EDITORIA
Online il numero di giugno della rivista
MCL Belgio Flash – Bell’Italia
L’editoriale
del direttore Epifanio Guarneri: “Elio Di Rupo primo ministro: missione impossibile?”
BRUXELLES - E’ online, disponibile in formato pdf per la lettura libera e la consultazione, il numero 33 (giugno 2011) della rivista MCL Belgio Flash – Bell’Italia.
In questo numero:
ASTERISCHI. “Mare Monstrum” (eg); EDITORIALE. Elio Di Rupo Primo Ministro:
Missione Impossibile? (Epifanio Guarneri); PRIMO PIANO. Associazionismo, volontariato
ed emigrazione (Franco Narducci); SOCIETÀ. Che cosa è la verità (Abramo Seghetto):
ITALIA. Dai Mille a Bossi. Quattro scrittori raccontano la nostra storia; CULTURA.
L’ANGOLO DELLA POESIA.- Per mio Papà – Mattinata sassorina (Rita Fiore); LINGUA
ITALIANA. L’Italiano lingua franca dei cattolici; SOCIALE. Patronato S.I.A.S.
Orario e permanenze; SOCIALE. IL PATRONATO S.I.A.S. INFORMA.- Lavoro degli studenti:
Norme in vigore e modifiche dal 1° gennaio 2012 (Francesco Simone); ESTERO.
Spagna: Un voto per il cambiamento (Piergiorgio Sciacqua); ECOLOGIA. Motori
diesel e benzina fuorilegge, ma solo nel 2050. Il biologico, un affare mondiale
da 54,9 miliardi di dollari; ECOLOGIA. Mezzo secolo di WWF; CONSUMATORI. Jeux
d’argent, jeunes de perdants; PASSATEMPO. RISATE E RISATINE – IN CUCINA; Una
persona su dieci non è belga;
Qui di seguito l’editoriale del direttore Epifanio
Guarneri
Elio Di Rupo primo ministro: missione impossibile ?
La giostra si è fermata: presidenti vincitori delle elezioni del 13 giugno 2010, presidenti di Camera e Senato, presidenti dei maggiori partiti, politici di lungo corso, tutti hanno fatto il loro giro, un giro il più sovente durato vari mesi.
Tutti, presentando il loro
voluminoso rapporto
al Re, hanno di
Riecco dunque il Presidente del Partito socialista Elio Di Rupo, questa volta in veste di “formateur royal”, con l’incarico di formare un nuovo governo federale. La missione conferita dal Re costituisce un famoso salto di qualità, perché stavolta essa è “socioeconomica e istituzionale” non più solo istituzionale, come è stata fino adesso.
E tutto diventa ancora più complicato, se si tiene conto delle distanze abissali che separano i programmi di PS e N-VA in campo socioeconomico oltre che istituzionale e del fatto che fra i due partiti la mancanza di fiducia è totale.
Missione impossibile dunque? Beh, a leggere la stampa francofona e fiamminga non c’è da stare allegri. I commenti tendono spesso al negativo. Il quotidiano “Le Soir” parla di “missione quasi impossibile, mentre i leader politici fiamminghi della N-VA e del CD&V sparano ad alzo zero. Geert Bourgeois, uno dei leaders più in vista della N-VA, ha incominciato per criticare il metodo di lavoro Di Rupo (“iniziando con gli incontri bilaterali si comporta da preformatore e dimostra di mancare di ambizione”), mentre il presidente del CD&V Wouter Beke (l’ultimo negoziatore in ordine di tempo) ritiene che il primo compito Di Rupo dovrà consistere a instaurare un clima di fiducia fra PS e N-VA e ribadisce di avere presentato delle proposte concrete ed equilibrate in materia di legge di finanziamento, di trasferimento di competenze e sulla scissione del collegio Bruxelles-Hal-Vilvorde (BHV).
Insomma le solite amenità fra francofoni e fiamminghi che da un anno bloccano la formazione del governo federale e costringono il Governo dimissionario a fare violenza al concetto di ordinaria amministrazione.
A partire da queste
premesse, appare probabile che la missione di Elio Di Rupo potrebbe durare fino
all’autunno e concludersi con un “flop”. In effetti la strategia dei nazionalisti
fiamminghi della N-VA appare più che
C’è un solo modo
per dare scacco a questa strategia e uscire il Paese da questa lunga crisi:
Di Rupo e gli altri partiti francofoni devono convincere i partiti fiamminghi
non nazionalisti a mettere da parte
La riuscita della
missione del Presidente del PS Elio Di Rupo è a questo costo. Da questa riuscita
dipende l’avvenire unitario di questo Paese. La miopia dimostrata dai partiti
francofoni (“nous ne sommes demandeurs de rien”) durante i negoziati successivi
alle elezioni federali del giugno