INFORM - N. 116 - 16 giugno 2011


PENSIONI ALL’ESTERO

Campagna Inps su accertamento esistenza in vita

Papandrea (Comites Adelaide) sul disagio dei nostri pensionati in Australia

“Ci sarebbe voluto più rispetto della comunità italiana all’estero che con il proprio sacrificio ha contribuito alla crescita economica e sociale dell’Italia”

 

ADELAIDE – Il presidente del Comites di Adelaide Vincenzo Papandrea  interviene sulle difficoltà connesse alla  campagna dell’Inps per l’accertamento dell’esistenza in vita incontrate dai pensionati italiani all’estero. Nella nota Papandrea sottolinea come i nostri pensionati in Australia, a causa della  campagna di accertamento, siano costretti recarsi, con l’eventuale rischio di pagare anche una commissione, presso gli sportelli della Western Union per riscuotere la pensione nel mese di giugno, per chi la riceve mensilmente, e in quello di luglio per chi la riscuote ogni sei mesi.   .

“Poiché si tratta di un accertamento dell’esistenza in vita – spiega Papandrea che critica aspramente le modalità scelte dell’Inps per l’espletamento della campagna - i pensionati devono recarsi presso uno sportello della Western Union personalmente e muniti di un documento di riconoscimento corrente con la fotografia. Scelta che per l’Australia risulta infelice e complessa, in quanto l’Australia non ha mai adottato per legge una carta d’identità, contestata più volte dalla popolazione per motivi di privacy. Questo significa che chi non è in possesso di un passaporto corrente o della patente di guida non ha altri documenti d’identità con la fotografia. E questo è, purtroppo, il caso di molti pensionati italiani, soprattutto donne. L’unico modo per poter avere un documento con la foto - prosegue Papandrea – è quello di rivolgersi ad un ufficio del ‘Motor Veicle Registration’, per farsi fare una ‘Proof of Age’, ma anche qui serve fornire documentazione idonea, quali la cittadinanza in originale, in mancanza di questo un certificato di residenza non facilmente ottenibile (il tutto naturalmente a proprie spese che possono anche essere superiori all’ammontare della pensione stessa). Per poi ritrovarsi con una carta d’identità con il cognome da sposata e quindi diverso da quello riportato sui documenti della pensione italiana (quello di nascita).  Ancora più complessa risulta essere la situazione dei pensionati che per motivi di salute sono impossibilitati a recarsi personalmente a riscuotere la pensione, molti risiedono in case di riposo, e molti altri soffrono di malattie mentali. Per quest’ultimi si può ricorrere ad un certificato di esistenza in vita, anche questa risulta essere un’operazione complessa in quanto non è sufficiente il certificato medico attestante l’esistenza in vita”.

“In questa trovata geniale dell’Inps – precisa Papandrea dopo aver ribadito il problema del possibile  pagamento della commissione a carico dei pensionati italiani - non si è tenuto conto delle diverse realtà degli italiani all’estero che cambiano da Paese in Paese. Non si è tenuto conto della dignità dei pensionati all’estero e non si è tenuto conto che esistono organismi locali in grado di garantire la veridicità delle informazioni, tra cui quella dell’Esistenza in Vita. Si sarebbe potuto fare un’operazione di scambio d’informazioni con il Centrelink, in virtù dell’Accordo di Sicurezza Sociale. Si sarebbe potuto usare il Giudice di Pace, così com’era stato fatto fino ad adesso. In ogni caso si sarebbe potuto e dovuto avere più rispetto della gloriosa comunità italiana all’estero che con il proprio sacrificio ha contribuito alla crescita economica e sociale dell’Italia”.

Secondo Papandrea, che si chiede come si possano prendere tali iniziative senza conoscere la realtà dei nostri connazionali, “questa operazione dell’Inps non tiene conto della situazione degli anziani e  calpesta la dignità dei pensionati.. grazie a questa strategia – conclude il presidente del Comites - la comunità italiana in Australia sta vivendo un momento di stress drammatico, che coinvolge i figli, i patronati, i consolati e gli uffici australiani interessati”. (Inform)


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