INFORM - N. 118 - 20 giugno 2011


PENSIONATI ITALIANI ALL’ESTERO

Marco Fedi (Pd): “La verifica di esistenza in vita si deve poter eseguire anche con atti legali riconosciuti dalla legge”

“Non solo attraverso il sistema di pagamento delle pensioni”

 

ROMA – In una nota il deputato del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, sottolinea come  a tutt’oggi, nonostante interrogazioni parlamentari in Italia, richieste d’intervento e comunicati di Comites e Patronati, lettere di parlamentari australiani, l’Inps ed il Governo non diano segnali e non abbiano nemmeno spiegato le ragioni del perché si sia scelto di svolgere la verifica di esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero agendo sul sistema di pagamento delle pensioni ed utilizzando gli sportelli della Western Union.

“Il 26 luglio 2010 – ricorda Fedi - chiedevamo ai ministri del Lavoro e degli Esteri se non si ritenesse opportuno prevedere nelle convenzioni bilaterali una clausola sullo scambio di informazioni limitatamente alla verifica di esistenza in vita e se, analogamente, non si ritenesse indispensabile adottare moderni ed efficienti meccanismi di verifica dell'esistenza in vita che tenessero conto anche delle esigenze degli utenti pensando alla trasmissione elettronica dell'esistenza in vita all'istituto di credito o all'istituto previdenziale - attraverso terminale consolare oppure a mezzo posta elettronica certificata - per evitare o ridurre i casi di impropria sospensione della pensione o di pagamento differenziato dal normale accredito bancario.

Non solo ai quesiti non è arrivata risposta – puntualizza Fedi - ma si è andati avanti esattamente con la stessa procedura che causa notevoli problemi in alcuni Paesi, come l’Australia. La denuncia del presidente del Comites di Adelaide, Vincenzo Papandrea, riguarda ora anche le spese bancarie a carico del pensionato. Credo sia indispensabile ricordare ai pensionati –conclude Fedi - che queste scelte sono dell’Inps e del Governo e richiamare patronati e sindacati all’azione di tutela anche su questioni amministrative come la verifica di esistenza in vita che si deve poter eseguire anche con atti legali riconosciuti dalla legge e non solo attraverso il sistema di pagamento delle pensioni” . (Inform)

 


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