ITALIANI ALL’ESTERO
Organizzato da Assessorato regionale del lavoro e Acli Sardegna
Iniziato il primo Meeting dei giovani sardi nel mondo
Cappellacci: “La nostra identità si può rafforzare con
il confronto con nuove genti: solo così potremo essere anche per il futuro sardi
nel mondo”. Manca: “Iniziare insieme il percorso che porterà a una nuova classe
dirigente di circoli e federazioni nel mondo”
CHIA (Domus de Maria, Cagliari) - “Da terra di emigrazione
E’ il messaggio di saluto che il presidente della Regione
Sardegna, Ugo Cappellacci, ha fatto pervenire in occasione dell’apertura del
primo Meeting che ha portato a Chia (Domus de Maria,
in provincia di Cagliari) 150 giovani discendenti di emigrati sardi arrivati
da diversi Paesi del mondo: oltre che dall’Italia, da Argentina, Australia,
Belgio, Brasile, Canada, Germania, Olanda, Svizzera e Perù.
Il meeting, organizzato dall’Assessorato regionale del
lavoro e dalle Acli Sardegna, proseguirà il 25 e il 26 giugno, giornate nelle
quali si discuterà di emigrazione e nuove generazioni a confronto (oggi e domani)
e di comunicazione e informazione per una nuova qualità associativa (domenica).
“E’ la prima volta - – ha detto l’assessore del lavoro,
Franco Manca nel suo intervento – che si tiene una iniziativa del genere . L’appuntamento
di oggi, che voglio definire gli Stati generali dell’emigrazione, è la prima
occasione in cui i rappresentanti dei circoli sardi, delle federazioni, delle
associazioni di tutela ma soprattutto tanti giovani con origini sarde si incontrano
e si conoscono. Con un obiettivo preciso: rafforzare il patrimonio di valori,
primi fra tutti quelli di solidarietà e identità che hanno caratterizzato l’emigrazione
sarda in questi anni, e iniziare insieme il percorso che porterà alla formazione
di una nuova classe dirigente di circoli e federazioni che operano nel mondo”.
L’assessore Manca ha poi ricordato che la normativa regionale
sull’emigrazione risale al 1991: “In questi 20 anni il mondo è cambiato, è diventato
sempre più un villaggio globale, multiculturale e multireligioso, e forse è arrivato il momento di capire e
recepire anche attraverso nuove leggi quali siano le esigenze di questo fenomeno
che muta giorno dopo giorno. Anche per circoli e federazioni occorre pensare
a un nuovo modello organizzativo e a nuovi contenuti, partendo ovviamente da
quanto di buono è stato fatto nel corso degli ultimi anni per garantire alle
strutture un futuro e una prospettiva sicuri”.
In Italia e nel mondo operano 122 circoli sardi, 7 federazioni,
8 tra associazioni di tutela e la federazione delle associazioni di tutela.
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