INFORM - N. 116 - 16 giugno 2011


SENATO DELLA REPUBBLICA

Al Comitato per le questioni degli Italiani all’estero l’audizione dei rappresentanti Inps

Tra gli argomenti affrontati, l’accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati italiani nel mondo, gli indebiti pensionistici, la semplificazione della modulistica e dei canali di accesso all’Istituto

 

ROMA – Con l’audizione di Gabriele Uselli, direttore centrale della Direzione Centrale Pensioni dell’Inps, è proseguita ieri l’indagine conoscitiva sulle politiche relative ai cittadini italiani residenti all’estero da parte del Comitato per le questioni dei connazionali nel mondo al Senato della Repubblica.

Oltre a Uselli erano presenti Salvatore Ponticelli e Massimo Colitti, dirigenti della Direzione Centrale Pensioni dell’Inps.

Il presidente del Comitato, Giuseppe Firrarello (Pdl), accogliendo i rappresentanti dell’Istituto previdenziale, ha sottolineato l’importanza dell’audizione in programma, riguardante la corresponsione dei trattamenti pensionistici, “un tema – ha segnalato - particolarmente sentito tra le collettività di italiani residenti all’estero”, dal momento che in molti casi si tratta “della principale fonte di reddito e sussistenza, per cui esattezza e tempestività del pagamento assumono un rilievo determinante”.

Tra le questioni previdenziali di “più stringente attualità”  Firrarello ha richiamato “il recente invio contestuale ai Cud delle richieste di dichiarazioni dei redditi, gli accertamenti posti in essere dall’Inps sull’esistenza in vita del pensionato e la procedura in corso sui pagamenti indebiti”. Il presidente del Comitato ha inoltre segnalato le richieste di “semplificazione della modulistica e dei canali di accesso diretto dall’estero agli uffici dell’Inps” e precisato che ai residenti fuori dai confini nazionali con 65 anni di età e in condizioni di indigenza spetta dal 1° gennaio 2009 la corresponsione dell’assegno sociale destinato ai cittadini italiani, a patto che i primi abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale. Firrarello ha anche ricordato la proposta di legge da lui presentata in proposito, “che tende ad estendere l’erogazione dell’assegno sociale per un triennio ai cittadini nati in Italia e residenti all’estero nonché, a partire dal successivo triennio, ai loro figli, qualora – ha precisato - in possesso dei requisiti reddittuali previsti e previa verifica della conoscenza della lingua italiana”.

Gabriele Uselli ha parlato di “una progressiva semplificazione nel settore delle pensioni per i cittadini italiani residenti all’estero con il passaggio nel 2007 ad un sistema che vede un unico istituto bancario come interlocutore”. Un sistema che nel 2011 comporterà una nuova assegnazione per i soggetti titolari “situati in oltre 130 Paesi”. “Presupposto dell’erogazione è quello dell’esistenza in vita del pensionato – ha aggiunto il direttore Inps - secondo quanto previsto dal contratto di affidamento per i pagamenti; peraltro, da due anni sono state introdotte disposizioni per cui in assenza della produzione di un valido certificato, il pagamento potrà essere effettuato solamente in contanti e recandosi personalmente allo sportello – precisa Uselli, specificando come tale procedura consenta di “evitare la totale sospensione dei pagamenti”.

Gli accertamenti reddituali in corso riguardano gli anni 2009 e 2010, e per quanto riguarda l’anno 2009 Uselli parla di un tasso di reinvio della documentazione “soddisfacente”. “In mancanza delle certificazioni sul reddito, verranno sospese le prestazioni ad esso legate. La rete consolare e i patronati stanno collaborando fattivamente – aggiunge il dirigente Inps, segnalando anche la notevole semplificazione amministrativa prevista da regolamenti comunitari adottati in materia di prestazioni pensionistiche, “oltre ad una cooperazione che prevede lo scambio di informazioni”. In merito all’assegno sociale, infine, ricorda come l’Istituto non possa che applicare la normativa vigente.

Sulle novità introdotte dalla recente normativa comunitaria sulle comunicazione per via telematica tra gli enti pensionistici si sofferma Massimo Colitti, dirigente dell’Area “Normativa e contenzioso amministrativo convenzioni internazionali regime UE”, che ricorda anche come la velocizzazione delle procedure e la diffusione della conoscenza venga perseguita anche attraverso un apposito link presente sul sito internet dell’Istituto dedicato ai lavoratori migranti. “Il sito è attivo dal 2010 – aggiunge Colitti, rispondendo ad un chiarimento richiesto in proposito - e si indirizza sia agli stranieri immigrati in Italia che agli italiani emigranti. Esso contiene una serie di informazioni aggiornate sulla normativa italiana, straniera e sulle norme internazionali ad esempio sulle doppie imposizioni. Un’area è invece dedicata alle pensioni per i cittadini italiani all’estero”.

“La semplificazione burocratica passerà attraverso l’istituzione di un sistema telematico, pur tenendo conto della necessità di adottare dei formulari standard che vengono stabiliti d’intesa con i singoli Stati stranieri ove i pensionati italiani risiedono – afferma Salvatore Ponticelli, vice direttore dell’area “Attività internazionale” dell’Istituto, che segnala inoltre come l’obiettivo resti la prevenzione di inesattezze e indebiti, finalità alla base della stessa campagna di accertamento dei redditi.

Rispondendo alla richiesta di chiarimenti formulata dal senatore Claudio Micheloni (Pd), Ponticelli chiarisce come i destinatari degli accertamenti in merito all’esistenza in vita siano “tutti coloro che non hanno effettuato comunicazioni successivamente al settembre del 2010”. Anche patronati e consolati, ricorda, stanno assistendo i pensionati italiani all’estero in merito alla pratica, “mentre le banche concessionarie hanno attivato appositi canali informativi”. L’accertamento in vita è inoltre “necessario – afferma Uselli – per il grave ritardo che normalmente si verifica nelle comunicazioni dei decessi”. Salvatore Ponticelli ribadisce la necessità della pratica richiesta, aggiungendo che “consolati italiani o autorità locali a ciò autorizzate, ad esempio notai, polizia, enti locali, possono rilasciare la certificazione richiesta”.

Il direttore Direzione Centrale Pensioni precisa inoltre che i pagamenti indebiti siano in gran parte “connessi a comunicazioni imprecise da parte del pensionato e quindi non imputabili all’Istituto”, anche se la causale del singolo episodio “può essere accertata solo a seguito dell’esame delle pratiche – aggiunge Ponticelli. Uselli ribadisce inoltre l’impegno dell’Inps “ad acquisire d’ufficio informazioni presso i dicasteri degli Esteri e dell’Interno, onde alleggerire le richieste rivolte agli aventi diritto”.

Micheloni chiede inoltre a quanto ammontino i pagamenti indebiti, dato che ritiene debba essere reso disponibile perché “estremamente utile a fronte di varie ipotesi di sanatoria che erano state già prospettate”.

Infine, Luciano Cagnin (Lnp) chiede chiarimenti su procedimenti contenziosi in corso tra Inps e pensionati. In merito al contenzioso con la Svizzera, in particolare, Colitti segnala come esso “riguardi l’annoso problema del trasferimento dei contributi pensionistici e del calcolo delle prestazioni pensionabili. Al di fuori delle vere e proprie procedure contenziose – conclude - l’Istituto tende a prevenire il verificarsi dei presupposti perché tale contenzioso si instauri”.

Alla richiesta formulata da Firrarello, Uselli quantifica in 830.000 i destinatari di pensioni all’estero e di assegni sociali, “tenendo presente – precisa - che l’assegno sociale può essere erogato solamente ai residenti in Italia”. “Vi è un meccanismo di adeguamento ad un minimo di sussistenza anche per le pensioni erogate agli italiani all’estero, - conclude Ponticelli – ma tale sistema è evidentemente differente rispetto all’assegno sociale”. (Inform)

 


Vai a: