RASSEGNA STAMPA
Intervista
della “Voce Repubblicana” al sottosegretario agli Esteri
Mantica: “Questo regime molto resistente”
L’opzione militare sulla Libia non basta.
Oggi è necessario svolgere un'azione di tipo politico
ROMA - L’opzione militare sulla Libia non basta. Oggi è necessario svolgere un'azione di tipo politico. Lo ha detto alla "Voce" il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica.
Senatore Mantica. L'offensiva della Nato contro
il regime di Gheddafi sta incontrando molte difficoltà. Quali sono le sue valutazioni?
"Credo che
sulla questione libica ci siano ancora troppe valutazioni emozionali. Ricordo
che le operazioni di no fly-zone sono molto lunghe e complesse. Ci sono stati
casi in cui queste operazioni sono durate circa 100 giorni. Questo è stato il
caso delle operazioni sulla Serbia nel 1999. Lo stesso numero di giorni delle
operazioni militari della Nato sulla Libia. Non darei giudizi affrettati sulla
situazione politica e non farei valutazioni errate su quello che sta accadendo.
E' ovvio che quello che ci si aspettava - il collasso del regime di Gheddafi
per abbandono - non sta avvenendo. E questo resta il problema perché il regime
del dittatore libico ha una capacità superiore di sopravvivenza rispetto alle
aspettative. In ogni caso va registrata la di
L'Aiea ha messo sul mercato le riserve strategiche
di petrolio. Una scelta, appoggiata dagli Stati Uniti, che mirava ad abbassare
il prezzo del greggio.
"Sulla decisione presa dall' Aiea, di mettere sul mercato 70 miliardi di barili di petrolio, penso che la scelta riguardi anche la situazione libica. Ma non solo. Questa iniziativa è stata indirizzata ai paesi produttori di petrolio dell'Opec che hanno approfittato della crisi libica. II prezzo del barile di petrolio è andato oltre i 100 dollari. Anche se questo aumento non è legato solamente alla crisi libica. In questo braccio di ferro avevamo chiesto - in qualità di paese Aiea - di vedere i paesi dell'Opec per rinegoziare la produzione dei barili di petrolio. A quel punto abbiamo pensato di assumere questa decisione. II prezzo del barile è crollato a 92 dollari. Anche se la crisi libica non è all'origine di questo scontro".
Gli Usa si sono assicurati la prima commessa
di Petrolio del Cnt. Teme che l'Italia stia perdendo terreno rispetto alla Francia
e ad altri paesi per le commesse di petrolio?
"Tutti pensano che dietro questo conflitto ci sia una guerra tra Italia e Francia. Invece la questione è più complessa. Le concessioni di petrolio sono una partita che si gioca su più fronti. Noi non eravamo gli unici ad essere gli interlocutori della Libia. E non siamo gli unici con il Cnt". (Lanfranco Palazzolo-La Voce Repubblicana del 28 giugno 2011)
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