SINDACATI
Inaccettabile
per
Una
di
ROMA -
“Il taglio della rivalutazione delle pensioni annunciato nella manovra è inaccettabile”.
È quanto di
“Nei giorni
passati – prosegue Bellissima – si era parlato di misure che avrebbero interessato
solo pensioni di importo molto elevato.
Ora invece si delinea una misura che, se confermata, colpirebbe milioni di pensionati
con pensioni medie, di importi netti a partire da mille euro mensili, derivanti
da lavoro dipendente, pubblico e privato. Pensioni frutto di decenni di lavoro
e di contributi.
Ad essere
colpiti sarebbero pensionati che su queste pensioni pagano le tasse, che hanno
sempre pagato anche da lavoratori. Pensionati che negli ultimi anni non hanno
ricevuto alcun beneficio dagli aumenti che hanno interessato le pensioni di
importo più basso e che hanno visto le loro pensioni perdere progressivamente
potere d’acquisto.
La perequazione
annuale all’inflazione è l’unico strumento di rivalutazione delle pensioni.
Uno strumento che già oggi è inadeguato. E infatti le pensioni negli ultimi
15 anni hanno perso fino al 30% del loro potere d’acquisto. Come Uilp abbiamo
chiesto di migliorare questo strumento, anche introducendo un paniere Istat
che tenga conto in modo più preciso dei consumi specifici dei pensionati. E
sulla modifica del paniere avevamo riscontrato la disponibilità del ministro
Sacconi. Non è accettabile che oggi si pensi invece di peggiorare e bloccare
la rivalutazione delle pensioni, soprattutto in un momento in cui l’inflazione
cresce in modo significativo.
Questi
milioni di anziani sono cittadini che hanno dato il loro contributo alla crescita
e allo sviluppo dell’Italia e che oggi continuano a svolgere un ruolo fondamentale
di sostegno alle famiglie, un aiuto anche economico ai tanti figli e nipoti
rimasti senza un lavoro o che un lavoro non lo trovano.
Per questo,
come Uilp chiediamo a Governo e Parlamento di eliminare una misura ingiusta
e inutile, che penalizzerebbe milioni di pensionati, impoverirebbe milioni di
famiglie e deprimerebbe ulteriormente i consumi interni. I risparmi derivanti
da questa misura possono essere ottenuti in altro modo, rafforzando il contrasto
all’evasione fiscale, realizzando una seria razionalizzazione della spesa pubblica,
eliminando le voci improduttive, rafforzando l’efficienza e l’efficacia degli
interventi, riducendo i costi della politica e colpendo davvero i privilegi,
a partire da quelli previdenziali che ancora esistono, in particolare per quanto
riguarda le cariche elettive. Sono queste le disposizioni che vanno prese subito.
Non si tratta di demagogia o di antipolitica – conclude Bellissima – ma di equità”.
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