INFORM - N. 131 - 8 luglio 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

La protesta del Movimento contro la chiusura del Consolato d’Italia di Losanna

Caduta nel vuoto la petizione contro la soppressione della sede consolare firmata da oltre 3000 cittadini italiani residenti nei cantoni di Friburgo e Vaud

 

LOSANNA – “Ormai non ci sono più dubbi dopo la bocciatura al Senato da parte della maggioranza (PDL-Lega-CN-Io Sud) della mozione del senatore Micheloni (Pd) lo scorso 25 maggio, è confermata la chiusura del consolato d’Italia di Losanna a partire dal 1 novembre 2011. Malgrado la richiesta del 23 giugno per una nuova indagine conoscitiva promossa dai parlamentari del Pd Narducci e Micheloni sulla “Riorganizzazione della rete diplomatico-consolare e sull’adeguatezza e sull’utilizzo delle dotazioni organiche e di bilancio del ministero degli Affari Esteri”. Inizia così la nota di protesta del  Movimento contro la chiusura del Consolato d’Italia di Losanna. Secondo i rappresentanti del  movimento la notizia “indigna gli oltre tre mila cittadine e cittadini italiani residenti nei cantoni di Friburgo e Vaud, che hanno firmato la petizione lanciata lo scorso anno contro la chiusura del Consolato d’Italia di Losanna, le stesse firme non sono state nemmeno prese in considerazione da parte di Frattini e Mantica. Cosi come è caduta nel nulla la mozione presentata al Consiglio di Stato del Cantone di Vaud, preoccupati per la chiusura del Consolato”.

“Siamo indignati – prosegue il comunicato - per la maniera come sia stata operata la scelta, secondo lo schema geo-politico del Mae, dell’area sud-ovest della Svizzera romanda lasciando inalterate le sedi di Ginevra, Neuchâtel e Sion per creare un bel buco in mezzo alla vasta area geografica della Romandia, basta dare un’occhiata alla cartina per rendersene conto, con la chiusura di Losanna, la quale unisce le due collettività italiane di Friburgo e Vaud”. Il movimento chiede inoltre perché non si sia voluto optare per “il declassamento del Consolato generale di Losanna a semplice consolato cosi come è avvenuto per Basilea e salvaguardare così alcuni uffici essenziali per la collettività italiana? Mentre Ginevra conserva sia il consolato che la Missione italiana con doppi costi a carico del contribuente, visto che le due rappresentanze hanno ciascuna una propria e distinta sede separata. Inoltre – si domanda il movimento - come mai per Ginevra non è stata operata la identica soluzione che è stata adottata a Berna accorpando la cancelleria consolare nell’Ambasciata?”. Nella nota viene inoltre criticata la scarsa reazione manifestata dai rappresentati delle associazioni italiane in loco, dal Comites, dal Cgie e da molti parlamentari, soprattutto della maggioranza, nei confronti della decisione della chiusura del consolato di Losanna. Dai rappresentanti del movimento viene inoltre fatto notare come, nonostante il contributo dato per oltre mezzo secolo dall’emigrazione allo sviluppo ed alla proiezione internazionale del paese d’origine, oggi l’Italia sia pronta ad eliminare, nel nome del risparmio a tutti i costi, servizi essenziali quali gli uffici consolari, creando grandi difficoltà ai nostri connazionali più anziani che hanno difficoltà di spostamento. “Siamo indignati – conclude la nota - per come sono stati applicati  i criteri per la cosiddetta riforma della rete consolare nei confronti della sede di Losanna, che riteniamo una scelta promossa in maniera confusa e infelice da parte dell’attuale Governo”.(Inform)

 


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