INFORM - N. 122 - 24 giugno 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Lettorati nelle università straniere: il sottosegretario agli Esteri risponde all’interrogazione di Marco Fedi (Pd)

Stefania Craxi: Il Mae non ha adottato nuovi criteri restrittivi nella destinazione dei lettori, consapevole dell'importanza che i lettorati rivestono per la diffusione della cultura e lingua italiane nel mondo

Fedi: Garantire l'impegno dello Stato italiano, anche a livello universitario, significa mantenere e potenziare i lettorati. Anche in Sud Australia

 

ROMA – “Numerose università australiane, con le quali il nostro Paese ha stabilito negli anni proficui rapporti di collaborazione, anche con la presenza di ‘lettori’, sono nel mirino del Ministero degli Affari Esteri e delle politiche di ridimensionamento dell’investimento in campo culturale. Nel corso degli anni, la presenza di lettori a livello universitario ha consentito un collegamento immediato e proficuo con il settore terziario, anche in termini di ricerca e di rapporti tra università. Il consistente taglio alle risorse finanziarie deciso dal Governo italiano  non può ricadere meccanicamente e in maniera lineare sulle voci di bilancio ma al contrario dovrebbero essere salvaguardate le logiche di investimento e di produttività, anche in campo linguistico e culturale. Peraltro, eventuali progressive e drastiche riduzioni dell'impegno dello Stato italiano in Australia, a livello universitario e di lettorati, costituirebbe un segnale gravissimo di disattenzione nei confronti di una realtà politico-economica strategicamente collocata nell'Asia-Pacifico”.

Lo sottolinea il deputato Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Asia -Africa-Oceania-Antartide, che nell’aprile scorso aveva rivolto un’interrogazione, a risposta scritta, al ministro degli Esteri Franco Frattini. Fedi chiedeva di sapere “se non si ritenga necessario intervenire affinché sia ripristinato il lettorato presso l'università del Sud Australia, anche alla luce dei positivi risultati raggiunti in termini di iscrizioni in modo che la lingua e la cultura italiane vedano una continuità di impegno anche a livello terziario nello Stato del Sud dell’Australia e quali misure urgenti il Governo intenda adottare per garantire continuità alla presenza italiana a livello universitario in Australia”.

All’interrogazione ha risposto il sottosegretario  Stefania Craxi dichiarando che “il Ministero non ha adottato nuovi criteri restrittivi nella destinazione dei lettori presso le università straniere, consapevole dell'importanza che i lettorati rivestono per la diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo. Nel confermare quindi che non è intervenuta alcuna modifica in merito ai criteri di selezione ed individuazione dei lettori da destinare all'estero né, in generale, di quelli concernenti l'istituzione ed il mantenimento della rete dei lettorati si ribadisce l'impegno del Ministero degli Affari Esteri affinché, nell'ambito delle risorse disponibili, sia salvaguardata e rafforzata l'immagine della lingua e cultura italiana nei confronti delle nostre collettività nel mondo”.

In merito alla questione posta da Fedi sulla chiusura del lettorato dell'Università del Sud Australia, il sottosegretario Craxi ha risposto, invece, che la decisione è stata presa in quanto “secondo il Contratto Nazionale integrativo di categoria il personale docente deve svolgere 18h di lezioni frontali oltre alle attività relative alla correzione degli elaborati e al sostegno agli studenti nelle ore di ricevimento. Un'attività ridotta – 5 ore settimanali, aumentate da alcune ore di lezione a distanza" inviate sia via mail, sia inserite nel sito del corso e da lezioni individuali trasmesse per telefono o via skype – sia pur svolta con competenza e professionalità, secondo quanto attestato dal Responsabile della cattedra di italiano presso la University of South Australia, non è compatibile con gli obblighi imposti dalle norme al personale docente e potrebbe esporre l'Amministrazione ad un procedimento per danno erariale”.

“E’ evidente, – ha commentato Fedi – che pur avendo presente il quadro generale di finanza pubblica e l’esigenza di rispettare gli obblighi di legge, anche i lettorati italiani all’estero debbono poter avvalersi, nelle contesto delle scelte formative locali, sia delle nuove metodologie di formazione a distanza che delle innovazioni tecnologiche. Forse da questo punto di vista siamo non solo insufficienti anche in forte ritardo.”

Di seguito il testo dell’interrogazione presentata da Marco Fedi (Pd) il 14 aprile scorso al ministro degli Affari Esteri Franco Frattini

“Per sapere - premesso che:

numerose università australiane con le quali il nostro Paese ha, nel corso degli anni, stabilito proficui rapporti, anche con la presenza di «lettori», esprimono forte preoccupazione in merito alla comunicazione di «nuovi criteri» che - di fatto - creando condizioni di conflitto con ben note e consolidate prassi universitarie locali, rischierebbero di compromettere il finanziamento e l'esistenza dei lettorati stessi;

in alcune circostanze, come per la University of South Australia, tali criteri non sono stati discussi ed hanno comportato l'esclusione della predetta università dal contingente per il triennio 2011-2014;

l'università del South Australia segnala di aver già ricevuto una comunicazione in tal senso dal consolato di Adelaide;

in alcune realtà come l'Australia il numero complessivo di alunni che frequentano corsi di lingua italiana è andato gradualmente aumentando e, nel corso degli anni, la presenza di lettori a livello universitario ha consentito un collegamento immediato e proficuo con il settore terziario, anche in termini di ricerca e di rapporti tra università;

il consistente taglio alle risorse finanziarie deciso dal Governo italiano non può ricadere meccanicamente e in maniera lineare sulle voci di bilancio ma al contrario dovrebbero essere salvaguardate le logiche di investimento e di produttività, anche in campo linguistico e culturale;

eventuali progressive e drastiche riduzioni dell'impegno dello Stato italiano in Australia, a livello universitario e di lettorati, costituirebbe un segnale gravissimo di disattenzione nei confronti di una realtà politico-economica strategicamente collocata nell'Asia-Pacifico -:

se siano fondate le preoccupazioni sollevate dalle università australiane presso le quali il nostro Paese ha lettorati, in particolare l'università del Sud Australia, in relazione ai nuovi criteri comunicati alla rete diplomatico-consolare ed alla conseguente esclusione dal contingente 2011-2014;

se non si ritenga necessario intervenire affinché venga ripristinato il lettorato presso l'università del Sud Australia, anche alla luce dei positivi risultati raggiunti in termini di iscrizioni in modo che la lingua e la cultura italiane vedano una continuità di impegno anche a livello terziario nello Stato dell'Australia del Sud;

quali misure urgenti il Governo intenda adottare, immediatamente, per garantire continuità alla presenza italiana a livello universitario in Australia, e presso l'università del Sud Australia in particolare;

se non si ritenga indispensabile operare affinché, nel mondo, possa essere mantenuta alta l'immagine della lingua e cultura italiane, anche a livello terziario”.(Inform)

 

 


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