CONCORSI
Quinta
edizione del concorso a premi
L’Accademia Italiana della Cucina – delegazione
Avezzano alla riscoperta della ricetta della nonna
AVEZZANO - La quinta edizione del concorso “Scopri la ricetta della nonna” si è conclusa a ridosso della chiusura dell’anno scolastico. L’Accademia Italiana della Cucina – delegazione di Avezzano ha sostenuto l’iniziativa presso le scuole Secondarie di primo grado “I. Silone” di Luco dei Marsi e la tradizionale “C. Corradini” di Avezzano.
L’obiettivo appassionante degli accademici, guidati dal presidente Giuseppe Cristofaro, con la collaborazione dei dirigenti scolastici Romolo Del Vecchio e Paola Di Gennaro, è stato quello di riscoprire l’antica cucina con prodotti agricoli dell’entroterra abruzzese.
Naturalmente è stata garantita anche la partecipazione agli alunni provenienti da altri Paesi con la presentazione di una loro ricetta caratteristica.
Tutti i partecipanti al concorso, dopo aver indicato il piatto scelto, tra primi, secondi, contorni e dolci hanno avuto il piacere di elencare sia gli ingredienti materiali, le dosi e il procedimento sia gli ingredienti esclusivi e rari: la ricetta scelta è stata accompagnata da un racconto breve e significativo vissuto direttamente dalla nonna o sentito raccontare in famiglia. L’impegno dei ragazzi è stato serio ma misto ad un pizzico di sana bizzarria: gli alunni esaltavano le qualità del “loro” elaborato con così tanta passione che risultava impossibile rifiutare l’assaggio!
Il concorso, “Scopri la ricetta della nonna”, nato da un’idea dell’accademico Gabriele Franciosi si prefigge lo scopo di favorire uno stile di vita sano anche attraverso una buona alimentazione. Il progetto, infatti, è stato realizzato dopo studi e ricerche che i ragazzi, supportati dai lori insegnanti, hanno condotto in maniera eccellente. Gli incontri di educazione alimentare, coordinati dal dott. Massimo Nicolai (con la presenza del delegato Giuseppe Cristofaro e dell’accademico Franco Santellocco), svoltisi in due momenti distinti il primo presso la scuola di Luco e altro in quella di Avezzano, hanno evidenziato quanto una buona e corretta alimentazione giovi al nostro benessere. Le interessanti slide preparate, proiettate, commentate dal dottor Nicolai hanno inteso porre l’accento, con definizioni delicate ma chiare, ai gravi disturbi alimentari che purtroppo riguardano anche i nostri ragazzi (per fortuna casi limitati).
Esaltando così, con una sana e corretta alimentazione, la storia, gli usi, i valori, i costumi dei nostri avi poiché ogni evento importante, dai matrimoni ai lavori nei campi, era, e in parte lo è ancora, occasione per degustare insieme portate tipiche e appetitose.
Queste le motivazioni
che spingono, oramai da cinque anni, gli accademici a riproporre l’evento, in
quest’ultima edizione, estendendola anche ai ragazzi delle scuole ubicate nei
centri più piccoli rivieraschi dell’ex Lago Fucino. Quest’anno, infatti, è stata
interessata
La cerimonia di
premiazione si è svolta nella città di Luco: la mattina, dai toni più ufficiali,
presso
L’evento pomeridiano è stato piacevolmente allietato da un intermezzo musicale di arie risorgimentali a cura dei maestri Luigi Giffi alla chitarra e Ida Paris al flauto, quest’ultima originaria di Luco dei Marsi.
La degustazione gastronomica ha concluso la giornata mettendo in risalto la grande valenza dell’iniziativa riscontrata dai fatti: la partecipazione è stata ben oltre le aspettative.
Si può ritenere, per la cronaca e considerati i risultati, che tutti i ragazzi hanno meritato il primo premio: anche se le classifiche ufficiali puntualizzano le varie posizioni in graduatoria, premi per le ricette straniere, premio speciale per la valorizzazione dei prodotti ortofrutticoli del territorio e riconoscimenti speciali per la migliore descrizione di una tradizione popolare e per aver descritto un pranzo abruzzese completo.
Momento autentico, grazie alla spinta dell’Accademia Italiana della Cucina – delegazione di Avezzano, di partecipazione attiva tra scuola/famiglia: i ragazzi senza i genitori non avrebbero avuto le ricette, i genitori senza gli insegnati non avrebbero avuto la possibilità di proporre le pezzolecchie con sugo di polpette e “cacio e ova” piuttosto che agnello “aiu cutturu”, gli insegnanti non avrebbero potuto sperimentarsi in un progetto di arte culinaria.
Fortuna ha voluto,
vista la grande affluenza, che le pietanze erano in larga abbondanza, naturalmente,
così come la nostra più antica tradizione culinaria abruzzese ci ha tramandato!
(Franco Santellocco-