INFORM - N. 115 - 15 giugno 2011


ITALIA-CINA

Frattini incontra il segretario del Partito Comunista Cinese della Provincia del Guandong, Wang Yang

“Formazione cinese” ad un numero crescente di studenti italiani

 

ROMA - In una fase di eccellenza delle relazioni bilaterali culminate in stretti contatti tra esponenti governativi ed istituzionali di Italia e Repubblica Popolare Cinese come dimostrato dalla recente visita in Italia del vice presidente Xi Jiping, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ricevuto ieri alla Farnesina il segretario del Partito Comunista Cinese della Provincia del Guandong, Wang Yang. L’incontro rientra in una fase che culminerà nel prossimo mese di luglio con la riunione a Pechino, co-presieduta dal ministro Frattini, del Comitato governativo Italia Cina, strumento previsto dal partenariato strategico italo-cinese.

Nel corso del colloquio sono state analizzate le prospettive di intensificazione degli già ottimi rapporti tra l’Italia e la Provincia del Guandong, il cui l’interscambio è già pari a circa 10 miliardi di dollari, nel settore del turismo, in cui si aprono grandi opportunità nei due sensi, degli scambi giovanili e della formazione dei giovani laureati. Facendo diretto riferimento al piano d’azione triennale 2010- 2013 sul rafforzamento della cooperazione economica tra l’Italia e la Cina, Wang Yang ha manifestato inoltre l’interesse della provincia del Guandong per le esperienza produttive italiane e ad intensificare i rapporti nel settore delle piccole e medie imprese, in particolare nelle aree della ricerca e sviluppo e del design, dimostrando grande apertura per le potenzialità insite “nelle sinergie tra la creatività italiana e le opportunità offerte dal mercato cinese”.

Frattini ha condiviso la possibilità che il Guandong diventi una provincia pilota per l’elevazione del livello della cooperazione economica bilaterale, estendendo i campi d’azione anche alle tecnologie medicali, alle energie rinnovabili, alla cooperazione bancaria ed alle politiche sociali e assistenziali.

Il principale strumento operativo di tale salto di qualità saranno i giovani dei due paesi. In particolare all’interesse cinese di inviare giovani presso aziende italiane ad elevato contenuto tecnologico fa da contraltare la volontà italiana che ambisce a dare una “formazione cinese” ad un numero crescente di studenti italiani in modo da facilitarne lo sbocco professionale nei mercati globali. Ciò sarà possibile anche grazie ad una politica dei visti più flessibile, che potrebbe avere nel Guandong un primo progetto pilota. Alle due ambasciate spetterà di avviare con le amministrazioni dei due paesi i seguiti operativi delle proposte discusse. (Inform)

 


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