CAMERA DEI DEPUTATI
L’audizione del ministro Frattini sulle attività di promozione
di lingua e cultura italiana all’estero
Avviata oggi l’indagine congiunta di Commissioni Esteri
e Cultura su principi e modalità relative alla promozione culturale dell’Italia
nel mondo. Frattini parla anche della riorganizzazione degli IIC e dell’insegnamento
dell’italiano all’estero. Nel dibattito intervengono, tra gli altri, Narducci
(Pd), Zacchera (Pdl) e Porta (Pd)
ROMA
– Con l’audizione del ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha preso
il via oggi l’indagine conoscitiva sulla promozione di lingua e cultura italiana
all’estero da parte delle Commissioni Esteri e Cultura della Camera dei Deputati.
“Un’indagine
di primario interesse per riprendere argomenti utili a formulare proposte
di riforma indispensabili in materia – ha detto il presidente della Commissione
Esteri, Stefano Stefani, scusandosi per il ritardo dell’avvio dell’indagine,
“causato dalla complessa attività parlamentare degli ultimi mesi e dalle numerose
problematiche intercorse nel contesto internazionale”.
Frattini
ha ricordato come la cultura costituisca “uno strumento importante della politica
estera italiana”, “uno straordinario biglietto da visita per il nostro Paese
nel mondo”, segnalando come la recente riforma organizzativa della Farnesina
abbia tenuto conto di questo principio e come egli abbia inteso mantenere
tra le sue responsabilità proprio la promozione culturale dell’Italia all’estero.
“Si tratta di un compito che non consiste solo nella valorizzazione dell’eredità
del passato, ma contiene una dimensione dinamica connessa alla creatività
e alle potenzialità del sistema Paese – ha aggiunto - con riguardo a tutte
le sue componenti, da quella industriale alle attività messe in campo dagli
enti locali, senza dimenticare tutto ciò che ha a che fare con il mondo dell’università
e della ricerca”.
Frattini
ha quindi insistito sulla “necessità di fare sistema” anche sul fronte della
promozione culturale: “per questo ho richiesto – ha detto - la rivisitazione
e il potenziamento sistematico di tutti gli strumenti di cui disponiamo a
questo fine: Istituti Italiani di Cultura, lettorati, scuole italiane all’estero,
addetti scientifici ecc.”. “Accanto agli strumenti occorre però identificare
obiettivi – ha proseguito il ministro, citando le linee guida di un documento
programmatico elaborato per pianificare la promozione linguistica e culturale
italiana nel mondo: “individuare per ciascuna area geografica in quale modo
la nostra promozione culturale possa aiutare il perseguimento di obiettivi
di politica estera; possesso di una visione di insieme che unisca sistema
culturale e processo di internazionalizzazione delle imprese; incoraggiamento
di partenariati tra pubblico e privato per realizzare congiuntamente eventi
e attività, come già avvenuto con successo in passato; visione strategica
della nostra rappresentazione culturale attraverso la priorità da accordarsi
a iniziative visibili e continuative, in modo da superare la vecchia logica
legata invece all’organizzazione e alle promozione di eventi episodici; visione
manageriale della promozione culturale che trasformi le domande formulate
dai diversi attori in proposte concrete di azione; una comunicazione che migliori
in Italia e all’estero l’immagine e la percezione del nostro Paese; il rafforzamento
di strumenti per la diffusione della lingua italiana”.
Frattini
parla dunque di una promozione culturale “dinamica”, che sappia valorizzare
non solo il patrimonio culturale e ciò che l’Italia sta già facendo al meglio
– come le attività svolte dalle missioni archeologiche italiane, spesso poco
conosciute, e la collaborazione sul fronte culturale messa in campo all’interno
di organizzazioni internazionali come l’Unesco – ma anche gli sforzi maggiormente
orientati al futuro e all’innovazione, che riguardano la promozione dell’industria
e del made in Italy, l’internazionalizzazione
delle università, l’impegno nei settori della ricerca scientifica e della
tecnologia.
In
merito all’università, Frattini richiama le attività svolte con il ministero
dell’Istruzione – ministero con cui si intendono approfondire e migliorare
le collaborazioni, così come con i ministeri del Turismo, dei Beni culturali
e con le Regioni - e lo sforzo volto ad attrarre in Italia un maggior numero
di studenti stranieri. “Un impegno che mettiamo in campo pur consapevoli della
ristrettezza delle risorse disponibili e sempre più grazie all’interessamento
di grandi aziende italiane che finanziano un periodo di formazione in Italia
per giovani laureati all’estero – spiega il ministro, sottolineando come l’impegno
sia orientato verso Paesi che si ritengono prioritari, quali Cina, India,
Stati Uniti.
“Molto
importante è anche l’attività delle scuole italiane all’estero, i cui meccanismi
di gestione necessitano tuttavia di una revisione equilibrata, e la formazione
dei docenti di italiano – prosegue Frattini, segnalando con soddisfazione
come l’italiano sia fra le lingue straniere più studiate nel mondo. L’obiettivo
continua ad essere l’inserimento dell’italiano quale materia di studio nei
percorsi curricolari dell’insegnamento scolastico all’estero, come recentemente
avvenuto in Israele, dove è prevista negli esami di maturità di quest’anno
la possibilità di sostenere una prova di italiano. “La mia idea è che le stesse
scuole italiane si trasformino sempre più in scuole bilingui, associando all’italiano
l’insegnamento della lingua del Paese ospitante per fare in modo che sempre
più giovani, anche coloro che non hanno origini italiane, possano iscriversi
a questi istituti – afferma Frattini che cita alcuni esempi di eccellenza
di istituti scolastici italiani all’estero, come Madrid, Zurigo o Addis Abeba.
Il
ministro segnala inoltre che nell’ultimo anno sono stati 373.000 gli studenti
di origine italiana che hanno seguito corsi della nostra lingua all’estero,
per una spesa complessiva di circa 16 milioni di euro. “Lo studio dell’italiano
è in crescita – aggiunge – e guardare ai figli o ai nipoti degli italiani
all’estero è senz’altro un impegno che il nostro Paese intende mantenere.
Il salto di qualità è dato dal fatto che l’italiano non è visto più solo come
la lingua dei nostri emigrati, ma come una lingua di cultura, e ciò spinge
molto persone ad avvicinarsi al suo apprendimento”. Annunciata inoltre un’indagine
avviata dal Mae sui luoghi in cui viene insegnato
l’italiano nel mondo, intitolata “Italiano
Segnalata
infine la necessità di intervenire sulla rete degli Istituti Italiani di Cultura
all’estero, “punti di forza della promozione culturale, ma che scontano oggettive
carenza strutturali e di collocazione geografica – afferma il ministro, parlando
della necessità di “una rilettura dell’efficacia della rete degli IIC e di
un assetto che deve rinnovarsi alla luce del cambiamento geo-politico avvenuto
in molti Paesi del mondo”. A questo proposito Frattini richiama l’opportunità
di creare nei Paesi dove la presenza degli IIC è già tradizionalmente consolidata,
come in Europa, dei poli culturali capaci di operare in più Paesi, razionalizzando
quindi la loro presenza e istituendo invece addetti culturali o nuovi IIC
in aree strategiche di più immediato interesse, come
Frattini
segnala poi l’impegno per il potenziamento della rete degli addetti scientifici
e dell’articolazione di una “rete scientifica mondiale di scienziati e ricercatori
che stiamo cercando di consolidare, nella consapevolezza che non si tratta
solo di cervelli in fuga ma anche di una straordinaria rete di ambasciatori
delle scienza e della ricerca italiana che svolgono attività importanti nel
mondo”.
“Nel
corso del mio mandato ho voluto anche potenziare il ruolo della Commissione
nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero, organo consultivo
importante – afferma Frattini – in cui ho riattivato gruppi di lavoro incaricati
di seguire l’attività di promozione culturale e dare dei pareri sull’attività
svolta annualmente”.
Annunciate
anche le prossime edizioni della Settimana della cultura italiana nel mondo:
in autunno quella dedicata ai 150 anni di Unità d’Italia, intitolata “Buon
compleanno Italia!” e nel 2012 l’iniziativa dedicata al tema “L’Italia dei
territori e il futuro dell’Italia”.
Nel
dibattito che è seguito all’intervento di Frattini, esponenti di maggioranza
e opposizione hanno espresso apprezzamento per le parole del ministro e per
l’attenzione da lui dedicata al tema, offrendo spunti di riflessione, avanzando
critiche e domande. Tra gli interventi segnaliamo quello di Franco Narducci, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa,
che ha ricordato come “perno essenziale” della presenza anche culturale dell’Italia
nel mondo siano gli italiani all’estero e come alle eccellenze espresse da
queste collettività vada dedicata una maggiore attenzione nel corso di eventi
come quelli della Settimana della cultura italiana nel mondo. Rilievi critici
vengono invece avanzati in merito alla riduzione delle risorse dedicate alla
diffusione della lingua italiana nel mondo, “che rischiano di minare la rete
di sussidiarietà costituita su questo fronte da numerose realtà presenti all’estero,
come gli enti gestori e la stessa Società Dante Alighieri – precisa Narducci,
chiedendo a Frattini un impegno affinché l’indagine avviata con l’audizione
possa condurre ad una riforma della legge 153, che regola gli interventi scolastici
destinati ai connazionali all’estero, e ad una riforma degli IIC.
Anche
Marco Zacchera (Pdl), presidente del Comitato per
le questioni degli italiani all’estero della Camera, ha insistito sulle risorse
che ritiene debbano essere dedicate all’investimento in lingua e cultura italiana.
“Auspico che la mission di questa indagine
sia dimostrare al Parlamento quanto sia indispensabile aumentare la spesa
destinata alla promozione della cultura italiana, che è la sola cosa che nessuno
ci può copiare – ha detto Zacchera.
Per
Fabio Porta, eletto nella ripartizione America meridionale per il Pd, “la
realtà dei fatti è molto diversa da ciò che è stato esposto in questa audizione”.
Porta si chiede come si possa parlare di promozione della lingua italiana
quando “non un solo evento organizzato nell’ambito delle celebrazioni per
i 150 anni dell’Unità d’Italia è stato dedicato alla lingua italiana, gli
IIC all’estero sono in sofferenza, non ci sono risorse per proseguire la pubblicazione
dei periodici italiani all’estero e si chiude, sempre per l’informazione in
lingua italiana, una sede Rai come quella di Montevideo, operativa in tutta
l’America latina”.
Il
presidente della Commissione Cultura, Valentina Aprea, concludendo la seduta,
ha ringraziato Frattini per l’intervento e per le azioni messe in campo per
la promozione culturale del nostro Paese all’estero. “Sono certa – ha concluso
- che questa nostra indagine conoscitiva sarà propedeutica al completamento
delle riforme che in questo nostro dibattito sono state indicate come indispensabili”.
(Viviana Pansa -