VOLONTARIATO
Franco Narducci: le risorse
per la cooperazione sono state drasticamente ridotte dal Governo
ROMA - Franco Narducci, vice
presidente della Commissione Affari Esteri della Camera , è intervenuto concludendo
la prima sessione del convegno promosso dall’europarlamentare Silvia Costa su
“Volontariato, tra inclusione e innovazione sociale” che si è tenuto questa
mattina a Roma a Villa Celimontana alla presenza
di rappresentanti di associazioni di volontariato, parlamentari italiani ed
europei ed amministratori locali, ai quali hanno rivolto un saluto Claudio Cecchini,
assessore ai Servizi Sociali della Provincia di Roma e Cristina De Luca, presidente
del Co.Ge Lazio.
Narducci dopo le riflessioni condotte da Nicolò
Lipari, già relatore della legge sul volontariato che esattamente vent’anni
fa ha rappresentato un quadro di riferimento molto avanzato in Europa, e da
Renzo Razzano, presidente di Spes Lazio e vice presidente del Centro Europeo per il Volontariato,
che ha richiamato le proposte e le attese dei volontari europei alla UE, ha
concluso il primo panel dei lavori, dal titolo “Volontariato
nelle sfide globali”, che è stato introdotto e coordinato da Sergio Marelli,
segretario generale della FOCSIV, sottolineando che “solo attraverso la cooperazione
si può aiutare lo sviluppo e contrastare la lotta alla povertà e all’esclusione
sociale, oggetto dell’azione civica del volontariato, purtroppo le risorse per
la coooperazione sono state drasticamente ridotte
dal Governo Berlusconi”.
L’on. Narducci, dopo gli interventi
di don Livio Corazza, responsabile Area Europa Caritas italiana, Francesca Rispoli,
responsabile del settore formazione Associazione “Libera”, Ernesto Caffo, presidente
di S.O.S. Il Telefono Azzurro Onlus, Filippo Fossati,
coordinamento del Forum Terzo Settore, Suzanne Diku, ginecologa dell’Istituto Nazionale Medicina dell’Immigrazione,
ha fatto una analisi comparata dei divari nord-sud nei Paesi europei e parlando
dell’esclusione sociale ha sottolineato che lo sviluppo deve essere basato su
indicatori che mettono al centro il cittadino e il dato macroeconomico generale
che a volte può nascondere sacche di povertà. Il parlamentare eletto all’estero
ha popi evidenziato le cause delle migrazioni e della povertà in un contesto
globale ed ha operato una comparazione tra quanto accadeva agli emigrati italiani
all’estero e quanto sta capitando in Italia e in Europa che ha bisogna di riprogrammare
l’agenda dello sviluppo spostando l’attenzione dalla finanza all’economia reale
a favore dello sviluppo e del benessere dei cittadini, per cui oggi si assiste
ad un capitalismo finanziario che si discosta da quello industriale che ha accompagnato
la costruzione dell’allora Comunità europea. E’ qui che bisogna intervenire
per favorire una economia reale, quello che permette lo sviluppo vero ed il
sostegno alla persona. “Disoccupazione, pane e pace nel mondo sono le grandi
questioni della globalizzazione di fronte a più di un miliardo di persone che
soffre la fame mentre noi non riusciamo a raggiungere gli obiettivi del millennio
fissato in ambito Onu” ha detto Narducci sottolineando che dal punto di vista parlamentare
“non si riesce a lavorare per aggiornare gli strumenti legislativi che sono
alla base dell’azione sociale del volontariato come la proposta di modifica
della Legge 11 agosto 1991 n.
“Le migrazioni non sono dovute solo al dramma della guerra
- ha concluso Narducci - ma anche ai problemi della
fame e della desertificazione, i cosiddetti eco migranti di fronte ai
quali tutti dobbiamo fare di più. Ed è qui che è fondamentale il ruolo del volontariato
che però non deve essere lasciato solo, vi è bisogno di una consapevolezza sociale,
diffusa e istituzionale di questi drammi per dare una risposta adeguata alle
sfide che il volontariato quotidianamente raccoglie concordemente alla tradizione
solidaristica italiana”. (