INFORM - N. 118 - 20 giugno 2011


RICHIEDENTI ASILO

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati sulla scheda del nuovo Decreto legge in materia di immigrazione

“Provvedimento punitivo e inefficace. Necessaria una giusta applicazione della direttiva comunitaria sul ritorno”

 

ROMA – Il Consiglio Italiano per i Rifugiati chiede al governo di rivedere integralmente la scheda del Decreto legge in materia di immigrazione deliberato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 16 giugno e di procedere ad “una giusta applicazione della direttiva comunitaria sul ritorno per la quale il governo è già 6 mesi in ritardo”.

Il CIR ritiene che “nessuno degli aspetti menzionati nella scheda del Decreto abbia le caratteristiche di straordinaria necessità e urgenza”, per cui “il provvedimento, semmai fosse formalizzato, - si legge in una nota diffusa in proposito - sarebbe in contrasto con l’articolo 77 della Costituzione e con le norme della legge 400 del 1998 che limitano la facoltà del governo di emanare decreti legge esclusivamente per circostanze che richiedono necessariamente interventi di urgenza”. 

Contestato anche il prolungamento del trattenimento nei CIE dagli attuali 6 mesi ai 18 mesi, previsto nel Decreto. “Già l’aumento da 2 a 6 mesi del trattenimento stabilito nel pacchetto sicurezza nel 2008 non ha portato a una maggiore efficacia delle misure di allontanamento, secondo le statistiche del ministero dell’Interno – segnala il CIR che considera il trattenimento a 18 mesi “più una misura punitiva nei confronti dei cittadini stranieri irregolarmente presenti che una misura per rendere efficace l’espulsione”. Anche la direttiva comunitaria sul ritorno, “ancora non recepita dall’Italia, - segnala la nota, - prevede il trattenimento sino a 18 mesi solo in casi estremi”. Senza contare il fatto che anche i richiedenti asilo possono essere trattenuti nei CIE secondo la normativa italiana e sarebbero così trattenuti “un anno e mezzo senza aver commesso alcun reato – ammonisce il CIR. (Inform)

 


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