INFORM - N. 115 - 15 giugno 2011


REFERENDUM E ITALIANI ALL’ESTERO

Canada: più del 30 per cento i connazionali che hanno votato a Montréal

Giovanni Rapanà (Pd/Cgie): “Quando sono informati e coinvolti, gli italiani all’estero votano e partecipano alla vita democratica del nostro Paese”

 

MONTREAL - “Il caso di Montréal evidenzia che gli italiani all’estero, quando sono informati e coinvolti, votano e partecipano alla vita democratica del nostro Paese”. Così Giovanni Rapanà segretario del Pd di Montréal e componente del CGIE a pochi giorni dall’esito della tornata referendaria in Italia. “Nonostante il poco tempo e le poche risorse è stata attivata una campagna, da parte del Pd, che ha portato oltre il 30% dei cittadini di Montréal a votare per il referendum” sottolinea Rapanà sostenendo che se da parte del governo fossero state date “un’informazione puntuale attraverso Rai Italia e ai Consolati risorse adeguate per un’informazione capillare sul territorio, la soglia del 50% sarebbe stata facilmente raggiunta e superata ovunque”. Rapanà aggiunge di aver potuto “personalmente verificare nella campagna di questi giorni che i nostri connazionali restano sensibili ai temi fondamentali del nostro Paese e che l’uguaglianza di fronte alla legge, il diritto all’acqua pubblica e la contrarietà al nucleare trovano ampia condivisione nella coscienza democratica di tutti i cittadini, sia che votino centrosinistra o centrodestra”.

Rapanà parla di “crisi irreversibile del berlusconismo” e commenta: “Si è avviato, dopo le amministrative e il risultato referendario, un cambiamento profondo, una vera e propria rinascita dell’Italia e dell’italianità, della quale anche gli italiani all’estero vogliono essere protagonisti”. (Inform)

 


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