INFORM - N. 113 - 13 giugno 2011
Da IL PUNTO di MARCO ZACCHERA
Croazia
Nei giorni scorsi
è stato concluso l'iter per ammettere la Croazia come 28° stato dell'Unione
Europea, probabilmente dal 2013. Un fattore positivo di stabilità nei Balcani
e il riconoscimento di un altro paese dell'ex Jugoslavia che si è “messo a posto”
con le norme di Bruxelles.
Resta però una
constatazione: la Croazia
non mantiene le promesse verso gli esuli italiani dell' Istria e della Dalmazia
e men che meno restituisce o indennizza per i beni sottratti a chi è dovuto
fuggire sotto il terrore delle bande di Tito. Non solo: è ancora aperta la discriminazione
con i pochi croati che mantengono la lingua e le tradizioni italiane. Come la
mettiamo con lo “spirito europeo” ? Prima di dare l'ok al nuovo “paese fratello”
l'Italia insista per il mantenimento della parola data e non mantenuta dalla
Croazia dopo la sottoscrizione del pur vergognoso trattato di Osimo. (Marco
Zacchera*.Il Punto/Inform)
* Deputato del Pdl, presidente del
Comitato permanente per gli Italiani all’estero della Camera