INFORM - N. 125 - 30 giugno 2011


MOVIMENTI POLITICI

Il Maie sostiene la produzione di “Amantea”, cortometraggio sull’emigrazione dalla piccola località calabrese

Un progetto ideato da un gruppo di giovani italo-venezuelani e orientato alla valorizzazione di cultura e tradizioni locali

 

ROMA – Ricardo Merlo, parlamentare eletto nella ripartizione America latina per il Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie), ha annunciato il sostegno dal Movimento alla realizzazione di un cortometraggio ideato da un gruppo di giovani italo-venezuelani e orientato alla valorizzazione di cultura e tradizioni locali di Amantea, piccola località calabrese sul mare.

“Com’è noto tra gli obiettivi del Maie vi è anche quello di promuovere i progetti culturali degli italiani che vivono all’estero e sostenere in particolare quelli che provengono dai giovani – ha affermato Merlo illustrando l’iniziativa.

Mirella Giai, senatrice eletta per il Maie nella medesima ripartizione di Merlo, ha ricordato in questa occasione un analogo sostegno accordato alla presentazione della versione italiana del libro “Radicci” del fumettista italo-brasiliano Carlos Iotti, annunciando altri progetti in cantiere. “Stiamo curando, infatti,  l’edizione italiana, e la sua presentazione in una sede istituzionale, del volume La Legione Italiana. El frente olvidado del Risorgimento, un saggio storico scritto dall’italo-argentino Cesar Puliafito in cui si narra dell’importanza della presenza di patrioti risorgimentali nella fondazione della città di Bahia Blanca, in Argentina.  Per il tema trattato, abbiamo deciso di realizzare quest’ultima iniziativa proprio nell’anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia”.

Mirella Giai ha ricordato come l’idea del cortometraggio “Amantea”, progetto di una piccola casa di produzione cinematografica costituita da italo-venezuelani, “La Guarimba”, fosse stato segnalato mesi fa a Merlo dal coordinatore del Maie in Venezuela, Michele Buscemi. L’artefice del progetto, Giulio Vita, aveva affermato di voler lavorare sull’incontro tra culture e sull’emigrazione dalla terra calabrese. “Ci è subito piaciuta l’idea della partecipazione popolare al progetto: il regista ha fatto recitare attori professionisti e amanteani, anche senza esperienze pregresse nella recitazione - ha spiegato Mirella Giai. - Una sperimentazione in cui persone con competenze diverse  si sono unite per sviluppare insieme una storia autentica che parla del ritorno alle radici dei figli degli emigrati, ma anche della conservazione di cultura e tradizioni dei luoghi d’origine da parte delle famiglie emigrate. Si tratta di un progetto che siamo stati felici di sostenere perché il Maie crede nei giovani. E sostenere i loro sogni, le loro passioni  è il miglior investimento per il futuro del Paese”. (Inform)

 


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