ASSOCIAZIONI
Al via la campagna nazionale “L'Italia sono anch'io”
Promossa da 19 organizzazioni della società
civile, la campagna punta alla modifica dell'attuale legislazione in tema di
cittadinanza e diritto di voto per le persone di origine straniera
ROMA - Prende il via “L'Italia sono anch'io”, la campagna nazionale promossa, nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio.
Presentata in conferenza stampa ieri a Roma, la campagna punta alla modifica dell'attuale legislazione in tema di cittadinanza e diritto di voto per le persone di origine straniera.
Dal prossimo autunno partirà una raccolta di firme per due leggi di iniziativa popolare. Per chiedere la cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri o giunto in Italia da piccolo frequenta le scuole del nostro Paese. Il dimezzamento del tempo necessario per avanzare la richiesta, nel caso degli adulti. Quindi il diritto di voto alle elezioni amministrative per gli stranieri stabilmente residenti, secondo la proposta già avanzata dall’Anci.
Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Più di 900mila sono minori. 570mila sono nati in Italia. 670mila frequentano le nostre scuole. Eppure, anche se nati o cresciuti in Italia, solo al compimento del 18° anno di età si vedono riconosciuta la possibilità - non il diritto - di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico.
Questo genera disuguaglianze e ingiustizie, limita la possibilità di una piena integrazione, disattende il dettato costituzionale (art. 3) che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.
"Questa iniziativa - ha detto in conferenza stampa il presidente delle Acli Andrea Olivero - si pone per noi in perfetta continuità con quanto emerso nelle ultime Settimane sociali dei cattolici italiani, che si espressero formalmente per il diritto di cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri".
"Non si tratta
solamente di rispondere ad una grande istanza etica - ha aggiunto - il dovere
che abbiamo nei confronti di minori che nascono e vivono nel nostro Paese e
frequentano le nostre scuole. Si tratta di voler bene all'Italia e darle un
futuro. 500mila bambini che da domani possono diventare cittadini italiani sono
una grande opportunità, una grande iniezione di fiducia e di speranza".
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