REFERENDUM E ITALIANI ALL’ESTERO
Marco Fedi: Inesattezze e strumentalizzazioni
sul voto dei cittadini italiani all’estero
“Arrivare in tempi brevi alla modifica
della legge elettorale”
ROMA - La discussione che ha preceduto e che ora segue il risultato referendario ha dimostrato e dimostra ancora una volta quanto sia immediato il ricorso a inesattezze e strumentalizzazioni – anche da parte di forze politiche a noi vicine – e quanta strada debba ancora essere fatta per definire natura e qualità del rapporto con le istituzioni italiane. Gli italiani all’estero hanno concorso a far raggiungere il quorum e hanno votato in maggioranza Sì ai quattro quesiti referendari, dimostrando ancora una volta di voler e saper partecipare.
Sui principi costituzionali
Sulla legge ordinaria
La legge elettorale che regola il voto dei residenti all’estero iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) è la 459 del 2001. Contiene norme che da molto tempo, cioè dal giorno dopo la sua approvazione, abbiamo ritenuto sbagliate. A partire proprio dal corpo elettorale. Abbiamo proposto l’iscrizione volontaria nell’elenco degli elettori che da un lato consente l’aggiornamento dei recapiti postali e dall’altro evita di inviare plichi a coloro i quali non hanno interesse a partecipare al voto politico e referendario. Abbiamo proposto una serie di accorgimenti tecnici per migliorare le garanzie della segretezza e personalità del voto – tra cui la firma sul cedolino del certificato e l’inclusione degli estremi di un documento identificativo. Queste proposte sono depositate in Parlamento e attendono di essere discusse. La proposta del Partito Democratico è stata sottoscritta dai capigruppo di Camera e Senato e da tutti gli eletti all’estero del PD. Se vogliamo sgomberare il campo dalle consuete strumentali polemiche sul voto, affrontiamolo nella sede naturale, cioè il Parlamento.
Sui risultati elettorali
La partecipazione
complessiva degli italiani all’estero è stata all’incirca di 16 punti inferiore
al massimo registrato per il voto politico, cioè il 39% del
Ha votato anche
l’elettore di centro-destra che avrà scelto il no e quindi anche il risultato
vede una maggiore percentuale di No rispetto all’Italia. Nulla di sorprendente
anche per quanto attiene ai risultati elettorali. Sorprendono invece i tentativi
di strumentalizzazione sia per quanto attiene al raggiungimento del quorum che
sul risultato elettorale. Rimane ora da definire il percorso politico per arrivare
in tempi brevi alla modifica della legge elettorale. (Marco Fedi*-
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Deputato del Pd eletto nella ripartizione dell’Africa,Asia, Oceania e Antartide