.MIGRANTI DAL
NORD AFRICA
Save the Children: 39.560
arrivi nel 2011. 1.670 sono minori
ROMA – “La crisi in Nord Africa ha generato nel 2011
un flusso migratorio immediato e intenso con 39.560 arrivi circa ad oggi solo
a Lampedusa, Linosa e Lampione contro i 70 dello stesso periodo lo scorso anno.
Tra gli arrivi sull’isola dal gennaio 2011 1.670 sono minori (il 5% circa del
totale), di cui 544 sbarcati solo nel mese di maggio. Il 10% circa sono
bambini piccoli arrivati insieme a uno o entrambi i genitori, gli altri sono
minori non accompagnati, originari della Tunisia e dei paesi sub-sahariani,
con un’età compresa tra i 12 e i 17 anni”.
Sono i dati diffusi da Save
the Children che oggi, in occasione della riunione
del Consiglio Europeo ( 23 e 24 giugno) ha invitato tutti gli attori istituzionali
e le organizzazioni coinvolte nella gestione dell’emergenza immigrazione a confrontarsi
nella tavola rotonda “Lampedusa, Tripoli, Shousha: i minori e la crisi del Nord Africa. Quale protezione?”
presso
“L’emergenza del Nord Africa - ha affermato Raffaela Milano, responsabile Programmi Italia Europa di Save the Children - ha il volto
di molti bambini: le piccole vittime del conflitto in Libia, i bambini che da
mesi nei campi profughi in Tunisia vivono in una sorta di “limbo” senza conoscere
il loro futuro, quelli che tentano l’attraversamento del Mediterraneo, spesso
con esiti tragici, i più “fortunati” che riescono ad approdare a Lampedusa,
ma che tuttavia rischiano di non trovare nemmeno in questo caso una accoglienza
adeguata. Dall’inizio della crisi Save the Children è in contatto
diretto con i bambini e gli adolescenti in tutte le tappe di questa ‘via dolorosa’
che tanti si trovano a percorrere da una parte e dall’altra del Mediterraneo.
E’ indispensabile – ha rimarcato Milano -rafforzare l’impegno per la protezione
dei bambini nelle aree di crisi, sconfiggere il rischio dell’assuefazione e
dell’indifferenza cui ha fatto riferimento di recente il Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, rafforzare il coordinamento tra tutti i soggetti, istituzionali
e non, che hanno responsabilità in materia.”
Save the Children
chiede che a livello internazionale si adotti “una soluzione all’attuale emergenza”.
“In quest’ottica – sottolinea - è necessario che i paesi europei si attivino
quantomeno offrendo adeguate opportunità di ricollocazione per un numero consistente
di rifugiati in fuga dalla Libia, in particolare per quelli originari dei paesi
Sub-Sahariani che non possono ritornare nei loro paesi o trovare alternative
durevoli nell’area, ben oltre i 700 posti promessi sin’ora da alcuni paesi”.
L’organizzazione denuncia che “in Europa l’accesso alla
protezione continua ad essere molto problematico per chi è in fuga dalla regione
ed è quindi costretto ad affrontare rischiosissime attraversate in mare che
hanno già fatto migliaia di vittime”. “Gli stati membri dell’Unione, ed in particolare
l’Italia e gli altri stati meridionali direttamente coinvolti negli arrivi,
devono continuare – prosegue Save the Children - ad assicurare l’accesso ai loro territori e a tutte
le forme di protezione disponibili. I confini dell’Unione Europea devono rimanere
aperti e il principio di non respingimento deve essere sempre rispettato. Chiusura
delle frontiere e politiche di respingimento mettono infatti a grave rischio
protezione, sicurezza e diritti di tutti i migranti, compresi i minori, siano
essi non accompagnati, separati o accompagnati dai famigliari”.
Infine, per quanto riguarda nello specifico l’accoglienza
dei minori non accompagnati in Italia, Save the Children
ritiene sia “necessario definire una volta per tutte,tramite una apposita previsione
di legge, l’istituzione di un sistema nazionale per la loro protezione che assicuri
un’accoglienza adeguata, diffusa sul territorio, con risorse certe dedicate
ed una
“Nell’immediato – aggiunge Save
the Children - occorre dare subito accoglienza a circa
450 minori che dopo settimane sono ancora a Lampedusa e nei centri temporanei
di transito sulla terraferma non idonei a garantire sicurezza e protezione,
e dare piena attuazione alle procedure per l’accoglienza dei minori non accompagnati
approvata dal Comitato di Coordinamento per l’emergenza umanitaria”. Va
inoltre “rafforzata la vigilanza, da parte di tutti gli organi competenti, sul
reclutamento dei minori arrivati via mare da parte di organizzazioni illegali
per lavoro nero e altre forme di sfruttamento”. (