INFORM - N. 119 - 21 giugno 2011


RAPPORTO ITALIANI NEL MONDO

Chi sono e quanti sono gli Italiani all’estero all’inizio del 2011

 

ROMA - Questa mattina a Roma presentazione del VI Rapporto Italiani nel Mondo curato dalla Fondazione Migrantes. Dalla relazione di Delfina Licata, capo redattore del “Rapporto”, i dati numerici più attuali e significativi sulla presenza delle comunità italiane nel mondo e sulle loro aree di origine

Al 1 gennaio 2011 gli iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero sono 4.115.235 di cui il 47,8% donne (1.967.563) con un aumento di quasi 90 mila unità rispetto all’anno precedente.

La disaggregazione per continenti vede per protagonista l’Europa con 2.263.342 (55%) e, in particolare, le consistenti comunità residenti nell’UE a 15 (1.667.241, 40,5%). Segue l’America con 1.628.638 (39,6%) residenti di cui 1.278.837 (31,1%) risiedono stabilmente nell’America centro-meridionale. A seguire troviamo i 131.909 (3,3%) residenti in Oceania di cui 128.609 nella sola Australia, i 53.538 (1,3%) connazionali residenti in Africa e, infine, 37.808 (0,9%) in Asia.

Ricorrendo alle disaggregazioni dei dati Aire è possibile porre in evidenza alcune peculiarità dell’emigrazione italiana.

-      Continua a crescere la presenza femminile (47,8%).

-    Continua a decrescere la presenza degli anziani (il 18,6% nel 2011 ha più di 65 anni - in Italia la percentuale è di quasi due punti in più – ma erano 19,2% ad aprile 2010).

-     Aumentano i minorenni (16%, ma erano 15,4% nel 2010).

-    Aumentano, anche se di poco, i celibi/nubili (53,5% rispetto al 53,4% nel 2010).

-     Il 54,9%, ovvero 2 milioni e 258 mila cittadini italiani, è fisicamente emigrato.

-    Il 37,7%, ovvero 1 milione e 550 cittadini italiani, è nato all’estero.

-    127.338 sono iscritti all’Aire per acquisizione di cittadinanza.

-    Sono in leggero aumento gli iscritti all’Aire nell’arco di tempo che va da 5 a 10 anni (poco più di 1,1 milioni nel 2011).

-    Sono in aumento anche coloro che sono iscritti all’Aire da più di 10 anni (da 1 milione 950 circa del 2010 a oltre 2 milioni del 2011).

Regioni, Province e Comuni. Con quasi 1,5 milioni di emigrati, il Sud Italia è l’area d’origine principale degli attuali cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire. Si tratta del 35,2% mentre sono circa 768 mila gli isolani (18,7%), 645 mila circa gli originari del Nord Est (15,7%), 13 mila in meno quelli del Nord ovest (15,4%) e 622 mila gli originari del Centro Italia (15%).

Complessivamente il 53,9% degli iscritti all’Aire, all’inizio del 2011, sono originari del Mezzogiorno d’Italia, il 15% del Centro Italia e il 31,1% del Nord.

La Sicilia, con 666.605 cittadini, si conferma prima regione di emigrazione (16,2%), seguita da Campania (426.488, 10,4%), Lazio (365.862, 8,9%), Calabria (356.135, 8,7%), Lombardia (318.414, 7,7%) e Puglia (315.735, 7,7%). A seguire troviamo Veneto, Piemonte, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Basilicata, Liguria, Marche, Sardegna, Molise e Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta che chiude la graduatoria delle regioni italiane con 4.439 cittadini (0,1%).

Basta scorgere velocemente la graduatoria per capire che l’emigrazione italiana ha coinvolto tutto il territorio nazionale e che ancora oggi il passato migratorio dell’intero Paese è evidente nella diversificazione dell’origine migratoria di coloro che sono iscritti nell’Anagrafe del Ministero dell’Interno.

Quanto detto appare ancora più chiaramente se scendiamo a un livello più particolareggiato di analisi ovvero a quello provinciale dove si susseguono: Roma, Cosenza, Agrigento, Salerno, Napoli, Catania, Palermo, Avellino, Lecce e Potenza, mentre subito dopo troviamo Treviso e Milano. Torino è in 16ma posizione e Udine in 18ma. 2

Anziani. Al 1 gennaio 2011 i cittadini italiani over 65 anni iscritti all’Aire sono 764.997. Le nazioni dove vive il maggior numero di questi emigrati sono l’Argentina (quasi un quarto del totale), la Francia e la Svizzera (più di un decimo del totale a testa). Le collettività con italiani residenti all’estero di età avanzata sono, soprattutto, di origine siciliana, campana, calabrese, veneta e laziale, ma queste sono le provenienze che anche a livello generale si affermano come quelle più consistenti.

Sono svariate le località del mondo in cui la percentuale dei residenti over 65 anni supera la media nazionale che è del 18,6%. Tra queste dobbiamo distinguere i cosiddetti luoghi “storici” della nostra migrazione dalle località presso cui gli “anziani italiani” finiscono col trascorrere i loro anni di pensionamento. In molti rilevano che la vita in contesti lontani da quello italiano è sicuramente più semplice a livello sociale e soprattutto economico, considerato l’alto costo della vita in Italia e l’inadeguato potere d’acquisto della pensione percepita.

I “luoghi storici” in cui si rintracciano le incidenze più cospicue di persone anziane sono, nell’ordine, il Canada (37,5%), la Croazia (35,2%), l’Argentina (27,5%), gli Stati Uniti (25,6%), la Francia (24,1%), l’Australia (22,0%), il Brasile (19,7%), l’Uruguay (19,3%), la Turchia e il Lussemburgo (19%) e il Venezuela (18,8%). Ognuna di queste nazioni si contraddistingue per la residenza di insediamenti di italiani che, seppure numericamente molto differenti, sono tutti di vecchia data. (Delfina Licata- VI Rapporto Italiani nel Mondo)

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