PARTITI
Luciano Neri (Pd) sulla partecipazione al Referendum
degli italiani all’estero
“A risultato definitivo, indispensabile un’approfondita
verifica di quanto è stato o non è stato fatto”
ROMA
– Luciano Neri, presidente della Consulta Italiani nel mondo e componente del
Coordinamento della Circoscrizione Estero del Pd, critica la gestione della
campagna referendaria all’estero, affermando che se essa fosse stata più accuratamente
organizzata avrebbe potuto raggiungere una partecipazione di oltre il 50% degli
italiani residenti all’estero, così come avvenuto in Italia.
“La dotazione finanziaria per la campagna di informazione – afferma Neri,- è stata assegnata dal ministero delle Finanze al ministero degli Esteri con grande ritardo solo alcuni giorni fa”. Alla luce di questa complessa situazione secondo Neri appare indispensabile l’attivazione da parte di Mae, Comites e Cgie, di “una approfondita verifica di quanto è stato o non è stato fatto, per individuare cause e responsabilità”. “Fare questo è indispensabile – continua Neri – se non vogliamo che gli italiani all’estero siano sempre individuati come problema e non come risorsa”.
Per
l’esponente democratico è inoltre “evidente che gli italiani all’estero,
sia rispetto ai quesiti di merito che alle scelte del governo, hanno espresso
un’opinione sostanzialmente omogenea a quella espressa dagli italiani in Italia”,
opinione che egli qualifica come “un messaggio evidente di sfiducia politica
nei confronti del governo”, ventilando ora possibili ripercussioni sulla tenuta
della maggioranza.
Per
Neri sarà anche necessario capire quali scelte di merito gli italiani
abbiano espresso attraverso i referendum. Indicazioni a cui la classe dirigente
dovrà adeguare le proprie scelte politiche, comprese quelle precedentemente
adottate. (