MEDITERRANEO
Frattini, favoriamo lo sviluppo della “Sponda Sud”
ROMA – “I Paesi della sponda Sud sono andati verso la
democrazia e ora serve la stabilità economica, serve lo sviluppo”. Lo ha detto
il ministro degli Esteri Franco Frattini che insieme al ministro dello
Sviluppo Economico Paolo Romani ha presenziato a Milano alla firma di un accordo
fra Promos (l'azienda speciale della Camera di Commercio
di Milano per l'internazionalizzazione) e
L’iniziativa è nata sotto l'egida del Governo con il
sostegno della Commissione Europea, della Vei in raccordo
con il Segretariato di Barcellona dell'Unione per il Mediterraneo.
Secondo Frattini finora l'Europa non ha fatto abbastanza
per finanziare un piano Marshall di aiuti per i Paesi della primavera araba.
“Un miliardo e 200 mila euro dall'Europa per tutto il Mediterraneo è pochissimo
- ha sottolineato - ma se a questo aggiungiamo gli interventi delle istituzioni
finanziarie internazionali che noi abbiamo mobilitato arriviamo a venti miliardi
di dollari che è un contributo molto più significativo che può far partire seriamente
il piano Marshall”.
Anche Romani, reduce da un viaggio in Tunisia e diretto
il prossimo fine settimana in Egitto, ha spiegato che i Paesi del Nord Africa
chiedono aiuti per aumentare l'occupazione.
“Serve promuovere l'economica locale - ha detto Frattini
- e un centro che promuova le Pmi è quel che occorre
e quello che aspettano”.
“Il Centro - ha spiegato il presidente di Promos Bruno Ermolli - farà da 'integratore'
fra i vari centri per le piccole e medie imprese, favorirà le iniziative in
rete, e l'accesso alle fonti finanziarie”. Si tratterà di un aiuto particolarmente
significativo “dopo la tragedia delle guerre per il rilancio di quei Paesi -
ha aggiunto - limitando anche il processo di immigrazione”.
D'altronde il mercato delle sponde del Mediterraneo può
contare su 600 milioni di consumatori e 28 milioni di micro, piccole e medie
imprese.
Il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio
Tajani, ha sottolineato che si tratta di “misure concrete
per dare prospettive concrete alle nuove generazioni di questi Paesi”. Il centro
seguirà un modello a rete con un’unità centrale a Milano e una serie di centri
nazionali nei Paesi del Mediterraneo (ad esempio a Beirut, Il Cairo, Tunisi,
Istanbul, Marsiglia). “E' un'ottima iniziativa - ha concluso il presidente della
Lombardia Roberto Formigoni - e la scelta di Milano è assolutamente azzeccata,
visto che ha da tempo consolidato il suo status di capitale del dialogo euromediterraneo”.
Con la collaborazione della Regione con