INFORM - N. 125 - 30 giugno 2011


SENATO DELLA REPUBBLICA

Riunito il Comitato per le questioni degli Italiani all’estero

L’audizione del direttore di Rai Internazionale Daniele Renzoni

Gli interventi del presidente Firrarello e dei senatori Fantetti (Pdl), Giordano (Pdl), Giai (Maie) e Micheloni (Pd)

 

ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche per i cittadini italiani nel mondo  si è svolta, presso il Comitato per le questioni degli Italiani all’estero l’audizione del direttore responsabile di Rai Internazionale Daniele Renzoni.  La seduta è stata introdotta dal presidente Giuseppe Firrarello che ha sottolineato come questo incontro, a due anni dall’audizione del maggio 2009 con Piero Badaloni,  consentirà di valutare come sia cambiato in questo arco di tempo, che ha visto il passaggio da Rai International a Rai Internazionale, il servizio pubblico per l’estero e di avere un’esposizione delle attuali linee editoriali. Da Firrarello è stato inoltre sottolineata la necessità per le comunità italiani all’estero di disporre di informazioni complete e aggiornate sulla cronaca e sulla politica italiana. “Il riconoscimento del diritto di voto per i cittadini italiani all’estero – ha spiegato Firrarello - rende imprescindibile la creazione delle condizioni di un esercizio consapevole dello stesso, disponendo di un quadro imparziale e approfondito. Tale problematica si interseca peraltro – ha proseguito il presidente del Comitato - con quella, molto sentita da parte delle comunità, delle modalità di accesso ai canali televisivi italiani dall’estero, mediante abbonamenti a sistemi satellitari a pagamento. Informazione e cultura – ha aggiunto - sono due facce della stessa medaglia che, nonostante la difficile situazione dei conti pubblici italiani e la contrazione della spesa pubblica imposta dall’appartenenza all’Unione europea, vanno salvaguardate come settore sensibile. Il confronto con gli altri partner europei quanto a stanziamenti dedicati è chiaro indice di tale priorità”. Per Firrarello analoga attenzione dovrebbe essere  dedicata alla informazione di ritorno che, facendo conoscere ai cittadini in Italia quanto avviene ai nostri connazionali all’estero, consente di rafforzare il legame sentimentale e culturale del nostro paese con i migranti più giovani di seconda e terza generazione. Firrarello ha infine chiesto specifiche informazioni sull’attività di Rai Internazionale in America latina dove risiedono alcune delle più numerose comunità italiane.

Il direttore di Rai Internazionale Daniele Renzoni ha in primo luogo fatto presente come l’attività dell’ente debba tener conto della riduzione delle risorse assegnate dal Dipartimento per l’Editoria  della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per quanto riguarda l’evoluzione del palinsesto di Rai Internazionale Renzoni ha sottolineato come da circa un anno e mezzo non vengano più trasmesse repliche di trasmissioni e la programmazione si suddivida in tre canali: uno dedicato alle Americhe, uno all’Africa Sub-sahariana e un terzo per l’area dell’estremo Oriente e dell’Australia. “I programmi trasmessi – ha spiegato il direttore - sono selezionati utilizzando come criterio di riferimento i dati di ascolto in Italia, presupponendo un gradimento similare anche all’estero. Occorre ovviamente tener conto del diverso fuso orario, oltreché dell’esigenza di eliminare dalla programmazione la pubblicità e le iniziative commerciali. Vi sono poi prodotti televisivi specifici per il canale estero, tanto di servizio quanto di intrattenimento”. Per quanto concerne l’informazione di ritorno Renzoni ha precisato come sul terzo canale generalista, dedicato alla programmazione regionale, vi siano appositi spazi, che invece al momento ancora mancano sugli altri canali. Sul fronte dei telegiornali italiani  il direttore ha evidenziato come, in attesa dell’aumento delle trasmissioni informative previste per il mese di settembre, al momento i programmi sull’attualità italiana siano trasmessi da Rai internazionale  in tre fasce orarie che corrispondono alla mattina alla metà giornata e alla sera. “Rai Internazionale – ha aggiunto Renzoni - ha la peculiarità, rispetto ai canali dedicati degli altri paesi europei, di essere interamente in italiano, onde costituire anche una modalità di diffusione della lingua e della cultura. I programmi di approfondimento politico e di cronaca sono trasmessi all’estero nella fascia della seconda serata, mentre in prima serata vengono diffusi i programmi di intrattenimento, film e fiction. A partire da settembre del 2010 viene poi trasmesso un programma quotidiano, nella fascia pre-serale, con sottotitoli in inglese e in spagnolo, specificamente destinato ai più giovani che sono in tal modo agevolati nel seguire i contenuti. I programmi dedicati ai bambini sono limitati, soprattutto perché la produzione di cartoni animati è estremamente costosa. Dopo aver ricordato gli attimi ascolti del  canale radiofonico per l’estero , che dà spazio all’informazione di ritorno ed è trasmesso anche in Italia su Isoradio, Renzoni si è soffermato sulla problematica della distribuzione e della trasmissione del segnale, rilevando come la commercializzazione del canale non rientri nelle competenze di Rai Internazionale e sul fatto che  sussista su questo fronte l’esigenza di un miglioramento.

Il senatore del Pdl Raffaele Fantetti ha aperto il dibattito chiedendo chiarimenti sulle modalità di miglioramento della trasmissione del segnale di Rai Internazionale e sottolineando l’esigenza di potenziare, all’estero e nell’ambito dei paesi dell’'Unione europea, la comunicazione istituzionale e quella sull’attività parlamentare dedicata alle comunità italiane all’estero. Fantetti ha inoltre sia domandato lumi sulla possibilità di incrementare l’interscambio informativo mediante collaborazione con gli organismi regionali e locali, sia delucidazioni sul programma “Italia chiama Italia” trasmesso da Rai Internazionale.

Rispondendo alla domanda Renzoni ha precisato come la distribuzione dei programmi avvenga  attualmente tramite gestori locali, mentre le nuove tecnologie potrebbero consentire sin d’ora la trasmissione diretta a terra. Una problematica che, per il direttore, andrebbe valutata nell’ambito della rinegoziazione dei contratti di distribuzione. Renzoni, dopo aver ricordato che in Europa Rai Internazionale non trasmette essendo visibili in questo continente tutte e tre le reti Rai, ha sottolineato come in Europa venga diffuso il canale radiofonico e, analogamente alle Americhe, un programma in streaming. Per quanto concerne “Italia chiama Italia” Renzoni  ha puntualizzato come questa trasmissione di Rai Internazionale, che porta il medesimo nome di un successivo programma trasmesso on-line, da settembre del 2011 diventerà un appuntamento quotidiano specificamente dedicato alla comunicazione istituzionale. Il direttore ha infine valutato positivamente la prospettiva di una collaborazione con le Regioni e gli enti locali per produzioni specifiche.

Nel suo intervento Basilio Giordano (Pdl) ha ricordato la recente visita di Renzoni in Canada ed ha chiesto spiegazioni sulla possibilità di finanziare i programmi di Rai Internazionale mediante il canale pubblicitario, attraverso inserzioni di imprese italiane che vendano i propri prodotti all’estero. Giordano, dopo aver auspicato il mantenimento di una programmazione di qualità anche rispetto alle decurtazioni dei fondi, ha rilevato come a tutt’oggi l’informazione di ritorno non sia presente nella programmazione di livello nazionale. Ai quesiti posti dal senatore Renzoni ha replicato facendo presente come allo stato attuale la vendita di spazi pubblicitari su Rai Internazionale incontri delle difficoltà legate alla diffusione dei programmi in tutto il mondo. “Ciò fa sì – ha precisato il direttore - che i marchi locali non siano interessati e che quelli diffusi a livello globale preferiscano operare sui canali territoriali. La ricerca di inserzionisti è poi di difficile gestione contrattuale”. Per quanto riguarda le risorse assegnate a Rai Internazionale, Renzoni ha poi evidenziato come, essendo la convenzione triennale stipulata con la Presidenza del Consiglio dei Ministri rinegoziabile annualmente, sussista anche per il prossimo anno il rischio di un ulteriore ridimensionamento dei fondi. Relativamente all’informazione di ritorno Renzoni ha infine fatto presente che la competenza sui palinsesti delle reti generaliste appartenga anche alla Commissione di Vigilanza sui Servizi Radiotelevisivi.

Il direttore ha poi risposto alla domanda della senatrice del Maie Mirella Giai che ha chiesto lumi sulle  numerose chiusure di sedi Rai che si sono verificate in America Latina, ivi inclusa la sede di Montevideo. La Giai ha inoltre sollecitato, nonostante il ridimensionamento degli stanziamenti, una specifica attenzione per la qualità della programmazione di Rai Internazionale. Per Renzoni la chiusura della sede di Montevideo e il ridimensionamento della rete dipendono direttamente dal nuovo assetto previsto per Rai Corporation. Un adeguamento dettato essenzialmente da ragioni economiche e che non è di attinenza di Rai Internazionale. Quanto alla qualità della programmazione televisiva il direttore ha precisato come i programmi trasmessi per l’estero siano in buona sostanza i medesimi diffusi in Italia.

Anche Claudio Micheloni (Pd) ha auspicato la presenza nei palinsesti della Rai Internazionale di adeguati spazi dedicati alla politica e in particolare dell’attività svolta dai parlamentari, eletti nella circoscrizione Estero, anche non riguardante gli  interventi per le comunità italiane nel mondo. Il senatore ha inoltre chiesto delucidazioni sulle rilevazioni di ascolto del canale.

Renzoni, dopo aver ribadito che il programma “Italia chiama Italia” è l’unico specificamente dedicato all’attualità politica per quanto concerne la programmazione di Rai Internazionale, ha anticipato come al momento vi sia il progetto di portare questa trasmissione anche su uno dei canali digitali in fase di allestimento.  Il direttore ha poi ipotizzato, in mancanza di dati certi sull’audience della rete, la presenza di un bacino di telespettatori per Rai Internazionale vicino ai  dieci milioni di persone. Quanto al target della programmazione Renzoni ha spiegato come si tratti di un pubblico di età medio-alta.  (Inform)

 


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