INFORM - N. 115 - 15 giugno 2011


MIGRAZIONI

A Roma la presentazione del Glossario su Migrazione e Asilo curato dalla Rete Europea Migrazioni

Un’iniziativa promossa in collaborazione con il ministero dell’Interno e il Dossier statistico di Caritas/Migrantes. Sono intervenuti Angelo Malandrino (ministero Interno), mons. Antonio Vegliò, presidente del Consiglio pontificio per la pastorale per i Migranti, e Mario Morcellini (Università La Sapienza)

 

ROMA – E’ stato presentato stamani a Roma, presso lo “Spazio Europa” della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, il “Glossario dei termini in materia di migrazione e asilo” curato dalla Rete Europea Migrazioni (European Migration Network – EMN) in collaborazione con il ministero dell’Interno e il Centro studi e ricerche Idos del Dossier statistico di Caritas/Migrantes.

Un dizionario multilingue che raccoglie il lessico riguardante il fenomeno migratorio e l’asilo e prelude all’articolazione di una politica comune europea sulla materia.

E’ stato Lucio Battistotti, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, a rimarcare l’importanza di una strumento simile, “in uno spazio politico europeo in cui 23 sono le lingue ufficiali e 27 gli Stati membri” e dove occorre rendere compatibili e quanto più omogenei non solo gli ordinamenti giuridici, ma anche le categorie concettuali attraverso cui ci si riferisce a questo tipo di questioni. “Un impegno estremamente rilevante – prosegue Battistotti – se si pensa che in questo caso un errore non incide su transazioni economiche o merci, ma sulla vita vera delle persone, spesso già condizionata da situazioni di disagio e vulnerabilità”. La presentazione assume inoltre una valenza particolare perché segue di qualche settimana l’annuncio dell’adozione da parte della Commissione Europea di una nuova comunicazione sulla politica di migrazione orientata ad una strategia globale e più strutturata sul fenomeno. Una strategia su cui lo stesso Consiglio Europeo sarà chiamato a pronunciarsi a Bruxelles nei prossimi giorni.

Mentre Franco Pittau del Dossier statistico di Caritas/Migrantes, coordinatore della presentazione, esprime soddisfazione per il risultato del lungo e impegnativo lavoro svolto e per la collaborazione messa in atto con il ministero dell’Interno, ma anche con enti ed istituzioni di rilievo sul fronte migratorio, come l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni o il CNEL, che ha al suo interno un Organismo di coordinamento delle politiche di integrazione sociale degli immigrati, Angelo Malandrino, direttore centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo del ministero dell’Interno, ne sottolinea l’importanza proprio “in vista di un governo europeo effettivo sulla materia”. “Passi avanti sono stati fatti in questi anni sul diritto d’asilo in particolare – ha detto Malandrino – ma sulle politiche di immigrazione e su una regolamentazione degli ingressi a livello europeo siamo ancora indietro. E’ importante invece sottrarre la materia all’emotività delle opinioni pubbliche nazionali e articolare una maggiore presenza dell’intervento europeo in questo settore”.

Antonio Ricci di EMN ha quindi illustrato il contenuto del Glossario, “frutto di incontri periodici tra esperti e studiosi delle tematiche a Bruxelles che ci fa sperare nella realizzazione di una sua versione ancora più ampia”. Ricci ha spiegato l’importante funzione svolta della Rete Europea delle Migrazioni, “nata nel 2003 per fornire informazioni oggettive e attendibili sul fenomeno ad un pubblico più vasto all’interno dell’Unione” ed ha segnalato le difficoltà incontrate nel corso della preparazione del volume. “Le parole sono contenitori di significati e valenze che vengono loro attribuite da chi le utilizza e cambiano nel corso del tempo – ha detto Ricci, - a differenza della giurisprudenza. La buona prassi che questo Glossario racchiude è un tentativo di chiarimento e spiegazione dei termini usati sul fenomeno migratorio e sull’asilo che possa fornire una loro esauriente definizione. Si tratta di una base utile per giungere ad un punto di vista condiviso, che possa consentire ai cittadini europei e alle istituzioni di comprendersi su queste questioni”. Una fase preliminare all’adozione di una politica comune e indispensabile alla sua fondazione.

I 300 termini inclusi nel volume sono dunque “un patrimonio linguistico comune, ma anche una risposta alla possibile creazione di una piattaforma che consenta una più corretta comunicazione sul fenomeno migratorio – segnala Ricci, mentre mons. Antonio Vegliò, presidente del Consiglio pontificio per la pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ha ricordato nel suo intervento come la Chiesa possa fornire un contributo attivo ed efficace sulla materia a partire dalla sua lunga esperienza di assistenza e vicinanza agli emigranti italiani, accompagnati sin dal grande esodo che ha contraddistinto questi 150 anni di storia nazionale. Un “impegno di prossimità” che ha consentito alla Chiesa di conoscere il fenomeno migratorio, “realtà complessa che ha determinato il nostro passato ma caratterizzerà fortemente anche il nostro futuro – afferma mons. Vegliò, ribadendo “il dovere di accoglienza nei confronti del prossimo in difficoltà” e la necessità di un “modello di integrazione più duttile alle legittime differenze”. Egli mette in guardia dall’utilizzo di termini che non favoriscono la costruzione di quest’ultimo, come “clandestino” o “irregolare”: “parole che caricano i nuovi arrivi di una connotazione minacciosa, senza tener conto della situazione economica che li ha determinati, che si aggiunge all’insufficiente collaborazione messa in atto tra gli Stati”. 

Anche Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerche sociali dell’Università Sapienza di Roma, sottolinea l’importanza delle parole e del loro corretto utilizzo, “un utilizzo che sino ad oggi è stato invece sbagliato e che diverse iniziative, come la Carta di Roma e la realizzazione di questo Glossario, cercano di correggere”. “La parole sono un elemento connotativo dell’identità umana – prosegue Morcellini – e ci condannano alla relazione con il prossimo. Il loro utilizzo è l’indicatore più chiaro della nostra socialità, della nostra capacità di entrare in empatia con gli altri”. “Solo un appropriato sistema delle parole, un loro più corretto e attento utilizzo, può restituire verità al fenomeno migratorio – afferma Morcellini, facendo anche rilevare come “un piccolo segnale di cambiamento culturale stia determinando una maturazione di alcune nostre istituzioni verso una politica di prossimità ai cittadini, più attenta al loro quotidiano e alle loro esigenze”. (Viviana PansaInform)


Vai a: