INFORM - N. 129 - 6 luglio 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

L’audizione del ministro Frattini sulle attività di promozione di lingua e cultura italiana all’estero

Avviata oggi l’indagine congiunta di Commissioni Esteri e Cultura su principi e modalità relative alla promozione culturale dell’Italia nel mondo. Frattini parla anche della riorganizzazione degli IIC e dell’insegnamento dell’italiano all’estero. Nel dibattito intervengono, tra gli altri, Narducci (Pd), Zacchera (Pdl) e Porta (Pd)

 

ROMA – Con l’audizione del ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha preso il via oggi l’indagine conoscitiva sulla promozione di lingua e cultura italiana all’estero da parte delle Commissioni Esteri e Cultura della Camera dei Deputati.

“Un’indagine di primario interesse per riprendere argomenti utili a formulare proposte di riforma indispensabili in materia – ha detto il presidente della Commissione Esteri, Stefano Stefani, scusandosi per il ritardo dell’avvio dell’indagine, “causato dalla complessa attività parlamentare degli ultimi mesi e dalle numerose problematiche intercorse nel contesto internazionale”.

Frattini ha ricordato come la cultura costituisca “uno strumento importante della politica estera italiana”, “uno straordinario biglietto da visita per il nostro Paese nel mondo”, segnalando come la recente riforma organizzativa della Farnesina abbia tenuto conto di questo principio e come egli abbia inteso mantenere tra le sue responsabilità proprio la promozione culturale dell’Italia all’estero. “Si tratta di un compito che non consiste solo nella valorizzazione dell’eredità del passato, ma contiene una dimensione dinamica connessa alla creatività e alle potenzialità del sistema Paese – ha aggiunto - con riguardo a tutte le sue componenti, da quella industriale alle attività messe in campo dagli enti locali, senza dimenticare tutto ciò che ha a che fare con il mondo dell’università e della ricerca”.

Frattini ha quindi insistito sulla “necessità di fare sistema” anche sul fronte della promozione culturale: “per questo ho richiesto – ha detto - la rivisitazione e il potenziamento sistematico di tutti gli strumenti di cui disponiamo a questo fine: Istituti Italiani di Cultura, lettorati, scuole italiane all’estero, addetti scientifici ecc.”. “Accanto agli strumenti occorre però identificare obiettivi – ha proseguito il ministro, citando le linee guida di un documento programmatico elaborato per pianificare la promozione linguistica e culturale italiana nel mondo: “individuare per ciascuna area geografica in quale modo la nostra promozione culturale possa aiutare il perseguimento di obiettivi di politica estera; possesso di una visione di insieme che unisca sistema culturale e processo di internazionalizzazione delle imprese; incoraggiamento di partenariati tra pubblico e privato per realizzare congiuntamente eventi e attività, come già avvenuto con successo in passato; visione strategica della nostra rappresentazione culturale attraverso la priorità da accordarsi a iniziative visibili e continuative, in modo da superare la vecchia logica legata invece all’organizzazione e alle promozione di eventi episodici; visione manageriale della promozione culturale che trasformi le domande formulate dai diversi attori in proposte concrete di azione; una comunicazione che migliori in Italia e all’estero l’immagine e la percezione del nostro Paese; il rafforzamento di strumenti per la diffusione della lingua italiana”.

Frattini parla dunque di una promozione culturale “dinamica”, che sappia valorizzare non solo il patrimonio culturale e ciò che l’Italia sta già facendo al meglio – come le attività svolte dalle missioni archeologiche italiane, spesso poco conosciute, e la collaborazione sul fronte culturale messa in campo all’interno di organizzazioni internazionali come l’Unesco – ma anche gli sforzi maggiormente orientati al futuro e all’innovazione, che riguardano la promozione dell’industria e del made in Italy, l’internazionalizzazione delle università, l’impegno nei settori della ricerca scientifica e della tecnologia.

In merito all’università, Frattini richiama le attività svolte con il ministero dell’Istruzione – ministero con cui si intendono approfondire e migliorare le collaborazioni, così come con i ministeri del Turismo, dei Beni culturali e con le Regioni - e lo sforzo volto ad attrarre in Italia un maggior numero di studenti stranieri. “Un impegno che mettiamo in campo pur consapevoli della ristrettezza delle risorse disponibili e sempre più grazie all’interessamento di grandi aziende italiane che finanziano un periodo di formazione in Italia per giovani laureati all’estero – spiega il ministro, sottolineando come l’impegno sia orientato verso Paesi che si ritengono prioritari, quali Cina, India, Stati Uniti.

“Molto importante è anche l’attività delle scuole italiane all’estero, i cui meccanismi di gestione necessitano tuttavia di una revisione equilibrata, e la formazione dei docenti di italiano – prosegue Frattini, segnalando con soddisfazione come l’italiano sia fra le lingue straniere più studiate nel mondo. L’obiettivo continua ad essere l’inserimento dell’italiano quale materia di studio nei percorsi curricolari dell’insegnamento scolastico all’estero, come recentemente avvenuto in Israele, dove è prevista negli esami di maturità di quest’anno la possibilità di sostenere una prova di italiano. “La mia idea è che le stesse scuole italiane si trasformino sempre più in scuole bilingui, associando all’italiano l’insegnamento della lingua del Paese ospitante per fare in modo che sempre più giovani, anche coloro che non hanno origini italiane, possano iscriversi a questi istituti – afferma Frattini che cita alcuni esempi di eccellenza di istituti scolastici italiani all’estero, come Madrid, Zurigo o Addis Abeba.

Il ministro segnala inoltre che nell’ultimo anno sono stati 373.000 gli studenti di origine italiana che hanno seguito corsi della nostra lingua all’estero, per una spesa complessiva di circa 16 milioni di euro. “Lo studio dell’italiano è in crescita – aggiunge – e guardare ai figli o ai nipoti degli italiani all’estero è senz’altro un impegno che il nostro Paese intende mantenere. Il salto di qualità è dato dal fatto che l’italiano non è visto più solo come la lingua dei nostri emigrati, ma come una lingua di cultura, e ciò spinge molto persone ad avvicinarsi al suo apprendimento”. Annunciata inoltre un’indagine avviata dal Mae sui luoghi in cui viene insegnato l’italiano nel mondo, intitolata “Italiano 2011” e che verrà messa a disposizione del Parlamento.

Segnalata infine la necessità di intervenire sulla rete degli Istituti Italiani di Cultura all’estero, “punti di forza della promozione culturale, ma che scontano oggettive carenza strutturali e di collocazione geografica – afferma il ministro, parlando della necessità di “una rilettura dell’efficacia della rete degli IIC e di un assetto che deve rinnovarsi alla luce del cambiamento geo-politico avvenuto in molti Paesi del mondo”. A questo proposito Frattini richiama l’opportunità di creare nei Paesi dove la presenza degli IIC è già tradizionalmente consolidata, come in Europa, dei poli culturali capaci di operare in più Paesi, razionalizzando quindi la loro presenza e istituendo invece addetti culturali o nuovi IIC in aree strategiche di più immediato interesse, come la Cina, considerando anche Hong Kong oltre a Pechino, o l’India, considerando Mumbai oltre  a New Delhi, o i territori palestinesi, guardano al Medio Oriente e a Paesi come la Giordania. Necessaria anche una più massiccia presenza in alcune aree degli Stati Uniti e nel Maghreb, dove l’IIC di Tunisi sta operando “solo recentemente come hub culturale per tutta la zona del Nord Africa, - fa sapere Frattini, - ottenendo già buoni risultati”. Un ruolo importante nell’ambito di questa riorganizzazione della rete più essere giocato dalle sedi della Società Dante Alighieri all’estero, che possono garantire la presenza di un impegno culturale in luoghi non ancora raggiunti dall’attività degli IIC.

Frattini segnala poi l’impegno per il potenziamento della rete degli addetti scientifici e dell’articolazione di una “rete scientifica mondiale di scienziati e ricercatori che stiamo cercando di consolidare, nella consapevolezza che non si tratta solo di cervelli in fuga ma anche di una straordinaria rete di ambasciatori delle scienza e della ricerca italiana che svolgono attività importanti nel mondo”.

“Nel corso del mio mandato ho voluto anche potenziare il ruolo della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero, organo consultivo importante – afferma Frattini – in cui ho riattivato gruppi di lavoro incaricati di seguire l’attività di promozione culturale e dare dei pareri sull’attività svolta annualmente”.

Annunciate anche le prossime edizioni della Settimana della cultura italiana nel mondo: in autunno quella dedicata ai 150 anni di Unità d’Italia, intitolata “Buon compleanno Italia!” e nel 2012 l’iniziativa dedicata al tema “L’Italia dei territori e il futuro dell’Italia”.

Nel dibattito che è seguito all’intervento di Frattini, esponenti di maggioranza e opposizione hanno espresso apprezzamento per le parole del ministro e per l’attenzione da lui dedicata al tema, offrendo spunti di riflessione, avanzando critiche e domande. Tra gli interventi segnaliamo quello di Franco Narducci, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, che ha ricordato come “perno essenziale” della presenza anche culturale dell’Italia nel mondo siano gli italiani all’estero e come alle eccellenze espresse da queste collettività vada dedicata una maggiore attenzione nel corso di eventi come quelli della Settimana della cultura italiana nel mondo. Rilievi critici vengono invece avanzati in merito alla riduzione delle risorse dedicate alla diffusione della lingua italiana nel mondo, “che rischiano di minare la rete di sussidiarietà costituita su questo fronte da numerose realtà presenti all’estero, come gli enti gestori e la stessa Società Dante Alighieri – precisa Narducci, chiedendo a Frattini un impegno affinché l’indagine avviata con l’audizione possa condurre ad una riforma della legge 153, che regola gli interventi scolastici destinati ai connazionali all’estero, e ad una riforma degli IIC.

Anche Marco Zacchera (Pdl), presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero della Camera, ha insistito sulle risorse che ritiene debbano essere dedicate all’investimento in lingua e cultura italiana. “Auspico che la mission di questa indagine sia dimostrare al Parlamento quanto sia indispensabile aumentare la spesa destinata alla promozione della cultura italiana, che è la sola cosa che nessuno ci può copiare – ha detto Zacchera.

Per Fabio Porta, eletto nella ripartizione America meridionale per il Pd, “la realtà dei fatti è molto diversa da ciò che è stato esposto in questa audizione”. Porta si chiede come si possa parlare di promozione della lingua italiana quando “non un solo evento organizzato nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia è stato dedicato alla lingua italiana, gli IIC all’estero sono in sofferenza, non ci sono risorse per proseguire la pubblicazione dei periodici italiani all’estero e si chiude, sempre per l’informazione in lingua italiana, una sede Rai come quella di Montevideo, operativa in tutta l’America latina”.

Il presidente della Commissione Cultura, Valentina Aprea, concludendo la seduta, ha ringraziato Frattini per l’intervento e per le azioni messe in campo per la promozione culturale del nostro Paese all’estero. “Sono certa – ha concluso - che questa nostra indagine conoscitiva sarà propedeutica al completamento delle riforme che in questo nostro dibattito sono state indicate come indispensabili”. (Viviana Pansa - Inform)


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