INIZIATIVE EDITORIALI
Pubblicato il libro “L’Altra Italia. Emigrazione
storica e mobilità giovanile a confronto” di Stefano Pelaggi
Primo volume della collana “Italia nel
Mondo”, dedicata agli studi storici e sociali sull’emigrazione italiana
ROMA – E’ stato pubblicato dalla casa editrice Edizioni Nuova Cultura il primo volume della collana “Italia nel Mondo”, dedicata agli studi storici e sociali sull’emigrazione italiana, intitolato “L’Altra Italia. Emigrazione storica e mobilità giovanile a confronto” e scritto da Stefano Pelaggi, caporedattore del quotidiano L’Italiano.
Nelle prefazioni al testo Antonello Biagini, professore ordinario di Storia dell’Europa orientale e pro rettore per la Cooperazione e i Rapporti Internazionali all’Università Sapienza di Roma e Gian Luigi Ferretti, direttore de L’Italiano e consigliere del CGIE, spiegano le ragioni di fondo della collana e del primo volume.
Biagini parla della “necessità di un approfondimento storico sul tema dell’emigrazione italiana che risulta, oggi più che nel passato, di stretta attualità alla luce del cambiamento del panorama migratorio nazionale”, ritenendolo “un buon viatico per un’azione ponderata sulle politiche dedicate alla gestione delle ondate migratorie che il Paese sta registrando”.
Resta il fatto che l’emigrazione italiana all’estero ha rappresentato “un fenomeno dalla portata enorme, tanto da imporsi come una delle dorsali costitutive della storia dell’Italia unita – scrive Biagini, mentre ricorda, come Ferretti, “una sorta di amnesia collettiva che per decenni ha rimosso una parte fondamentale del nostro passato prossimo”.
Un passato che
mantiene però analogie con l’emigrazione italiana di oggi. Per il direttore
de L’Italiano, infatti, il libro offre “un’interessante chiave di lettura per
capire la vecchia emigrazione, quella dei secoli XIX e XX, con la quale ci sono
molte più affinità di quanto comunemente si creda. I giovani che vanno per le
strade del mondo in cerca di un’occupazione che valorizzi le loro capacità spesso
pensano di rimanere all’estero per un periodo di tempo e poi ritornare. Esattamente
lo stato d’animo dei giovani d’allora, che in maggioranza non erano certo gli
ultimi fra gli ultimi, come comunemente si crede, bensì persone con conoscenze
tecniche importanti in settori come l’agricoltura o le costruzioni”. “Rimasero
quasi tutti – prosegue Ferretti - e finirono col cercare, talvolta disperatamente
di integrarsi nelle nuove realtà. I loro figli spesso riuscirono a dimenticare,
e fare dimenticare, la loro origine. Però negli ultimi tempi stiamo assistendo
ad un “risveglio delle radici” da parte di milioni di giovani oriundi”. Una
“voglia di italianità” che non sarebbe però corrisposta con analogo slancio
dall’Italia, atteggiamento dovuto per Ferretti ad una scarsa conoscenza di tutti
gli aspetti dell’emigrazione italiana, che la collana si propone di colmare.
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