PATRONATI
Il
presidente dell’Inas ai ministri Frattini e Sacconi
Sorgi: “Risolvere
i problemi sulle pensioni brasiliane per gli italiani rientrati in patria”
ROMA - “Le istituzioni italiane devono sollecitare
la definizione degli accordi tra Italia e Brasile e tra i rispettivi enti previdenziali,
in modo da porre fine ad una situazione problematica che va avanti da troppo
tempo”, così il presidente dell’Inas Antonino Sorgi illustra il senso della
lettera inviata dal patronato ai ministri Frattini e Sacconi.
L’istituto ha richiesto con urgenza un intervento
decisivo per risolvere i disagi che riguardano i nostri connazionali che – dopo
aver lavorato in Brasile – sono rientrati in Italia e incontrano enormi difficoltà
nell’incassare le quote relative ai contributi versati nel paese sudamericano.
La legge – specifica l’Inas – prevede che i lavoratori
italiani, in caso di rientro nel proprio paese d’origine, possano riscuotere
la prestazione in Italia. L’Istituto previdenziale del Brasile, però, richiede
che il titolare della pensione brasiliana abbia un procuratore legale in loco,
autorizzato ad incassare la somma.
Il problema, dunque, è da ricondurre esclusivamente
agli enti in Brasile ma, sottolinea Sorgi, “il nostro Paese potrebbe fare molto
per spingere le Autorità brasiliane a correggere l’anomalia”.
Nonostante la risoluzione del problema sia stata
annunciata più volte nel corso degli anni, ogni accordo sembra essere naufragato
nel nulla e adesso l’Inas chiede ai ministri degli Affari Esteri e del Lavoro
di fare pressione sulle istituzioni brasiliane in modo da ristabilire un diritto
sancito dalla Convenzione di sicurezza sociale stipulata tra Italia e Brasile.
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