ITALIANI ALL’ESTERO
La protesta del Movimento contro la chiusura del Consolato
d’Italia di Losanna
Caduta nel vuoto la petizione contro la soppressione
della sede consolare firmata da oltre 3000 cittadini italiani residenti nei
cantoni di Friburgo e Vaud
LOSANNA – “Ormai non ci sono più dubbi
dopo la bocciatura al Senato da parte della maggioranza (PDL-Lega-CN-Io Sud) della mozione del senatore Micheloni (Pd) lo scorso 25 maggio, è confermata la chiusura
del consolato d’Italia di Losanna a partire dal 1 novembre 2011. Malgrado la
richiesta del 23 giugno per una nuova indagine conoscitiva promossa dai parlamentari
del Pd Narducci e Micheloni sulla “Riorganizzazione della rete diplomatico-consolare
e sull’adeguatezza e sull’utilizzo delle dotazioni organiche e di bilancio del
ministero degli Affari Esteri”. Inizia così la nota di protesta del Movimento
contro la chiusura del Consolato d’Italia di Losanna. Secondo i rappresentanti
del movimento la notizia “indigna gli oltre tre mila cittadine e cittadini
italiani residenti nei cantoni di Friburgo e Vaud,
che hanno firmato la petizione lanciata lo scorso anno contro la chiusura del
Consolato d’Italia di Losanna, le stesse firme non sono state nemmeno prese
in considerazione da parte di Frattini e Mantica. Cosi come è caduta nel nulla
la mozione presentata al Consiglio di Stato del Cantone di Vaud,
preoccupati per la chiusura del Consolato”.
“Siamo indignati – prosegue il comunicato
- per la maniera come sia stata operata la scelta, secondo lo schema geo-politico
del Mae, dell’area sud-ovest della Svizzera romanda
lasciando inalterate le sedi di Ginevra, Neuchâtel e Sion per creare un bel
buco in mezzo alla vasta area geografica della Romandia, basta dare un’occhiata alla cartina per rendersene
conto, con la chiusura di Losanna, la quale unisce le due collettività italiane
di Friburgo e Vaud”. Il movimento chiede inoltre perché
non si sia voluto optare per “il declassamento del Consolato generale di Losanna
a semplice consolato cosi come è avvenuto per Basilea e salvaguardare così alcuni
uffici essenziali per la collettività italiana? Mentre Ginevra conserva sia
il consolato che la Missione italiana con doppi costi a carico del contribuente,
visto che le due rappresentanze hanno ciascuna una propria e distinta sede separata.
Inoltre – si domanda il movimento - come mai per Ginevra non è stata operata
la identica soluzione che è stata adottata a Berna accorpando la cancelleria
consolare nell’Ambasciata?”. Nella nota viene inoltre criticata la scarsa reazione
manifestata dai rappresentati delle associazioni italiane in loco, dal Comites,
dal Cgie e da molti parlamentari, soprattutto della
maggioranza, nei confronti della decisione della chiusura del consolato di Losanna.
Dai rappresentanti del movimento viene inoltre fatto notare come, nonostante
il contributo dato per oltre mezzo secolo dall’emigrazione allo sviluppo ed
alla proiezione internazionale del paese d’origine, oggi l’Italia sia pronta
ad eliminare, nel nome del risparmio a tutti i costi, servizi essenziali quali
gli uffici consolari, creando grandi difficoltà ai nostri connazionali più anziani
che hanno difficoltà di spostamento. “Siamo indignati – conclude la nota - per
come sono stati applicati i criteri per la cosiddetta riforma della rete
consolare nei confronti della sede di Losanna, che riteniamo una scelta promossa
in maniera confusa e infelice da parte dell’attuale Governo”.(Inform)