MEMORIA
Sei ergastoli per la strage nazifascista di Vallucciole
Il presidente della Toscana Rossi: “Una sentenza che
mette ordine nella storia”
FIRENZE
– “L’ho detto poche settimane fa per la strage di Fucecchio o lo ripeto oggi.
Queste sentenze mettono ordine nella storia e attribuiscono le giuste responsabilità,
anche se i colpevoli giunti con parecchi anni di ritardo sul banco degli imputati
non finiranno magari in carcere”. E’ il commento del presidente della Toscana
Enrico Rossi alla sentenza con cui il tribunale militare di Verona ha condannato
con nove ergastoli in primo grado, dopo 67 anni, una serie di eccidi che la
divisione tedesca ”Herman Goehring” commise sull’Appennino nel 1944, con almeno
350 vittime civili. “Furono operazioni crudeli e premeditate, con vergogna
nascoste per anni in un armadio” prosegue Rossi.
Cinque
sono i paesi coinvolti nelle stragi protagoniste del processo che si è concluso
ieri. Quattro sorgono sul versante appenninico dell’Emilia Romagna – sono
Caervarolo nel reggino e Monchio, Costrignano e Susano nel modenese – e uno
in Toscana: Vallucciole ad Arezzo. In particolare in quest’ultimo la strage,
ordinata come rappresaglia per l’uccisione di due sottufficiali tedeschi,
si consumò tra il 13 e 18 aprile 1944 e furono uccise 108 persone, tra cui
22 bambini e ragazzi che avevano da 17 anni a pochi mesi.
Per
la strage di Vallucciole sono stati condannati in sei: il caporale Alfred
Luhmann, 86 anni, il sottotenente Fritz Olberg, 89 anni, il sergente Wilhelm
Karl Stark, 90 anni, il capitano Helmut Odenwald, 91 anni, il sottotenente
Hans Georg Karl Winkler, 88 anni, e il tenente Erich Koeppe di 91 anni. Per
altre stragi sono stati condannati il sottotenente Ferdinand Osterhaus, 93
anni, il sottotenente Herbert Wilke, 92 anni, e il vice comandante Friedrich
Mess di 89 anni. Il “non luogo a procedere” è stato disposto Gunter Heinroth,
il caporale Gabriel Gunther Horst e Wilhelm Bachler, nel frattempo deceduti.
Sono stati previsti anche tutta una serie di risarcimenti. (w.f./