INFORM - N. 117 - 17 giugno 2011


ASSOCIAZIONI

Consiglio Generale Mcl

Costalli: “Un blocco sociale di cattolici per le riforme è la chiave della ripresa”

 

ROMA -  Di fronte alla crisi di una politica rissosa e povera di valori, con  una società allo sbando, è necessario che i cattolici riscoprano le  proprie radici e partecipino attivamente alla vita pubblica, ispirando  linee di azione e di responsabilizzazione, anche attraverso l’approvazione di riforme strutturali che diano nuovo ossigeno al Paese rilanciandolo verso la ripresa: per far questo occorre creare un forte  blocco sociale che orienti i percorsi e formi la nuova classe dirigente.

Questi i punti salienti della relazione che il presidente del Mcl, Carlo Costalli, ha tenuto davanti al Consiglio Generale del suo Movimento, riunito a Roma da oggi pomeriggio all’hotel Ergife.

Come uscire da questa crisi profonda? Per Costalli la risposta sta nella creazione di un forte blocco sociale  che orienti e illumini percorsi comuni: serve “un coinvolgimento  responsabile di tutti, che rilanci, pur nel rispetto delle varie  posizioni, un ampio progetto di riconciliazione nazionale. E deve tornare di grande attualità il tema della Riforma elettorale”. “Qui - ha sottolineato – s’inserisce il ruolo delle grandi organizzazioni sociali di  lavoratori cristiani, a partire dal Forum delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro, creato dal Mcl con Cisl,  Confcooperative, Confartigianato, Cdo e Acli che sta decollando anche nelle varie regioni, e che si è rafforzato con la recente adesione della  Coldiretti. Il Forum è il nucleo centrale dell’idea di blocco sociale  che è stato il tema del nostro Congresso Nazionale. E’ nelle grandi reti  associative che va ricercata in primis la nuova classe dirigente: fra le  organizzazioni che da sole in questi anni hanno garantito democrazia e  partecipazione”.

I giovani, il lavoro, le donne, sono fra i temi più scottanti del  momento: “la via obbligata è quella dell’investimento nella conoscenza e  nelle competenze rendendo le persone occupabili e perciò capaci di  muoversi in un mercato del lavoro inevitabilmente dinamico. Con una  disponibilità di tutti ad accettare i mestieri chiesti dalle imprese e a  riconoscere la pari dignità tra percorsi tecnici e liceali, tra lavoro  manuale e intellettuale. Inoltre va riconosciuto nelle relazioni industriali collaborative e partecipative la via più naturale per fare  competitività, occupazione e salario”.

E poi la famiglia: “Per conciliare famiglia e lavoro credo che il  welfare debba essere ripensato in modo meno centralizzato e più legato ai territori; che debba farsi capace di sostenere, dove esistono, e facilitare dove non ci sono, le occasioni, le iniziative, le reti, gli  spazi in cui le donne possano trovare punti di appoggio ma anche momenti  di condivisione che le sostengano nella sfida della genitorialità: perché la vera sfida di oggi per le donne è proprio conciliare lavoro e   famiglia”, ha concluso Costalli.(Inform)

 


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