PARTITI
Sinistra Ecologia e Libertà in Svizzera
sulla partecipazione dei connazionali al Referendum e voto all’estero
“Riflettere sulla reale capacità di mobilitazione
della nostra rete politica e sociale, compresi gli organismi di rappresentanza,
e procedere ad un intervento legislativo urgente relativo a criticità persistenti
sul piano organizzativo”
BASILEA – Sinistra Ecologia e Libertà in Svizzera segnala il contributo della collettività italiana in loco al successo del Referendum italiano dello scorso 12 e 13 giugno e in particolare alla vittoria del sì in risposta ai 4 quesiti previsti contro la costruzione di centrali nucleari, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. Il partito ricorda inoltre il suo impegno per la campagna referendaria messa in campo per il sì in Svizzera, attraverso la promozione di “Comitati unitari di sostegno per il sì” e l’adesione alla manifestazione antinucleare svoltasi in Svizzera lo scorso 22 maggio.
Il coordinamento SEL nella Confederazione annuncia inoltre lo scioglimento del Comitato nazionale svizzero di sostegno al Referendum, “un’esperienza positiva che ha consentito di coordinare le forze e le iniziative” di tutto il centro sinistra – si legge nella nota diffusa in proposito – ma cui si ritiene debba seguire un momento di “riflessione autonoma” dei singoli soggetti politici, per poi chiarire “alleanze, scelte programmatiche e strategie elettorali”.
Un’altra riflessione indispensabile si ritiene debba coinvolgere proprio il dato di partecipazione e l’esercizio del voto all’estero. Il coordinamento SEL evidenzia infatti che “una fascia considerevole di italiani in Svizzera, ma ancor più nel resto d’Europa, non si è sentita coinvolta da questo importante appuntamento elettorale”, dal momento che circa 3/4 dell’elettorato all’estero non ha partecipato al voto referendario. “Occorre ora discutere il perché di questa disaffezione verso la vita politica del paese d’origine – prosegue la nota - e riflettere sulla reale capacità di mobilitazione della nostra rete politica e sociale e dei nostri organismi di rappresentanza”.
Il Referendum avrebbe inoltre confermato che persistono “diverse criticità sul piano organizzativo” relative all’esercizio di voto all’estero, riguardanti in particolare “la completezza e l’affidabilità delle liste degli iscritti all’Aire” e “lacune nella distribuzione e ricezione dei plichi”, criticità a cui il coordinamento SEL aggiunge l’“assenza di informazione Rai” e la “complessità tecnica dei quesiti stessi”.
Ciò rende dunque “necessario procedere ad un intervento legislativo urgente, del resto previsto da alcune proposte di legge di recente presentate al Parlamento: la platea elettorale non può essere più quella degli iscritti all’Aire, - suggerisce la nota - ma va ridefinita sulla base di una lista degli elettori all’estero in cui siano inseriti quanti con una opzione ne facciano esplicita richiesta”. Il coordinamento SEL ritiene infatti che tale lista “possa avere l’effetto positivo di permettere la partecipazione al voto a quella fascia di connazionali che si sentono ancora effettivamente e con cognizione di causa legati alle vicende politiche italiane”. Da rivedere inoltre “con urgenza, Paese per Paese, una serie di passaggi operativi che diano maggiori garanzie di correttezza, controllo e trasparenza alle varie fasi del voto per corrispondenza”.
“SEL
in Svizzera conferma l’ambizione a voler dar vita ad un centrosinistra rinnovato,
portatore di un progetto di alternativa forte”, “capace di rappresentare un’idea
di politica più sobria e partecipata. La primavera della democrazia in Italia,
con il voto amministrativo prima e con la vittoria referendaria poi, ha dimostrato
che, al di là dei partiti stessi, esistono fermenti positivi ed energie che possono
dare una nuova speranza all’Italia. Anche dall’estero – conclude la nota -possiamo
contribuire a questo processo di alternativa con un nostro contributo specifico”.
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