INFORM - N. 116 - 16 giugno 2011


PIANETA AMERICA

Articolo di Ro Pucci

Presidenziali 2012. I magnifici sette della formazione conservatrice a confronto

Il Grande Circo Repubblicano alza la tenda nel New Hampshire

 

HOUSTON (Texas, Usa) – L’inizio di questa settimana e’ stato testimone di un dibattito importante organizzato e teletrasmesso da Manchester nel New Hampshire dalla CNN. I sette candidati repubblicani alle prossime presidenziali del 2012 Michele Bachmann, Herman Cain, Newt Gingrich, Ron Paul , Tim Pawlenty, Mitt Romney e Rick Santorum si sono affrontati in una gara che aveva per denominatore comune l’attacco al Presidente Obama. Lo scopo principale d’ognuno e' stato quello di sgombrare ogni dubbio circa la propria effettiva volontà di contendere all’attuale inquilino della Casa Bianca il titolo e di presentarsi sotto i riflettori in modo da lasciare nell'elettorato di destra un'impressione forte e positiva che poi durasse fino al momento d'esprimere la propria preferenza all'interno della cabina elettorale.

Importanti ai fini di tastare il polso dei conservatori americani le reazioni del “Tea Party”, punta della lancia dell'elefante repubblicano che, alla fine dell'attesissimo dibattito, sembra aver accordato la propria preferenza ai rappresentanti del Congresso Michelle Bachmann del Minnesota ed a Ron Paul del Texas.

Criticato non poco il governatore Romney, colpevole d'avere dato al suo Massachusetts un'assistenza medica talmente liberal che lo stesso Presidente Obama l'ha presa a modello per quella sua. Molti non hanno digerito il fatto che Romney abbia poi dichiarato che la sua creatura, ritenuta valida per i cittadini del suo stato non lo fosse, invece, per tutto il resto degli Americani.

L'importante esponente conservatore, che e’ considerato generalmente come il candidato di punta dei Repubblicani, ha affermato molto genericamente che ognuno dei sette candidati presenti sul palco sarebbe stato certamente un presidente migliore di quello in carica. Il suo intervento, non particolarmente incisivo, e’ stato piuttosto quello di gestire senza particolari contraccolpi un evento condotto sui binari dell'ordinaria amministrazione. Intanto il suo omologo Tim Pawlenty, messo alle corde dall’autorevole conduttore della CNN John King, ha dovuto affrontare la situazione imbarazzante di giustificare il suo attacco della domenica precedente in fatto di sanità a Romney, questa volta alla presenza dell’avversario e non in separata sede. L’ex governatore del Minnesota s'è difeso chiarendo che e’ stato proprio Obama ad affermare d’essersi ispirato all’assistenza sanitaria di Romney e, in questo modo, ha cercato un po’ goffamente di togliersi dalle mani la patata bollente.

Tutti sono concordi, pero', nel ritenere che e’ stata Michele Bachmann ad aver raccolto il numero maggiore d’applausi e di consensi. Lo ha fatto quando rivolgendosi all’audience ha invitato tutti gli elettori conservatori ad eliminare le faziosità inutili e dannose ed a serrare le fila, dichiarando la sua fede incrollabile nel fatto che i Repubblicani avrebbero vinto le presidenziali del 2012.

Tra applausi scroscianti che hanno fatto rimbombare il grande palcoscenico allestito lussuosamente dalla CNN la signora Bachmann ha affermato con determinazione che, a suo avviso, Obama e’ un presidente che non può ne’ sperare ne’ ottenere un secondo mandato e per evitare fraintendimenti, ben diversamente da Sarah Paulin che ancora non si decide a far sapere se e' dentro o fuori, ha subito informato i suoi potenziali elettori d’aver già depositato la documentazione che fa ora di lei un candidato ufficiale alla corsa per la Casa Bianca.

Un’indagine demoscopica condotta subito dopo il notevole evento mediatico-politico, in controtendenza con quanto manifestato dai membri del Tea Party e che vedevano la Bachmann e Paul come favoriti ha rivelato che questi sarebbero , nell’ordine, i più amati dalla base elettorale repubblicana: Romney (51%), Bachmann (21%), Pawlenty (9%), Gingrich (7%), Cain (4%), Santorum (4%) e Paul (0%).

La competizione, naturalmente, e’ ancora ai suoi inizi ed un pronostico che abbia una qualche attendibilità non e’ ancora possibile. Sicuramente si assisterà ad altri dibattiti, ad altre modifiche di questa prima classifica ed a probabili ritiri e nuovi inserimenti da parte d’altri aspiranti al titolo ma, intanto, una cosa sembra ormai sicura. Anche Obama, come il suo predecessore GW Bush, verrà bocciato o promosso per la seconda volta dagli Americani specialmente sulla base della sua capacita’ di saper porre riparo al grave stato in cui versa in questo momento l’economia.

Gli elettori afflitti da seri problemi s’attendono al più presto risposte chiare e concrete. Proprio per questo motivo, in alcuni casi, questi “magnifici sette” della formazione conservatrice sono stati poco graditi da alcuni spettatori indipendenti o non allineati ideologicamente per aver “schivato” le domande, per aver risposto indirettamente e per aver messo in cattiva luce l'operato del presidente in carica senza pero' aver fornito chiarimenti su come loro risolverebbero gli stessi problemi a partire da quello dell’alto livello di disoccupazione.(Ro Pucci http://italianamericanmagazine.com/ /Inform)

 

 


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