evento

 

Giunti a metà anno solare, una miriade di scadenze – specie per i giovani – bussa alle porte. C’è chi si appresta ad affrontare la maturità e chi la sessione estiva degli esami universitari. Sulle spalle dei lavoratori comincia a pesare la stanchezza dei mesi di attività e si agognano le vacanze e le mete di villeggiatura più o meno lontane. Arrivata la conclusione dell’anno pastorale, inizia il conto alla rovescia anche per le iniziative ecclesiali del periodo caldo: grest, campi scuola, campi di lavoro, settimane di formazione e di spiritualità…

Ma l’estate 2011 dei giovani cattolici attende in particolar modo il loro raduno mondiale. Sono già trascorsi tre anni dall’ultima edizione della Gmg (Giornata mondiale della gioventù), svoltasi a Sidney, in Australia, nel luglio 2008; il prossimo meeting internazionale insieme con papa Benedetto XVI avrà luogo a Madrid, la capitale spagnola, dal 16 al 21 agosto.

Una Gmg in fraternità

L’idea di una Giornata mondiale della gioventù – momento di incontro, preghiera e festa delle nuove generazioni insieme con il Pontefice, nelle differenti parti del mondo – venne a papa Giovanni Paolo II la domenica delle Palme del 1984, quando, per il Giubileo internazionale della gioventù, vide giungere a Roma centinaia di migliaia di ragazzi. Da questo fortuito esordio e con l’istituzione ufficiale dell’evento, milioni sono stati i giovani che si sono radunati a Cze˛stochowa, Manila, Roma, Toronto e Colonia (per citare solo alcune delle città in cui la Gmg ha fatto tappa), testimoniando la fede personale e fermandosi a riflettere sulla propria vita e il rapporto con Gesù. «La Giornata mondiale della gioventù – sottolineano gli organizzatori – non si pone in alternativa o in sostituzione alla pastorale giovanile ordinaria, ma ne diventa un appuntamento particolare per rafforzare l’abituale percorso. La Gmg è l’aspetto celebrativo, visibile, di tutto il lavoro nascosto, e tante volte faticoso, che si fa giorno per giorno, settimana per settimana, nelle parrocchie e nei gruppi, nelle associazioni e nei movimenti, attraverso il cammino personale, quello comunitario e l’accompagnamento».

In quest’ottica si è inserito il desiderio – suggerito dal ministro generale dei frati minori conventuali, padre Marco Tasca – di un incontro, nell’ambito della Gmg madrilena, tra i frati e i giovani delle comunità francescane nel mondo. Partecipando alle celebrazioni ufficiali ma unendovi anche qualche momento specifico di formazione e condivisione, in puro «stile francescano». Un desiderio che i frati hanno tradotto in realtà. 

Il linguaggio comprensibile a tutti

«Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede» è il titolo della Gmg 2011. «Sulle orme di Francesco di Assisi nostro padre e fratello» aggiunge la famiglia francescana. Agli eventi proposti dai frati si attendono all’incirca 2 mila giovani, provenienti da tutto il mondo. «Da Assisi coordiniamo tutti i gruppi delle nostre comunità internazionali – spiega fra Antonello Fanelli, del centro nazionale unitario di pastorale giovanile e vocazionale di Assisi –. L’Europa sarà ben rappresentata: Austria, Francia, Germania, Polonia, Portogallo, Slovacchia sono le nazioni che hanno fornito più adesioni. Ma non mancheranno presenze da Stati Uniti, America Latina e Asia. Dai Paesi più lontani, o che vivono situazioni di difficoltà, ci sarà una rappresentanza più ristretta; stiamo aiutando, come pure fanno molte diocesi, chi sarebbe altrimenti impossibilitato a pagarsi il viaggio. L’organizzazione generale ha previsto quote differenziate, tra cui anche una “quota di solidarietà”, cercando di venire incontro alle situazioni più difficili». E dall’Italia? «Giungeranno giovani da tutte le regioni» spiega padre Giuseppe Franco che, insieme con padre Alberto Tortelli, è responsabile della pastorale giovanile e vocazionale dei frati minori conventuali della Provincia padovana.

Oltre alle iniziative ufficiali in programma, i giovani che faranno capo alla famiglia francescana vivranno insieme momenti di catechesi, di preghiera, di adorazione eucaristica. E di festa. «I ragazzi francesi, per esempio, proporranno un musical su san Francesco – prosegue padre Franco –. L’ultima sera di permanenza, il 21 agosto, ci fermeremo per un momento conclusivo di saluto e ogni nazione presenterà qualcosa per gli altri: danze, mimi, canti. Adoperando il linguaggio più comprensibile, al di là delle differenze linguistiche, lasceremo parlare il corpo, la musica, la scena. Credo che per chi verrà con noi, oltre al momento forte delle celebrazioni con il Papa, l’incontro nel collegio di san Bonaventura diventerà un’importante occasione di crescita, in cui sarà possibile capire che non si è soli, che tanti sono gli amici di san Francesco, in ogni luogo del pianeta».

Una testimonianza di «Chiesa accanto»

Lo stile non è questione da sottovalutare. E la dimensione fraterna data da una convivenza gomito a gomito, sacco a pelo a sacco a pelo, tra frati, suore, laici, giovani e adulti, nei giorni della permanenza, sarà immediata. Lo stesso dicasi per l’internazionalità dei presenti, prova di un comune ideale, di un linguaggio condiviso: quello di Francesco, di Antonio, di Massimiliano Kolbe. «Le Gmg permettono ai ragazzi di aprire il cuore e la mente alla dimensione universale della Chiesa, scoprendo così che, anche al capo opposto del mondo, ci sono altri che vivono i medesimi valori, sono entusiasmati dagli stessi testimoni – nota padre Alberto Tortelli –. Questo può essere d’aiuto a chi, nella vita di tutti i giorni, si trova in una situazione di minoranza, tra tanti coetanei non credenti o non praticanti. Incontrando ragazzi con i quali si sente di poter dialogare in profondità e sincerità, poiché si condivide la stessa fede, non ci si sente emarginati, ma si progredisce nel cammino. E si scopre come il Signore opera ed è presente ovunque».

Saranno giorni che avvicineranno alla Chiesa, troppo spesso vista solo come un’istituzione fredda e lontana: la Chiesa dei vertici come la Chiesa dei sandali. «Non sarà cosa di poco valore per i giovani, ma anche per noi consacrati, vivere la precarietà e la fatica fisica di quelle giornate – conclude padre Tortelli –. Ma sono esperienze che legano, che fanno toccare con mano che un religioso può essere vicino, un frate fratello. Non sempre riusciamo a vivere accanto, in modo che gli altri possano sentirci uniti e vederci camminare con loro. Noi religiosi cercheremo di fornire in quei giorni la testimonianza di una Chiesa “viva”. Ma sicuramente i giovani, per primi, la offriranno a noi». (Cinzia Agostini-Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero/Inform)

 


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