CAMERA DEI
DEPUTATI
Lettorati nelle università straniere: il sottosegretario agli Esteri risponde
all’interrogazione di Marco Fedi (Pd)
Stefania Craxi: Il Mae non
ha adottato nuovi criteri restrittivi nella destinazione dei lettori, consapevole
dell'importanza che i lettorati rivestono per la diffusione della cultura e
lingua italiane nel mondo
Fedi: Garantire l'impegno dello Stato italiano, anche
a livello universitario, significa mantenere e potenziare i lettorati. Anche
in Sud Australia
ROMA – “Numerose università australiane, con le quali
il nostro Paese ha stabilito negli anni proficui rapporti di collaborazione,
anche con la presenza di ‘lettori’, sono nel mirino del Ministero degli Affari
Esteri e delle politiche di ridimensionamento dell’investimento in campo culturale.
Nel corso degli anni, la presenza di lettori a livello universitario ha consentito
un collegamento immediato e proficuo con il settore terziario, anche in termini
di ricerca e di rapporti tra università. Il consistente taglio alle risorse
finanziarie deciso dal Governo italiano non può ricadere meccanicamente
e in maniera lineare sulle voci di bilancio ma al contrario dovrebbero essere
salvaguardate le logiche di investimento e di produttività, anche in campo linguistico
e culturale. Peraltro, eventuali progressive e drastiche riduzioni dell'impegno
dello Stato italiano in Australia, a livello universitario e di lettorati, costituirebbe
un segnale gravissimo di disattenzione nei confronti di una realtà politico-economica
strategicamente collocata nell'Asia-Pacifico”.
Lo sottolinea il deputato Pd Marco Fedi, eletto nella
ripartizione Asia -Africa-Oceania-Antartide, che nell’aprile
scorso aveva rivolto un’interrogazione, a risposta scritta, al ministro degli
Esteri Franco Frattini. Fedi chiedeva di sapere “se non si ritenga necessario
intervenire affinché sia ripristinato il lettorato presso l'università del Sud
Australia, anche alla luce dei positivi risultati raggiunti in termini di iscrizioni
in modo che la lingua e la cultura italiane vedano una continuità di impegno
anche a livello terziario nello Stato del Sud dell’Australia e quali misure
urgenti il Governo intenda adottare per garantire continuità alla presenza italiana
a livello universitario in Australia”.
All’interrogazione ha risposto il sottosegretario
Stefania Craxi di
In merito alla questione posta da Fedi sulla chiusura
del lettorato dell'Università del Sud Australia, il sottosegretario Craxi ha
risposto, invece, che la decisione è stata presa in quanto “secondo il Contratto
Nazionale integrativo di categoria il personale docente deve svolgere 18h di
lezioni frontali oltre alle attività relative alla correzione degli elaborati
e al sostegno agli studenti nelle ore di ricevimento. Un'attività ridotta –
5 ore settimanali, aumentate da alcune ore di lezione a distanza" inviate
sia via mail, sia inserite nel sito del corso e da lezioni individuali trasmesse
per telefono o via skype – sia pur svolta con competenza
e professionalità, secondo quanto attestato dal Responsabile della cattedra
di italiano presso
“E’ evidente, – ha commentato Fedi – che pur avendo presente
il quadro generale di finanza pubblica e l’esigenza di rispettare gli obblighi
di legge, anche i lettorati italiani all’estero debbono poter avvalersi, nelle
contesto delle scelte formative locali, sia delle nuove metodologie di formazione
a distanza che delle innovazioni tecnologiche. Forse da questo punto di vista
siamo non solo insufficienti anche in forte ritardo.”
Di seguito il testo dell’interrogazione presentata da
Marco Fedi (Pd) il 14 aprile scorso al ministro degli Affari Esteri Franco Frattini
“Per sapere - premesso che:
numerose università australiane con le quali il nostro
Paese ha, nel corso degli anni, stabilito proficui rapporti, anche con la presenza
di «lettori», esprimono forte preoccupazione in merito alla comunicazione di
«nuovi criteri» che - di fatto - creando condizioni di conflitto con ben note
e consolidate prassi universitarie locali, rischierebbero di compromettere il
finanziamento e l'esistenza dei lettorati stessi;
in alcune circostanze, come per
l'università del South Australia segnala di aver già
ricevuto una comunicazione in tal senso dal consolato di Adelaide;
in alcune realtà come l'Australia il numero complessivo
di alunni che frequentano corsi di lingua italiana è andato gradualmente aumentando
e, nel corso degli anni, la presenza di lettori a livello universitario ha consentito
un collegamento immediato e proficuo con il settore terziario, anche in termini
di ricerca e di rapporti tra università;
il consistente taglio alle risorse finanziarie deciso
dal Governo italiano non può ricadere meccanicamente e in maniera lineare sulle
voci di bilancio ma al contrario dovrebbero essere salvaguardate le logiche
di investimento e di produttività, anche in campo linguistico e culturale;
eventuali progressive e drastiche riduzioni dell'impegno
dello Stato italiano in Australia, a livello universitario e di lettorati, costituirebbe
un segnale gravissimo di disattenzione nei confronti di una realtà politico-economica
strategicamente collocata nell'Asia-Pacifico -:
se siano fondate le preoccupazioni sollevate dalle università
australiane presso le quali il nostro Paese ha lettorati, in particolare l'università
del Sud Australia, in relazione ai nuovi criteri comunicati alla rete diplomatico-consolare
ed alla conseguente esclusione dal contingente 2011-2014;
se non si ritenga necessario intervenire affinché venga
ripristinato il lettorato presso l'università del Sud Australia, anche alla
luce dei positivi risultati raggiunti in termini di iscrizioni in modo che la
lingua e la cultura italiane vedano una continuità di impegno anche a livello
terziario nello Stato dell'Australia del Sud;
quali misure urgenti il Governo intenda adottare, immediatamente,
per garantire continuità alla presenza italiana a livello universitario in Australia,
e presso l'università del Sud Australia in particolare;
se non si ritenga indispensabile operare affinché, nel
mondo, possa essere mantenuta alta l'immagine della lingua e cultura italiane,
anche a livello terziario”.(