SENATO DELLA REPUBBLICA
Riunito il Comitato per
le questioni degli Italiani all’estero
L’audizione del direttore di Rai Internazionale Daniele
Renzoni
Gli interventi del presidente Firrarello e dei senatori
Fantetti (Pdl), Giordano (Pdl), Giai (Maie) e Micheloni (Pd)
ROMA – Nell’ambito
dell’indagine conoscitiva sulle politiche per i cittadini italiani nel mondo
si è svolta, presso il Comitato per le questioni degli Italiani all’estero
l’audizione del direttore responsabile di Rai Internazionale Daniele Renzoni.
La seduta è stata introdotta dal presidente Giuseppe Firrarello che ha
sottolineato come questo incontro, a due anni dall’audizione del maggio 2009
con Piero Badaloni, consentirà di valutare come sia cambiato in questo
arco di tempo, che ha visto il passaggio da Rai International a Rai Internazionale,
il servizio pubblico per l’estero e di avere un’esposizione delle attuali linee
editoriali. Da Firrarello è stato inoltre sottolineata la necessità per le comunità
italiani all’estero di disporre di informazioni complete e aggiornate sulla
cronaca e sulla politica italiana. “Il riconoscimento del diritto di voto per
i cittadini italiani all’estero – ha spiegato Firrarello - rende imprescindibile
la creazione delle condizioni di un esercizio consapevole dello stesso, disponendo
di un quadro imparziale e approfondito. Tale problematica si interseca peraltro
– ha proseguito il presidente del Comitato - con quella, molto sentita da parte
delle comunità, delle modalità di accesso ai canali televisivi italiani dall’estero,
mediante abbonamenti a sistemi satellitari a pagamento.
Il direttore di Rai Internazionale Daniele Renzoni ha in primo luogo fatto presente come l’attività dell’ente debba tener conto della riduzione delle risorse assegnate dal Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per quanto riguarda l’evoluzione del palinsesto di Rai Internazionale Renzoni ha sottolineato come da circa un anno e mezzo non vengano più trasmesse repliche di trasmissioni e la programmazione si suddivida in tre canali: uno dedicato alle Americhe, uno all’Africa Sub-sahariana e un terzo per l’area dell’estremo Oriente e dell’Australia. “I programmi trasmessi – ha spiegato il direttore - sono selezionati utilizzando come criterio di riferimento i dati di ascolto in Italia, presupponendo un gradimento similare anche all’estero. Occorre ovviamente tener conto del diverso fuso orario, oltreché dell’esigenza di eliminare dalla programmazione la pubblicità e le iniziative commerciali. Vi sono poi prodotti televisivi specifici per il canale estero, tanto di servizio quanto di intrattenimento”. Per quanto concerne l’informazione di ritorno Renzoni ha precisato come sul terzo canale generalista, dedicato alla programmazione regionale, vi siano appositi spazi, che invece al momento ancora mancano sugli altri canali. Sul fronte dei telegiornali italiani il direttore ha evidenziato come, in attesa dell’aumento delle trasmissioni informative previste per il mese di settembre, al momento i programmi sull’attualità italiana siano trasmessi da Rai internazionale in tre fasce orarie che corrispondono alla mattina alla metà giornata e alla sera. “Rai Internazionale – ha aggiunto Renzoni - ha la peculiarità, rispetto ai canali dedicati degli altri paesi europei, di essere interamente in italiano, onde costituire anche una modalità di diffusione della lingua e della cultura. I programmi di approfondimento politico e di cronaca sono trasmessi all’estero nella fascia della seconda serata, mentre in prima serata vengono diffusi i programmi di intrattenimento, film e fiction. A partire da settembre del 2010 viene poi trasmesso un programma quotidiano, nella fascia pre-serale, con sottotitoli in inglese e in spagnolo, specificamente destinato ai più giovani che sono in tal modo agevolati nel seguire i contenuti. I programmi dedicati ai bambini sono limitati, soprattutto perché la produzione di cartoni animati è estremamente costosa. Dopo aver ricordato gli attimi ascolti del canale radiofonico per l’estero , che dà spazio all’informazione di ritorno ed è trasmesso anche in Italia su Isoradio, Renzoni si è soffermato sulla problematica della distribuzione e della trasmissione del segnale, rilevando come la commercializzazione del canale non rientri nelle competenze di Rai Internazionale e sul fatto che sussista su questo fronte l’esigenza di un miglioramento.
Il senatore del Pdl Raffaele Fantetti ha aperto il dibattito chiedendo chiarimenti sulle modalità di miglioramento della trasmissione del segnale di Rai Internazionale e sottolineando l’esigenza di potenziare, all’estero e nell’ambito dei paesi dell’'Unione europea, la comunicazione istituzionale e quella sull’attività parlamentare dedicata alle comunità italiane all’estero. Fantetti ha inoltre sia domandato lumi sulla possibilità di incrementare l’interscambio informativo mediante collaborazione con gli organismi regionali e locali, sia delucidazioni sul programma “Italia chiama Italia” trasmesso da Rai Internazionale.
Rispondendo alla domanda Renzoni ha precisato come la distribuzione dei programmi avvenga attualmente tramite gestori locali, mentre le nuove tecnologie potrebbero consentire sin d’ora la trasmissione diretta a terra. Una problematica che, per il direttore, andrebbe valutata nell’ambito della rinegoziazione dei contratti di distribuzione. Renzoni, dopo aver ricordato che in Europa Rai Internazionale non trasmette essendo visibili in questo continente tutte e tre le reti Rai, ha sottolineato come in Europa venga diffuso il canale radiofonico e, analogamente alle Americhe, un programma in streaming. Per quanto concerne “Italia chiama Italia” Renzoni ha puntualizzato come questa trasmissione di Rai Internazionale, che porta il medesimo nome di un successivo programma trasmesso on-line, da settembre del 2011 diventerà un appuntamento quotidiano specificamente dedicato alla comunicazione istituzionale. Il direttore ha infine valutato positivamente la prospettiva di una collaborazione con le Regioni e gli enti locali per produzioni specifiche.
Nel suo intervento
Basilio Giordano (Pdl) ha ricordato la recente visita di Renzoni in Canada ed
ha chiesto spiegazioni sulla possibilità di finanziare i programmi di Rai Internazionale
mediante il canale pubblicitario, attraverso inserzioni di imprese italiane
che vendano i propri prodotti all’estero. Giordano, dopo aver auspicato il mantenimento
di una programmazione di qualità anche rispetto alle decurtazioni dei fondi,
ha rilevato come a tutt’oggi l’informazione di ritorno non sia presente nella
programmazione di livello nazionale. Ai quesiti posti dal senatore Renzoni ha
replicato facendo presente come allo stato attuale la vendita di spazi pubblicitari
su Rai Internazionale incontri delle difficoltà legate alla diffusione dei programmi
in tutto il mondo. “Ciò fa sì – ha precisato il direttore - che i marchi locali
non siano interessati e che quelli diffusi a livello globale preferiscano operare
sui canali territoriali. La ricerca di inserzionisti è poi di difficile gestione
contrattuale”. Per quanto riguarda le risorse assegnate a Rai Internazionale,
Renzoni ha poi evidenziato come, essendo la convenzione triennale stipulata
con
Il direttore ha
poi risposto alla domanda della senatrice del Maie Mirella Giai che ha chiesto
lumi sulle numerose chiusure di sedi Rai che si sono verificate in America
Latina, ivi inclusa la sede di Montevideo.
Anche Claudio Micheloni (Pd) ha auspicato la presenza nei palinsesti della Rai Internazionale di adeguati spazi dedicati alla politica e in particolare dell’attività svolta dai parlamentari, eletti nella circoscrizione Estero, anche non riguardante gli interventi per le comunità italiane nel mondo. Il senatore ha inoltre chiesto delucidazioni sulle rilevazioni di ascolto del canale.
Renzoni, dopo
aver ribadito che il programma “Italia chiama Italia” è l’unico specificamente
dedicato all’attualità politica per quanto concerne la programmazione di Rai
Internazionale, ha anticipato come al momento vi sia il progetto di portare
questa trasmissione anche su uno dei canali digitali in fase di allestimento.
Il direttore ha poi ipotizzato, in mancanza di dati certi sull’audience della
rete, la presenza di un bacino di telespettatori per Rai Internazionale vicino
ai dieci milioni di persone. Quanto al target della programmazione Renzoni
ha spiegato come si tratti di un pubblico di età medio-alta. (