INFORM - N. 120 - 22 giugno 2011
STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“America Oggi” del 21.6.2011
New York. A tavola con Nichi Vendola. Il presidente promuove
i cibi pugliesi e anche la sua leadership a sinistra
NEW YORK - Viene troppo facile a Nichi
Vendola "vendere" la
Regione di cui è il Presidente. Sapori e profumi della Puglia
hanno estasiato i giornalisti americani (e anche tanti italiani...) accorsi
alla presentazione dei prodotti eno-gastronomici organizzata lunedì all'Eataly
di Manhattan. La catena di megastore della ristorazione e dell'alimentazione
italiana "Slow Food" fondata da Oscar Farinetti ospita per tutto il
mese di giugno sulla Quinta Avenue una promozione dedicata al patrimonio agroalimentare
pugliese. Con il Presidente Vendola e Oscar Farinetti, c'erano anche l'Assessore
all'Agricoltura della Puglia Dario Stefano, il governatore internazionale di
Slow Food Antonello Del Vecchio, il Console Generale Francesco Maria Talò e
il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura Riccardo Viale.
"La Puglia: crocevia di culture
e incontri nel Mediterraneo" il titolo della presentazione, a cui hanno
assistito anche i reporter esperti di gastronomia delle maggiori testate newyorkesi.
Al tavolo con il governatore Vendola, il vostro cronista era seduto accanto
ad un collega del New York Times che non sapeva nulla della "potenza politica"
raggiunta a livello nazionale dal presidente della Puglia. Quando a Glenn Collins
abbiamo bisbigliato che Vendola era un ex comunista, leader del Partito "Sinistra,
Ecologia e Libertá", un politico apertamente gay che si trova da mesi in
testa a tutti i sondaggi italiani per la leadership del Centrosinistra per l'eventuale
duello elettorale con Silvio Berlusconi, il reporter del NYT non aveva dubbi:
"Wow, una personalità politica così l'editorial board del
nostro giornale dovrebbe incontrarla al più presto..."
L'assessore Stefano
(descritto poi da Vendola come "un giovane leader degli industriali pugliesi
che siamo riusciti ad ipnotizzare per convincerlo a darci una mano...")
ha detto che l'obiettivo del governo pugliese "è di evidenziare come i
valori promossi dalla Puglia, cioè la tipicità, la biodiversità e la qualità
da Slowfood con il suo ‘buono, pulito e giusto' sono non solo un ‘fondamento
etico d'impresa', ma possono essere anche un elemento distintivo e di successo
se il valore aggiunto apportato viene fatto percepire efficacemente ai mercati
ed ai consumatori, anche a quelli molto lontani".
L'assessore Stefano
ha evidenziato statistiche impressionanti: con oltre 300 mila imprese agricole,
la Puglia sarebbe
in controtendenza con il resto dell'Italia, una regione in accelerazione dove
gli investimenti sull'industria agricola continuano a crescere. Olio, olive,
uva, pomodori, formaggi, tutti prodotti con cui la Puglia continua a dominare
sia nel mercato interno che in quello dell'esportazione.
Poi l'intervento
di Vendola, che ha confermato le sue doti oratorie: "Non voglio essere
uno spot pubblicitario che vende la Puglia, invece voglio raccontarvi
un pezzettino di vita domestica". E così ha continuato: "Quando salgo
le scale di casa mia per raggiungere mia madre comincio a sentire i profumi
di casa. E allora comincio ad interrogarmi su un tema cruciale del mondo contemporaneo
e forse di tutte le epoche, quello dell'identità. Perché nelle mie narici entrano
quando é Pasqua profumi balcanici, quando é Natale profumi di Grecia... E alla
domenica improvvisamente mi prende al naso e al cuore un profumo arabo, che
é il ragù di mia madre. E comincio ad essere molto felice perché la mia identità
incerta e ambigua, é un'identità che parla di una terra, la Puglia, che ha sconosciuto tante narrazioni che
sono stratificate nel tempo, attraverso la presenza di ospiti venuti da ogni
parte del mondo. Io sono un pugliese felice che nel sud della Puglia parlano
ancora il greco antico e nel Nord della regione l'antico provenzale... La Puglia é l'unica regione italiana
strabica, con un occhio per i Balcani e un occhio per il Nord Africa. C'é un
rapporto tra la cucina e la politica. La cucina é un modo molto intelligente
per fare politica, non in senso strumentale. Perché la cucina è educazione alimentare,
educazione alla conoscenza delle culture degli altri. E alla mensa della fratellanza,
credo che ognuno possa portare il dono dei propri sapori tipici. Sono felice
di essere a Eatitaly, sono felice di promuovere i prodotti alimentari e il vino
della Puglia, e di portare la parola Puglia come un brand di qualità. Ma non
é un modo di fare retorica, perché si tratta di investire sulla qualità dei
prodotti e di lottare perché l'agricoltura sia sana e non sia inquinata dalla
chimica, si tratta di lottare perché possiamo imparare a capire quello che mangiamo.
Nell'augurarvi buon appetito, per me é importante non presentare i prodotti
della Puglia come migliori degli altri, la Puglia non é migliore delle
altre regioni, siamo soltanto diversi. Siamo felici di offrire questa nostra
identità, la nostra diversità molto complicata e mescolata come un dono e così
educarci ad accogliere il dono che ci porteranno le altre culture e le altre
cucine. Un importante ministro italiano ha detto che la cultura non si mangia.
Siccome voi state per mangiare cultura, é molto polemicamente che io vi auguro
buon appetito". Nichi Vendola si siede a tavola e risponde alle domande
dei giornalisti americani sempre più curiosi, che gli chiedono se lui è un comunista
e se quindi la sua è una regione comunista.
"Bisogna
capire che la parola comunismo in Italia per tanto tempo rispondeva ad una domanda
di giustizia e libertà. Ma io ho grande orrore per come il comunismo ha risposto
poi a quella domanda. Ma essere comunisti in Italia aveva anche molto a che
fare con gli Stati Uniti. Mio padre era diventato comunista perché aveva letto
Steimbeck durante la guerra. La nostra educazione comunista era l'educazione
alla letteratura, alla musica, al cinema americano. quando avevo vent'anni se
mi chiedevano cosa fosse essere comunisti io rispondevo: ascoltare il buon jazz
al Greenwich Village. Oggi non so più il significato di questa parola".
Polipetti squisiti,
così come anche le orecchiette che il patron Farinetti orgoglioso spiega che
sono fatte a mano all'interno di Eatitaly. E così tra polipetti e orecchiette
innaffiate da un buonissimo vino rosato pugliese, tocca a noi fare la domanda
al Presidente Vendola.
Nello Stato di New York il governatore Andrew
Cuomo sta riuscendo a far approvare la legge sul matrimonio Gay. Lei che ne
pensa e che valore avrà per l'Occidente?
"Credo che
sulla questione dei diritti dei gay in tutto il mondo si sta giocando una partita
che riguarda la qualità del pluralismo e della civiltà. E' rimasto un fanalino
di coda in Occidente l'Italia, un paese dove non è ancora possibile avere una
legge contro la violenza nei confronti dei gay. L'Italia quindi realizza un
paradosso straordinario: siamo un paese contemporaneamente islamofobico e con
standard di diritti civili da repubblica islamica".
Si candiderà alle primarie nonostante rischi
di vincere? Bersani e D'Alema riusciranno a convincerla a non candidarsi?
"Assolutamente
mi candido e anche a New York si é già aperto un club Nichi di appoggio alla
mia candidatura".
Infine chiediamo: tra le camicie nere che marciarono
su Roma 91 anni fa e le camicie verdi di Pontida si possono fare dei paragoni?
Insomma a Vendola chi fa più paura Bossi o Berlusconi?
"No,
non si possono fare paragoni se non per un certo linguaggio. Avete sentito Tremonti
al comizio di Bologna? Comunque il discorso di Bossi a Pontida é stato luttuoso,
tutte quelle parolacce portano il segno della sconfitta. La Lega e Berlusconi hanno finito
il loro racconto, non hanno più nulla da dare all'Italia".
(Stefano Vaccara-America Oggi/Inform)