INFORM - N. 121 - 23 giugno 2011


.MIGRANTI DAL NORD AFRICA

Save the Children:  39.560 arrivi nel 2011. 1.670 sono minori

 

ROMA – “La crisi in Nord Africa ha generato nel 2011 un flusso migratorio immediato e intenso con 39.560 arrivi circa ad oggi solo a Lampedusa, Linosa e Lampione contro i 70 dello stesso periodo lo scorso anno. Tra gli arrivi sull’isola dal gennaio 2011 1.670 sono minori (il 5% circa del totale), di cui 544 sbarcati solo nel mese di maggio.  Il 10% circa sono bambini piccoli arrivati insieme a uno o entrambi i genitori, gli altri sono minori non accompagnati, originari della Tunisia e dei paesi sub-sahariani, con un’età compresa tra i 12  e i 17 anni”.

Sono i dati diffusi da Save the Children che oggi, in occasione della riunione del Consiglio Europeo ( 23 e 24 giugno) ha invitato  tutti gli attori istituzionali e le organizzazioni coinvolte nella gestione dell’emergenza immigrazione a confrontarsi nella tavola rotonda  “Lampedusa, Tripoli, Shousha: i minori e la crisi del Nord Africa. Quale protezione?” presso la Sala della Sagrestia della Camera dei Deputati a Roma.

“L’emergenza del Nord Africa - ha affermato  Raffaela Milano, responsabile Programmi Italia Europa di Save the Children - ha il volto di molti bambini: le piccole vittime del conflitto in Libia, i bambini che da mesi nei campi profughi in Tunisia vivono in una sorta di “limbo” senza conoscere il loro futuro, quelli che tentano l’attraversamento del Mediterraneo, spesso con esiti tragici, i più “fortunati” che riescono ad approdare a Lampedusa, ma che tuttavia rischiano di non trovare nemmeno in questo caso una accoglienza adeguata. Dall’inizio della crisi Save the Children è in contatto diretto con i bambini e gli adolescenti in tutte le tappe di questa ‘via dolorosa’ che tanti si trovano a percorrere da una parte e dall’altra del Mediterraneo. E’ indispensabile – ha rimarcato Milano -rafforzare l’impegno per la protezione dei bambini nelle aree di crisi, sconfiggere il rischio dell’assuefazione e dell’indifferenza cui ha fatto riferimento di recente il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rafforzare il coordinamento tra tutti i soggetti, istituzionali e non, che hanno responsabilità in materia.”

Save the Children chiede che a livello internazionale si adotti “una soluzione all’attuale emergenza”. “In quest’ottica – sottolinea - è necessario che i paesi europei si attivino quantomeno offrendo adeguate opportunità di ricollocazione per un numero consistente di rifugiati in fuga dalla Libia, in particolare per quelli originari dei paesi Sub-Sahariani che non possono ritornare nei loro paesi o trovare alternative durevoli nell’area, ben oltre i 700 posti promessi sin’ora da alcuni paesi”.

L’organizzazione denuncia che “in Europa l’accesso alla protezione continua ad essere molto problematico per chi è in fuga dalla regione ed è quindi costretto ad affrontare rischiosissime attraversate in mare che hanno già fatto migliaia di vittime”. “Gli stati membri dell’Unione, ed in particolare l’Italia e gli altri stati meridionali direttamente coinvolti negli arrivi, devono continuare – prosegue Save the Children - ad assicurare l’accesso ai loro territori e a tutte le forme di protezione disponibili. I confini dell’Unione Europea devono rimanere aperti e il principio di non respingimento deve essere sempre rispettato. Chiusura delle frontiere e politiche di respingimento mettono infatti a grave rischio protezione, sicurezza e diritti di tutti i migranti, compresi i minori, siano essi non accompagnati, separati o accompagnati dai famigliari”.

Infine, per quanto riguarda nello specifico l’accoglienza dei minori non accompagnati in Italia, Save the Children ritiene sia “necessario definire una volta per tutte,tramite una apposita previsione di legge, l’istituzione di un sistema nazionale per la loro protezione che assicuri un’accoglienza adeguata, diffusa sul territorio, con risorse certe dedicate ed una chiara definizione dei livelli di responsabilità tra Stato centrale, regioni e comuni”.

“Nell’immediato – aggiunge Save the Children - occorre dare subito accoglienza a circa  450 minori  che dopo settimane sono ancora a Lampedusa e nei centri temporanei di transito sulla terraferma non idonei a garantire sicurezza e protezione,  e dare piena attuazione alle procedure per l’accoglienza dei minori non accompagnati approvata dal Comitato di Coordinamento per l’emergenza umanitaria”.  Va inoltre “rafforzata la vigilanza, da parte di tutti gli organi competenti, sul reclutamento dei minori arrivati via mare da parte di organizzazioni illegali per lavoro nero e altre forme di sfruttamento”. (Inform)

 

 


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