INFORM - N. 130 - 7 luglio 2011


INTERVENTI

Nell’ambito dell’audizione del ministro Frattini alle Commissioni Esteri e Cultura della Camera

Promozione culturale dell’Italia nel mondo: le critiche di Fabio Porta (Pd) al governo

 

ROMA –Il deputato Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale è intervenuto ieri a seguito dell’audizione del ministro degli Esteri, Franco Frattini alle Commissioni Esteri e Cultura della Camera dei Deputati, riunite per l’avvio dell’indagine conoscitiva sulla promozione di lingua e cultura italiane all’estero (vedi Inform di ieri: http://www.mclink.it/com/inform/art/11n12919.htm ),

l’on. Porta, dopo aver ascoltato “la bella relazione del ministro Frattini”, ha puntato il dito sul governo accusandolo di avere “fatto negli ultimi due anni esattamente il contrario di quanto affermato dal ministro”. Il deputato ha parlato di “Istituti di Cultura vessati dalle ripetute decurtazioni e costretti ad operare in maniera ridotta; dirigenti scolastici eliminati da importanti sedi consolari; stampa italiana all’estero mortificata da tagli che ne compromettono seriamente la sussistenza; sedi Rai che chiudono, come quella di Montevideo, buttando all’aria anni di lavoro e rinunciando ad investire nel continente dove vive la maggiore comunità di origine italiana al mondo…” E riguardo alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, Porta ha detto che esse “non hanno previsto nessuna iniziativa adeguata e qualificante sul ruolo centrale della lingua italiana nel processo di unificazione del Paese e degli italiani, in Italia e nel mondo.”

Per il deputato italo brasiliano le parole del titolare della Farnesina sono “lontanissime dalla realtà e dalle scelte attuate da questo governo” e “il caso del continente sudamericano è eloquente. Un continente forse non sufficientemente ‘emergente’ (nonostante una media di crescita del Pil superiore al 5 per cento annuo) per meritare le attenzioni dei nostri governanti, visto che subisce gli stessi tagli e le stesse riduzioni (compresi la chiusura di sedi IIC e ICE) di altre aree considerate non più strategiche per l’internazionalizzazione del Paese. Dimenticandoci – ha concluso Porta -  che proprio in Sudamerica vive una popolazione di almeno 60 milioni di italo-discendenti, caso unico e opportunità straordinaria  che continuiamo a non vedere e quindi a non valorizzare”. (Inform)

 


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