ESTERI
Il sottosegretario Alfredo Mantica alla cerimonia per
l’indipendenza della Repubblica del Sud Sudan
A Juba la prima tappa del visita istituzionale in Africa.
“Oggi celebriamo l’indipendenza ma da domani dobbiamo lavorare per lo sviluppo
economico, sociale e di sicurezza di questo nuovo Stato”
JUBA
– Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha partecipato sabato 9 luglio,
nel corso della sua visita in Africa (v.
Mantica
ha consegnato in questa occasione nelle mani del governo sud-sudanese la lettera
di riconoscimento del governo italiano al nuovo Stato e la lettera di accreditamento
del delegato speciale italiano a Juba, Carlo Gambacurta, che guiderà l’ufficio
di rappresentanza italiano in loco incaricato di coordinare il sostegno internazionale
di cooperazione alla Repubblica del Sud Sudan e curare i rapporti con essa.
“Oggi
celebriamo l’indipendenza del Sud Sudan ma da domani dobbiamo pensare e lavorare
per il suo sviluppo economico, sociale e di sicurezza - ha affermato Mantica,
segnalando come il nuovo Stato abbia bisogno di tutto, in particolare di infrastrutture,
sanità, educazione, assistenza umanitaria agli sfollati, sminamento. “Basti
solo pensare che il 90% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, -
ha detto Mantica, - che persino nella capitale Juba meno di un terzo degli abitanti
ha accesso all’acqua potabile e che nel paese vi sono ancora 500.000 sfollati.
L’Italia contribuisce agli sforzi della comunità internazionale di assistenza
alla popolazione del Sud Sudan con 18,4 milioni di euro di cui 5,9 milioni sul
canale bilaterale, tra gestione diretta e contributi alle ONG, e 12,5 milioni
sul canale multilaterale, con iniziative nel settore educativo, di sostegno
agli sfollati e di sminamento umanitario”.
“Con
il riconoscimento della Repubblica del Sud Sudan il governo italiano prosegue
con continuità le azioni per la stabilizzazione nel Sudan che hanno visto l’Italia
paese garante degli accordi di pace del 2005 che posero fine ad una ventennale
guerra civile che ha prodotto 2,5 milioni di morti, milioni di sfollati e 5
milioni di emigrati all’estero. L’Italia sostiene l’indipendenza del Sud Sudan
in una cornice di rapporti costruttivi con i paesi confinanti – ha aggiunto
il sottosegretario - al fine di portare a soluzione i problemi di sicurezza
ancora aperti nelle regioni di frontiera ed in particolare lo status di Abyei,
ma anche le questioni del Sud Kordofan e della zona del Blue Nile”.
Mantica
ha poi aggiunto che il nostro Paese opererà affinché “tali irrisolti e gravi
problema di sicurezza siano affrontati con spirito costruttivo da tutti i paesi
della regione ed in particolare da Juba e Khartoum”. “L’indipendenza del Sud
Sudan acquisisce un valore storico rilevante e significativo anche per il fatto
che è la prima volta che vengono modificati in Africa i confini
internazionali ereditati dal periodo coloniale – ha concluso il sottosegretario.
- Ciò è avvenuto in attuazione di un accordo di pace alla fine della guerra
civile, dopo un referendum ed in seguito alla firma il 30 giugno scorso di un
accordo per lo stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Sudan e Sud Sudan”.
In
occasione della cerimonia per l’indipendenza il sottosegretario ha anche reso
omaggio, deponendo una corona di fiori, alla tomba di John Garang, il leader
storico della lotta di indipendenza del Sud Sudan. (