LIBIA
Gruppo di Contatto Abu Dhabi. Sì al modello
italiano per gli aiuti al Consiglio nazionale di transizione
ROMA - Il Gruppo
di contatto sulla Libia, riunitosi ieri ad Abu Dhabi, sostiene il 'modello italiano'
che con
Il Gruppo "incoraggia i partecipanti a esplorare vie e strumenti nazionali per fornire aiuti finanziari sostanziali al Cnt, attraverso i meccanismi che consentano a entità controllate dal Cnt di esportare idrocarburi e fornire garanzie", per rispondere alle "urgenti necessità della popolazione".
Il Gruppo ribadisce la necessità di "trovare un meccanismo che permetta lo scongelamento degli asset libici" oppure "di utilizzarli come garanzie per finanziare i crediti del Cnt", si legge ancora nel documento, suggerendo così quanto già avviato a livello nazionale dall'Italia, che si è impegnata con il Cnt a fornire 300-400 milioni di euro in cash e 150 milioni in carburante, utilizzando come garanzie gli asset libici congelati in Italia.
"Il futuro
governo della Libia - si aggiunge - dovrà onorare gli obblighi finanziari assunti
dal Consiglio nazionale transitorio" ed "il Gruppo di contatto lavorerà
con il futuro governo libico per assicurare che i crediti forniti al Cnt siano
assunti dal successivo governo". "I partecipanti sottolineano anche
- prosegue la di
E proprio in riferimento ai nuovi assetti della Libia, il Gruppo ribadisce che "Gheddafi se ne deve andare" e sottolinea che "la transizione politica deve essere basata sull'approccio inclusivo espresso nella 'Road map per la Libia' del Cnt" per il dopo-conflitto. Si riconosce inoltre che "il Cnt ha fatto importanti passi per migliorare la propria organizzazione e la sua affidabilità" e "apprezza gli sforzi del Cnt per rafforzare l'inclusività e incorporare tutte le componenti della società civile libica".
Il 'modello italiano'
sugli aiuti al Cnt - segnala la Farnesina - viene subito fatto proprio da diversi
Paesi. Ad Abu Dhabi le autorità del Kuwait hanno annunciato lo stanziamento
180 milioni di dollari in favore dei ribelli libici, utilizzando un nuovo meccanismo
di trasferimento dei fondi. Il ministro degli Esteri francese Alain Juppé ha
reso noto che da Parigi saranno sbloccati 290 milioni di euro, che appartenevano
alla Banca centrale libica. La Turchia ha messo a disposizione un fondo di 100
milioni di dollari. E intanto l'Australia ha riconosciuto il Cnt come il legittimo
interlocutore per il popolo libico. (