REFERENDUM E ITALIANI ALL’ESTERO
Aldo Di Biagio (Fli) sul voto dei connazionali all’estero
“Indicativo di uno stato di stanchezza e malessere antiberlusconiano”
ROMA – “Sedimentati gli entusiasmi per il quorum raggiunto, è il momento di tirare le somme di una cattiva gestione del voto oltre confine che ha fatto temere, sebbene per poco, che la validità del referendum potesse essere compromessa”. Aldo Bi Biagio, deputato di Fli eletto nella ripartizione Europa, commenta così in nota i risultati dei referendum, all’indomani della chiusura dei seggi elettorali.
Di Biagio, riferendosi
in particolare ai dati emersi dalla consultazione all’estero, parla di uno “stato
di stanchezza dei nostri connazionali verso la minestra riscaldata del tardo
berlusconismo”. “Sebbene si tratti di una percentuale più bassa di votanti,
pari al 23,07%, rispetto al 39 % delle ultime politiche del 2008, una media
del 75% ha votato Sì ai quattro quesiti referendari, e questo la dice lunga
– rileva l’esponente di Fli. “Paradossalmente il legittimo impedimento ha registrato
la percentuale di votanti più alta, il 27,12%, aspetto questo – precisa Di Biagio
- che sottolinea lo scollamento che si sta creando tra le comunità oltre confine
e la maggioranza berlusconiana. E pensare che nel 2008 il partito del premier
ottenne il 30% delle preferenze. Dove sarebbero finiti quei consensi?”. Per
il parlamentare eletto all’estero lo spostamento di preferenze sarebbe attribuibile
ai comportamenti della maggioranza al governo, riguardanti elementi di “criticità”
emersi al suo interno. (