INFORM - N. 125 - 30 giugno 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Il Comites di Buenos Aires sulla chiusura degli uffici di Rai Corporation America latina in Uruguay

“Una misura che penalizza gli oltre 35 milioni di italiani e loro discendenti residenti in questo territorio”

 

BUENOS AIRES – Il Comites di Buenos Aires segnala la propria contrarietà rispetto alla decisione relativa alla chiusura degli uffici di Rai Corporation America latina in Uruguay, una scelta “imprevista – si legge in una nota diffusa in proposito – che lascia circa 60 persone senza lavoro e taglia un canale di comunicazione instauratosi quasi 50 anni fa tra America latina e Italia”.

La chiusura sarebbe sintomatica per il Comites di “una limitata capacità di visione strategica” contestata all’azienda, “che penalizza gli oltre 35 milioni di italiani e loro discendenti residenti in questo territorio”. “Stupisce che, prima di adottare questo provvedimento, non vi sia stato un accurato studio di mercato, non solo basato sui freddi numeri ma che prendesse piuttosto in considerazione i vincoli storico-sociali tra gli italiani (e non) dell’America latina e l’Italia, fondati - prosegue la nota del Comites - sulla loro prossimità culturale e l’accoglienza che gli italiani sempre hanno ricevuto dai Paesi di quest’area del continente”. Un rapporto che si teme questa decisione contribuisca a “distruggere da un giorno all’altro”, mentre si ribadisce la necessità di “un indispensabile filo diretto che avvicini le due realtà e renda possibile una fluida comunicazione e collaborazione”.

Oltre a motivi determinati dalla necessità di un risparmio, viene richiamata “la capacità di proiezione che una sede della televisione italiana in America Latina, e per di più di quasi mezzo secolo di traiettoria, può offrire”, una presenza che il Comites considera “un investimento che, preso in considerazione anche il legame socio-culturale, è di un’inestimabile ricchezza”.

Nella nota si sottolinea inoltre l’importanza di garantire una pluralità di fonti di informazione, l’accesso ad esse da parte delle collettività residenti all’estero e “l’ineguagliabile veicolo di diffusione della lingua, della cultura italiana e dell’immagine dell’Italia” rappresentato dai comunicatori italiani all’estero. Per questi motivi, scrive il Comites, “reputiamo necessario appoggiare e stimolare questi canali di comunicazione anziché interrompere le loro attività, decisione che lede tutta la comunità italiana dell’America Latina”. “Non può esserci una cittadinanza responsabile e consapevole senza l’esercizio della libertà d’informazione e non ci possono essere provvedimenti favorevoli e fecondi nei riguardi dei cittadini residenti fuori d’Italia se questa nostra realtà non è dovutamente conosciuta da coloro che risiedono in Patria – ammonisce la nota, richiamando l’importanza di un servizio pubblico libero ed indipendente dalla politica.

“Noi dobbiamo sapere cosa succede in Italia e ovunque, e in Italia devono sapere ciò che accade ai cittadini residenti all’estero, cosa pensano e in che forma possiamo cooperare alla costruzione di una società più giusta, più consapevole, più responsabile – conclude il Comites, domandando di conoscere le motivazioni alla base della chiusura degli uffici Rai in America latina e dichiarando la propria disponibilità a collaborare per ogni ulteriore approfondimento sulla materia, utile ad un eventuale ripensamento relativo al provvedimento di chiusura. (Inform)

 


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