SENATO DELLA REPUBBLICA
Al Comitato per le questioni degli
Italiani all’estero l’audizione dei rappresentanti Inps
Tra gli argomenti affrontati, l’accertamento
dell’esistenza in vita dei pensionati italiani nel mondo, gli indebiti pensionistici,
la semplificazione della modulistica e dei canali di accesso all’Istituto
ROMA – Con l’audizione di Gabriele
Uselli, direttore centrale della Direzione Centrale Pensioni
dell’Inps, è proseguita ieri l’indagine conoscitiva sulle politiche relative
ai cittadini italiani residenti all’estero da parte del Comitato per le questioni
dei connazionali nel mondo al Senato della Repubblica.
Oltre a Uselli
erano presenti Salvatore Ponticelli e Massimo Colitti,
dirigenti della Direzione Centrale Pensioni dell’Inps.
Il presidente del Comitato, Giuseppe
Firrarello (Pdl), accogliendo
i rappresentanti dell’Istituto previdenziale, ha sottolineato l’importanza dell’audizione
in programma, riguardante la corresponsione dei trattamenti pensionistici, “un
tema – ha segnalato - particolarmente sentito tra le collettività di italiani
residenti all’estero”, dal momento che in molti casi si tratta “della principale
fonte di reddito e sussistenza, per cui esattezza e tempestività del pagamento
assumono un rilievo determinante”.
Tra le questioni previdenziali di “più
stringente attualità” Firrarello ha richiamato
“il recente invio contestuale ai Cud delle richieste
di dichiarazioni dei redditi, gli accertamenti posti in essere dall’Inps sull’esistenza
in vita del pensionato e la procedura in corso sui pagamenti indebiti”. Il presidente
del Comitato ha inoltre segnalato le richieste di “semplificazione della modulistica
e dei canali di accesso diretto dall’estero agli uffici dell’Inps” e precisato
che ai residenti fuori dai confini nazionali con 65 anni di età e in condizioni
di indigenza spetta dal 1° gennaio 2009 la corresponsione dell’assegno sociale
destinato ai cittadini italiani, a patto che i primi abbiano soggiornato legalmente,
in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale. Firrarello ha anche ricordato la proposta di legge da lui
presentata in proposito, “che tende ad estendere l’erogazione dell’assegno sociale
per un triennio ai cittadini nati in Italia e residenti all’estero nonché, a
partire dal successivo triennio, ai loro figli, qualora – ha precisato - in
possesso dei requisiti reddittuali previsti e previa
verifica della conoscenza della lingua italiana”.
Gabriele Uselli
ha parlato di “una progressiva semplificazione nel settore delle pensioni per
i cittadini italiani residenti all’estero con il passaggio nel 2007 ad un sistema
che vede un unico istituto bancario come interlocutore”. Un sistema che nel
2011 comporterà una nuova assegnazione per i soggetti titolari “situati in oltre
130 Paesi”. “Presupposto dell’erogazione è quello dell’esistenza in vita del
pensionato – ha aggiunto il direttore Inps - secondo quanto previsto dal contratto
di affidamento per i pagamenti; peraltro, da due anni sono state introdotte
disposizioni per cui in assenza della produzione di un valido certificato, il
pagamento potrà essere effettuato solamente in contanti e recandosi personalmente
allo sportello – precisa Uselli, specificando come
tale procedura consenta di “evitare la totale sospensione dei pagamenti”.
Gli accertamenti reddituali in corso
riguardano gli anni 2009 e 2010, e per quanto riguarda l’anno 2009 Uselli parla di un tasso di reinvio
della documentazione “soddisfacente”. “In mancanza delle certificazioni sul
reddito, verranno sospese le prestazioni ad esso legate. La rete consolare e
i patronati stanno collaborando fattivamente – aggiunge il dirigente Inps, segnalando
anche la notevole semplificazione amministrativa prevista da regolamenti comunitari
adottati in materia di prestazioni pensionistiche, “oltre ad una cooperazione
che prevede lo scambio di informazioni”. In merito all’assegno sociale, infine,
ricorda come l’Istituto non possa che applicare la normativa vigente.
Sulle novità introdotte dalla recente
normativa comunitaria sulle comunicazione per via telematica tra gli enti pensionistici
si sofferma Massimo Colitti, dirigente dell’Area “Normativa
e contenzioso amministrativo convenzioni internazionali regime UE”, che ricorda
anche come la velocizzazione delle procedure e la diffusione della conoscenza
venga perseguita anche attraverso un apposito link presente sul sito
internet dell’Istituto dedicato ai lavoratori migranti. “Il sito è attivo dal
2010 – aggiunge Colitti, rispondendo ad un chiarimento
richiesto in proposito - e si indirizza sia agli stranieri immigrati in Italia
che agli italiani emigranti. Esso contiene una serie di informazioni aggiornate
sulla normativa italiana, straniera e sulle norme internazionali ad esempio
sulle doppie imposizioni. Un’area è invece dedicata alle pensioni per i cittadini
italiani all’estero”.
“La semplificazione burocratica passerà
attraverso l’istituzione di un sistema telematico, pur tenendo conto della necessità
di adottare dei formulari standard che vengono stabiliti d’intesa con
i singoli Stati stranieri ove i pensionati italiani risiedono – afferma Salvatore
Ponticelli, vice direttore dell’area “Attività internazionale” dell’Istituto,
che segnala inoltre come l’obiettivo resti la prevenzione di inesattezze e indebiti,
finalità alla base della stessa campagna di accertamento dei redditi.
Rispondendo alla richiesta di chiarimenti
formulata dal senatore Claudio Micheloni (Pd), Ponticelli
chiarisce come i destinatari degli accertamenti in merito all’esistenza in vita
siano “tutti coloro che non hanno effettuato comunicazioni successivamente al
settembre del 2010”. Anche patronati e consolati, ricorda, stanno assistendo
i pensionati italiani all’estero in merito alla pratica, “mentre le banche concessionarie
hanno attivato appositi canali informativi”. L’accertamento in vita è inoltre
“necessario – afferma Uselli – per il grave ritardo che normalmente si verifica
nelle comunicazioni dei decessi”. Salvatore Ponticelli ribadisce la necessità
della pratica richiesta, aggiungendo che “consolati italiani o autorità locali
a ciò autorizzate, ad esempio notai, polizia, enti locali, possono rilasciare
la certificazione richiesta”.
Il direttore Direzione Centrale Pensioni
precisa inoltre che i pagamenti indebiti siano in gran parte “connessi a comunicazioni
imprecise da parte del pensionato e quindi non imputabili all’Istituto”, anche
se la causale del singolo episodio “può essere accertata solo a seguito dell’esame
delle pratiche – aggiunge Ponticelli. Uselli ribadisce
inoltre l’impegno dell’Inps “ad acquisire d’ufficio informazioni presso i dicasteri
degli Esteri e dell’Interno, onde alleggerire le richieste rivolte agli aventi
diritto”.
Micheloni chiede inoltre a quanto ammontino
i pagamenti indebiti, dato che ritiene debba essere reso disponibile perché
“estremamente utile a fronte di varie ipotesi di sanatoria che erano state già
prospettate”.
Infine, Luciano Cagnin
(Lnp) chiede chiarimenti su procedimenti contenziosi
in corso tra Inps e pensionati. In merito al contenzioso con la Svizzera, in
particolare, Colitti segnala come esso “riguardi l’annoso
problema del trasferimento dei contributi pensionistici e del calcolo delle
prestazioni pensionabili. Al di fuori delle vere e proprie procedure contenziose
– conclude - l’Istituto tende a prevenire il verificarsi dei presupposti perché
tale contenzioso si instauri”.
Alla richiesta formulata da Firrarello, Uselli quantifica in
830.000 i destinatari di pensioni all’estero e di assegni sociali, “tenendo
presente – precisa - che l’assegno sociale può essere erogato solamente ai residenti
in Italia”. “Vi è un meccanismo di adeguamento ad un minimo di sussistenza anche
per le pensioni erogate agli italiani all’estero, - conclude Ponticelli – ma
tale sistema è evidentemente differente rispetto all’assegno sociale”. (Inform)