INFORM - N. 125 - 30 giugno 2011


DIPLOMAZIA

Scomparso l’ambasciatore Silvio Fagiolo . E’ stato tra i protagonisti dei negoziati per il Trattato di Maastricht e il Trattato di Nizza

Napolitano: “Inestimabile il suo contributo alla costruzione dell’Europa unita”. Frattini: “Ha onorato la carriera diplomatica con ideali, principi e lealtà profonda alle Istituzioni”

 

ROMA – “Una figura eminente della diplomazia e dell’europeismo italiano, rappresentando nel modo più degno il paese in numerose importanti sedi, da Washington e Berlino, e missioni internazionali. Inestimabile resta il contributo da lui dato alla elaborazione dei Trattati europei e in generale alla costruzione dell’Europa unita”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricorda l’ambasciatore a riposo Silvio Fagiolo, scomparso improvvisamente il 28 giugno.

Silvio Fagiolo, nato a Roma il 15 luglio 1938, ha lavorato come funzionario della Commissione Cee prima di entrare in diplomazia nel 1969. Tra i vari incarichi, è stato ministro consigliere a Washington (1992-1995) e capo di Gabinetto dei ministri degli Esteri Susanna Agnelli e Lamberto Dini. Tra i protagonisti dei negoziati per il trattato di Maastricht e di Nizza, è stato rappresentante permanente presso l'Unione Europea dal 2000 al 2001 e ambasciatore d'Italia in Germania (2001-2005). Editorialista del Sole 24 Ore, dal settembre 2005 insegnava Relazioni internazionali presso la LUISS Guido Carli di Roma.

Il capo dello Stato, “profondamente colpito e commosso” per la morte di Fagiolo nel messaggio di cordoglio alla famiglia evidenzia che “resta l’esempio del suo senso dello Stato, della sua operosità e sobrietà, senza alcun cedimento a protagonismi o a personalistiche rivendicazioni dei suoi così pur alti e innegabili meriti”

Il ministro degli Esteri Franco Frattini da parte sua sottolinea che l’ambasciatore Fagiolo “ha onorato la carriera diplomatica con ideali, principi e lealtà profonda alle Istituzioni”.

Il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, sottolinea che Fagiolo “produceva policies, dava la linea ai ministri con cui lavorava su tutti i dossier più rilevanti. E’ stato protagonista e testimone diretto delle pagine più importanti della nostra diplomazia negli ultimi decenni”. La sua esperienza nelle sedi principali da Mosca, a Washington, a Bruxelles, Berlino “lo aveva certo aiutato a diventare un diplomatico di spessore altissimo, ma era soprattutto lui stesso con la sua curiosità intellettuale unica, il suo gusto per l’approfondimento, che aveva avuto il merito di saper valorizzare al massimo quelle esperienze e mettere tutto ciò al servizio della Farnesina”.

Massari ha ricordato il Silvio Fagiolo “diplomatico, stratega e negoziatore negli anni della Conferenza Intergovernativa per la revisione del Trattato di Maastricht”, ma anche “acuto analista e scrittore. Dalla Russia Sovietica produsse il libro sui ‘gruppi di pressione in URSS’, un contributo pioneristico sul pluralismo, seppur verticistico e nascosto, che teneva insieme l’URSS di Brezhnev; dalla sua esperienza a Detroit ne uscì con il volume ‘l’operaio americano’ sull’evoluzione dell’organizzazione scientifica del lavoro nelle fabbriche americane sulla scia del taylorismo e fordismo; dopo l’esperienza negli Stati Uniti nei primi anni dopo la caduta del muro produsse il volume ‘la pace fredda’, che anticipava le criticità del mondo post-bipolare. L’ultimo volume, sul percorso storico del’Unione Europa, l’ha scritto non da diplomatico, ma da professore alla LUISS”.

Per Umberto Ranieri, deputato del Pd e già sottosegretario agli Esteri, “scompare un protagonista della diplomazia italiana che ha degnamente rappresentato l'Italia in numerosi incarichi di prestigio. Un diplomatico colto e brillante, impegnato con passione nell'analisi delle grandi questioni internazionali”.(Inform)

 

 


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