CAMERA DEI
DEPUTATI
Il Governo risponde all’interrogazione di Marco Fedi (Pd)
Sottosegretario Davico: “Il
Ministero dell’Interno richiama costantemente i Comuni alla regolare tenuta
dell’AIRE”
Fedi: “Necessari interventi urgenti per garantire e monitorare
l’applicazione pratica delle norme nel delicato settore delle anagrafi e dei
servizi demografici”
ROMA - “Quali urgenti iniziative si intendano intraprendere
al fine di garantire che l'iscrizione AIRE nei comuni italiani avvenga entro
tempi ragionevoli, garantendo efficienza nello svolgimento delle attività, trasparenza
nell'informazione ai cittadini, efficacia nel soddisfare i fabbisogni formativi
interni, adeguati investimenti tecnologici e continuo monitoraggio delle procedure
organizzative e dei tempi di completamento delle pratiche”. Lo aveva chiesto
al governo il deputato Pd della circoscrizione Estero Marco Fedi che, in relazione
ai “ritardi che si registrano” nell’iscrizione all’Anagrafe dei cittadini italiani
residenti all’estero e sollecitato anche dalle “numerose richieste di connazionali”,
aveva presentato nel febbraio scorso un’interrogazione a risposta scritta
al ministro dell’Interno Roberto Maroni.
All’interrogazione, che illustrava il caso emblematico
di un cittadino italiano la cui richiesta di iscrizione all’AIRE non ha ricevuto
riscontro per oltre due anni, il sottosegretario di Stato Michelino Davìco, ha risposto che il Ministero dell’Interno “richiama
costantemente i Comuni alla regolare tenuta dell'AIRE, monitorando le procedure
organizzative, i tempi di completamento dei procedimenti e i problemi tecnici
e di comunicazione. Di recente – prosegue la nota del sottosegretario
- con circolare n. 33 del 10.11.2010, sono state impartite ai Comuni istruzioni
relative alla formazione dell'Elenco aggiornato degli italiani residenti all'estero
al 31.12.2010, previsto dall'art. 7 del D.P.R 104/2003,
invitandoli, tra l'altro, a rispondere puntualmente alle comunicazioni degli
Uffici consolari, nonché a valutare, unitamente ai Prefetti delle province interessate,
specifici interventi organizzativi necessari per risolvere eventuali situazioni
di arretrato esistenti a livello di trascrizione di atti di stato civile o di
inserimento dei dati anagrafici. Da ultimo, di comune accordo con il Ministero
degli Affari Esteri, i Comuni sono stati nuovamente sensibilizzati, con circolare
n. 8 del 10.03.2011, a riscontrare tempestivamente le comunicazioni di iscrizione/variazione/cancellazione
trasmesse dagli Uffici consolari e a richiedere con sollecitudine, laddove mancante,
la documentazione necessaria per la definizione delle procedure inevase”.
L’on. Fedi nel prendere atto degli sforzi del Ministero
dell’Interno, ribadisce che “pur conoscendo le difficoltà tecnico-amministrative
e finanziarie che gli uffici consolari e i comuni hanno costantemente incontrato
nell’aggiornare, rispettivamente, gli schedari consolari e le AIRE comunali,
il funzionamento e il controllo dei servizi demografici è oggi una questione
strategica nel rapporto con i cittadini italiani all’estero di cui devono farsi
carico tutte le diverse articolazioni della Pubblica amministrazione preposte.
La gestione delle anagrafi, infatti, garantisce la fonte principale di informazione
sulla quale si incardina non solo l'azione amministrativa ma di fatto anche
lo stato di diritto”.(