INFORM - N. 130 - 7 luglio 2011


INIZIATIVE EDITORIALI

Pubblicato il libro “L’Altra Italia. Emigrazione storica e mobilità giovanile a confronto” di Stefano Pelaggi

Primo volume della collana “Italia nel Mondo”, dedicata agli studi storici e sociali sull’emigrazione italiana

 

ROMA – E’ stato pubblicato dalla casa editrice Edizioni Nuova Cultura il primo volume della collana “Italia nel Mondo”, dedicata agli studi storici e sociali sull’emigrazione italiana, intitolato “L’Altra Italia. Emigrazione storica e mobilità giovanile a confronto” e scritto da Stefano Pelaggi, caporedattore del quotidiano L’Italiano.

Nelle prefazioni al testo Antonello Biagini, professore ordinario di Storia dell’Europa orientale e pro rettore per la Cooperazione e i Rapporti Internazionali all’Università Sapienza di Roma e Gian Luigi Ferretti, direttore de L’Italiano e consigliere del CGIE, spiegano le ragioni di fondo della collana e del primo volume.

Biagini parla della “necessità di un approfondimento storico sul tema dell’emigrazione italiana che risulta, oggi più che nel passato, di stretta attualità alla luce del cambiamento del panorama migratorio nazionale”, ritenendolo “un buon viatico per un’azione ponderata sulle politiche dedicate alla gestione delle ondate migratorie che il Paese sta registrando”.

Resta il fatto che l’emigrazione italiana all’estero ha rappresentato “un fenomeno dalla portata enorme, tanto da imporsi come una delle dorsali costitutive della storia dell’Italia unita – scrive Biagini, mentre ricorda, come Ferretti, “una sorta di amnesia collettiva che per decenni ha rimosso una parte fondamentale del nostro passato prossimo”.

Un passato che mantiene però analogie con l’emigrazione italiana di oggi. Per il direttore de L’Italiano, infatti, il libro offre “un’interessante chiave di lettura per capire la vecchia emigrazione, quella dei secoli XIX e XX, con la quale ci sono molte più affinità di quanto comunemente si creda. I giovani che vanno per le strade del mondo in cerca di un’occupazione che valorizzi le loro capacità spesso pensano di rimanere all’estero per un periodo di tempo e poi ritornare. Esattamente lo stato d’animo dei giovani d’allora, che in maggioranza non erano certo gli ultimi fra gli ultimi, come comunemente si crede, bensì persone con conoscenze tecniche importanti in settori come l’agricoltura o le costruzioni”. “Rimasero quasi tutti – prosegue Ferretti - e finirono col cercare, talvolta disperatamente di integrarsi nelle nuove realtà. I loro figli spesso riuscirono a dimenticare, e fare dimenticare, la loro origine. Però negli ultimi tempi stiamo assistendo ad un “risveglio delle radici” da parte di milioni di giovani oriundi”. Una “voglia di italianità” che non sarebbe però corrisposta con analogo slancio dall’Italia, atteggiamento dovuto per Ferretti ad una scarsa conoscenza di tutti gli aspetti dell’emigrazione italiana, che la collana si propone di colmare. (Inform)

 


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