PARTITI
Il Pd in Svizzera appoggia le donne che
scioperano per la parità salariale e i diritti
ZURIGO - Il colore viola è diventato in questi ultimi tempi espressione della riscossa delle piazze europee - osserva in un comunicato il Partito democratico in Svizzera -. Ieri in tutte le piazze svizzere le donne sventolando bandiere viola hanno scioperato per esigere parità salariali, un salario minimo in tutte le professioni e soprattutto il riconoscimento di diritti che permettano loro di svolgere un’attività professionale senza essere penalizzate.
La presenza di cinque consiglieri federali donne su sette magistrati nell’esecutivo governativo farebbe pensare ad una condizione avanzata della rappresentanza femminile nei posti di comando e nelle funzioni svolte dalle stesse nella vita quotidiana, ma purtroppo la realtà è lungi da quanto lasciano trasparire questi dati.
Come vent’anni fa in occasione del primo sciopero nazionale delle donne che ne portò in piazza circa un milione, il gentil sesso è sceso in piazza per rivendicare non solo la parità salariale e l’abbattimento delle barriere sociali che continuano a marcare il discrimine in una società modellata sull’uomo, ma coscienti della necessità di rimodulare i tempi, i costumi e la vita della famiglia si fanno promotrici di richieste avanzate per permettere al paese di progredire e regolamentare le nuove esigenze facendole incontrare con i diritti, che vanno di pari passo con la civilizzazione del Paese.
Molte donne del
Partito democratico hanno aderito allo sciopero - così termina la nota del Pd
in Svizzera - e si sono fatte promotrici di iniziative a livello locale, perché
per molte di loro la condizione di donna, mamme e lavoratrici spesso è più difficile
ed impegnativa delle colleghe svizzere. (